TAIWAN,
(ottobre, 2006). – Un campo di due settimane fra le montagne di Ching
Liu, con 27 bambini e bambine aborigeni, di posti diversi, è stato un’esperienza
di apprendimento tanto per gli organizzatori come per i piccoli
partecipanti, ed è stato la realizzazione di un sogno per l’équipe
dell’Istituzione Teresiana.
Ching
Liu (il suo nome nella lingua della zona è Alang Gluban) è una valle
nella parte centrale di Taiwan. Marina Ferro, che in precedenza aveva
lavorato con la comunità tribale di Alang Gluban, organizzò l’attività
durante le due prime settimane di luglio. Jojoh Lepatan, Caterine Ho,
Eve Wang e Anya Lim si unirono al progetto, e Temi Nawi, il coordinatore
del progetto della comunità di Alan Gluban, le accolse cordialmente e
preparò il posto dell’accampamento.
Ching
Liu è uno dei 13 paesi delle montagne di Ren Ai Shiang, nella campagna
di Nantou. Il paese è situato su un altopiano quasi nel centro di
Taiwan, circondato da monti che arrivano a 1000 metri di altezza. Ad
eccezione di pochi uomini cinesi, che si erano sposati con donne della
comunità, i residenti del paese sono tutti membri della tribù di
Atayal.
I
bambini e le bambine che parteciparono all’attività procedevano da
diverse aree, più o meno distanti dal centro della riunione, che è la
casa della coordinatrice del progetto. La casa ha un grande
"patio" aperto nella parte frontale. Gli alunni furono
distribuiti in tre piccoli gruppi, secondo il loro livello scolastico.
Non c’erano aule, pertanto le lavagne furono utilizzate come linee
divisorie per separare i tre gruppi.
Le
attività comprendevano lezioni di inglese, di matematica, di
perfezionamento della propria lingua e di canto. Le sessioni
cominciavano alle 8,30 e terminavano alle 11,30. Col passare dei giorni,
l’entusiasmo degli alunni cresceva e nei loro occhi si rifletteva la
gioia di apprendere cose nuove, come l’alfabeto inglese e l’uso del
vocabolario. E insieme alla gioia dell’apprendimento, cresceva l’amicizia
che si era creata fra le persone volontarie e gli alunni, che le
invitavano a visitare i loro paesi con la loro guida.
Per
Marina Ferro, l’esperienza era familiare: riviveva memorie della sua
vita nel paese, 16 anni prima, con i paesaggi verdi e il silenzio della
notte. Si entusiasmava facendo lezione e incoraggiava gli alunni a
trarre profitto da questa opportunità offerta dal Centro.
Ho,
un’altra delle volontarie, disse che l’esperienza di lei era molto
significativa. Era emozionante per lei vedere questi fratelli e queste
sorelle anziane che si prendevano cura dei suoi piccoli. E aggiunse che
avrebbe ricordato sempre l’amicizia che era sorta durante queste due
settimane con i bambini e le bambine.
Lepatan
confidò che era molto contenta di partecipare a questo progetto che per
molto tempo era stato il sogno dell’Istituzione Teresiana a Taiwan. Se
si fosse presentata un’altra opportunità, affermò, lei avrebbe
partecipato di nuovo come volontaria.
Lim,
anche lei dell’équipe, disse: "Io sono venuta con alcuni membri
dell’Istituzione Teresiana come volontaria solo per stare con loro e
aiutarle nel loro progetto. L’esperienza ha rafforzato la mia
persuasione che piccoli piani di azione possono avere un’influenza
decisiva nella vita di molte persone. E per il nostro gruppo è stato
solo un toccare l’altra sponda…".
Un
articolo in "Free China Review" di qualche anno fa spiegava
che Ching Liu ha una grande importanza storica per il popolo di Atayal.
Nel 1930, una serie di conflitti fra i membri della tribù e i
Giapponesi che occuparono l’isola fu causa di un grave spargimento di
sangue d’ambo le parti.
Nell’incidente,
conosciuto come il Wushe Incident, la violenza si scatenò per uno
scontro di sensibilità durante una cerimonia tribale di nozze, scontro
che terminò in una battaglia. Cento giapponesi morirono o restarono
feriti ed anche circa 900 persone della tribù Atabal morirono; alcuni
di questi si suicidarono piuttosto che arrendersi al regime giapponese.
L’anno seguente i giapponesi trasferirono altrove 300 membri della
tribù Atayal sopravvissuti dalla battaglia a Chig Liu, per poter avere
un controllo maggiore su di loro.
Testo,
MARINA FERRO e JOSEFINA LEPATAN
Foto,
Anya Lim
Traduzione,
Maria Cimimo
Dalla
pagina Web dell'Istituzione
Teresiana