MADRID
(Giugno, 2007).- Il tempio si stava riempiendo di luce, mentre tutti
cantavano con insistenza: brillerà,
brillerà dall’alto…la luce dell’unità.
Entravano
nel tempio con piccole candele accese, e ripetevano il desiderio del
loro cuore:
La
luce di Cristo illumina tutti, di qualunque razza, di qualunque colore,
fratello, sorella di tutti i credi, siamo il popolo che Egli riunì.
La
canzone era stata composta dal gruppo musicale Al-Haraca, dell’Istituzione
Teresiana, per questo momento e sarà inviata perché sia inserita nella
III Assemblea Ecumenica Europea (EEA3). La cantavano circa 300
persone che erano venute ad una veglia di Pentecoste, il sabato 26
maggio, nella Chiesa Evangelica Spagnola della Via Calatrava di Madrid.
Lì,
cristiani di diverse confessioni furono invitati a iniziare un
"cammino di luce", nella preghiera e nell’azione. E a
percorrere il sentiero "difficile e impegnativo… " verso l’unità
dei cristiani e verso la prossima Pentecoste del 2008.
"Cerchiamo
di aprire un sentiero, di stabilire ponti di fraternità fra tutti i
cristiani, facendo maturare, da questa speranza, una proposta concreta a
cui diamo inizio oggi, a Madrid", dissero.
Questo
gesto concreto fa parte del processo di preparazione in vista della III
Assemblea (EEA3) che si celebrerà in Sibiu, Romania, dal 4 al 9
settembre e a cui parteciperanno circa 2500 rappresentanti da tutta l’Europa.
"La
luce di Cristo illumina tutti: Speranza di rinnovamento e unità in
Europa",
è il lemma di questo incontro europeo ed è stato anche quello che ha
‘illuminato’ tutto il processo di preparazione vissuto in quattro
tappe, dal gennaio del 2006.
"Come
cristiani di Spagna, anche noi abbiamo voluto unirci a questo processo
con questo incontro di riflessione e orazione", disse la Presidente
dell’Associazione Ecumenica Internazionale (IEF) nella Spagna,
Inmaculada Gonzàlez Villa, nel presentare l’incontro, che ebbe inizio
alle ore 17,30. Erano venuti, insieme a gruppi di cristiani,
rappresentanti della Chiesa Anglicana, la Chiesa Evangelica, la Chiesa
Spagnola Riformata Episcopale, la Chiesa Cattolica, la Chiesa Ortodossa
Greca e la Chiesa Rumena.
"In
questa nostra serata vogliamo sentirci tutti uniti, senza muri né
frontiere, con tutti i credenti del nostro continente e di tutto il
mondo", disse Gonzàlez.
Dopo
il saluto, il sacerdote rumeno Teofilo Moldovàn parlò della città di
Sibiu dove avrà luogo la EEA3 e il sacerdote Fernando Rodrìguez
Garrapuco, Direttore del Centro Ecumenico di Salamanca, presentò gli
obiettivi della III Assemblea.
Il
Pastore Alfredo Abad, della Chiesa Evangelica, anfitrione dell’incontro,
presentò i sei laboratori, con i temi previsti per Sibiu, su cui si
dovrebbe lavorare nei gruppi; gli apporti di questi saranno inviati alla
III Assemblea con i delegati della Spagna.
Nel
processo preparatorio europeo hanno preso forma nove temi, su cui si
farà una relazione con la Carta Ecumenica e la guida di studio della
EEA3 ed, oltre a ciò, si è stabilito un processo per sviluppare questi
temi attraverso la riflessione, la discussione e la condivisione in
tutte le tappe che precederanno la riunione a Sibiu. Per il lavoro dell’incontro
di Madrid si sono scelti sei di essi: Unità
fra i cristiani, Emigrazione, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato,
Dialogo interreligioso, l’Arte dell’Unità.
La
riflessione dei gruppi, il giorno 26 maggio, su questi temi, fu inserita
nella veglia di preghiera iniziata poco dopo con la memoria del testo di
Pentecoste.
"E’
giunta per noi l’ora di essere testimoni", disse Gonzàlez, che
coordinava la veglia di preghiera.
"Lo
Spirito interpella di nuovo le nostre Chiese e ciascuno di noi, e ci
chiede nuove risposte e nuovi modi di relazione e di dialogo nell’attuale
contesto mondiale ed europeo", aggiunse.
Nelle
sue parole espresse la necessità di maggiore capacità di impegno
"fra le chiese e con i settori sociali, credenti e non credenti,
per far fronte al fenomeno dell’immigrazione, della salvaguardia del
creato, della giustizia e della pace, di fronte ai nuovi soggetti
emergenti della nostra società, sommersi molte volte, nella precarietà
e nell’esclusione".
Disse
di sentire l’urgenza per "il servizio della riconciliazione e
dell’unità per risanare le ferite della storia e restaurare l’unità
fra le chiese e i popoli". Ribadendo che il punto culminante dell’incontro
era la ‘veglia di preghiera’, affermò che "se in questa
serata, riuniti qui, abbiamo un qualche significato, lo dobbiamo allo
Spirito".
Invocarono
lo Spirito e si iniziò una processione-danza della luce. L’Archimandrita
ortodosso greco, P. Rogelio Sàenz Carbò portava il Cero Pasquale e lo
seguivano sei persone con ceri colorati più piccoli. Sono i simboli di
luce che convocheranno durante l’anno gli atti ecumenici e le
preghiere.