LINARES
(Dicembre, 2006). Al termine di un quarto di secolo di vita e di
attività, il Centro Culturale Poveda di Linares ha ricevuto una targa
con lo stemma del Comune e le parole di ringraziamento del sindaco, Juan
Fernàndez, per il suo impegno educativo e culturale in questi
venticinque anni, e per ciò che esso ha significato per i cittadini.
L’assegnazione
della targa è avvenuta durante la cerimonia centrale delle attività
che il Centro Culturale sta celebrando, in questo trimestre, per il XXV
anniversario della sua costituzione; attività che sono iniziate il 6
ottobre con un’esposizione filatelica commemorativa.
Alla
celebrazione del giorno 2 dicembre, nel teatro Cervantes, erano
presenti, oltre al Sindaco della città e a vari membri della
corporazione comunale, un’ampia rappresentanza di diverse
associazioni, collettivi e piattaforme.
Vi
erano anche associate e associati dell’Istituzione Teresiana, giunti
da diverse città.
Gregorio
Sànchez ha introdotto la cerimonia ed ha fatto un breve percorso
attraverso la storia del Centro Culturale Poveda, dai suoi inizi; poco
prima era stato proiettato un audiovisivo intitolato "Un progetto
che ha cambiato le nostre vite", realizzato da Pedro Sànchez
Rivera, nel quale è raccolto il passaggio di varie generazioni di
bambini e giovani.
Carmen
Yanes, Direttrice del Centro, ha affermato nelle sue parole che
"individuare le necessità culturali di Linares, dare vita a
iniziative, apportare idee nell’ambito dell’educazione, della
cultura, è stato il compito principale del Centro Poveda lungo questo
quarto di secolo". Ha sottolineato che è stata "una
traiettoria, percorsa con riflessione e con affetto, con fatica,
gratuità e lavoro ben fatto di molte persone che hanno formato parte
delle équipes".
Il
Centro Culturale Poveda "vuole essere uno spazio per gli incontri:
personali, di culture, di religioni, dei diversi modi di intendere la
vita e di avvicinarsi ai problemi. Pertanto, anche un luogo di
dibattito", ha seguitato a dire la direttrice del Centro.
"Offriamo
lo spazio fisico per immigrati e per quei collettivi che in certi
momenti possano chiederlo" – ha detto – "Manteniamo il
nostro impegno già manifestato di creare, insieme con altri, tessuto
sociale, progetti congiunti".
Ed
ha spiegato che "il Centro vuole essere insieme un luogo per
rivendicare che è possibile un altro mondo, e denunciare le enormi
disuguaglianze economiche e sociali che non consentono alle persone e ai
popoli di svilupparsi. E fa riferimento alla periferia locale di Linares,
ai suoi sobborghi".