Compleanno di San Pedro Poveda   

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Con il Papa - Pentecoste 2006

 

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PALERMO 3 DICEMBRE 

Compleanno di S.PEDRO POVEDA

 

La comunità di Palermo convoca amici: giovani e adulti per una giornata di convivenza guidata da don Luigi Ciotti sul tema "Il cristiano non evade dalla storia".

La giornata è stata vissuta con grande intensità e don Ciotti ci ha lasciato una riflessione molto profonda da vivere nel nostro quotidiano.

Dai punti focali che ci stanno guidando estrapoliamo i seguenti per offrirli ai lettori.

 

"Vi auguro di essere analfabeti, siate analfabeti:

  1. diffidate di chi sa tutto;

  2. attenti, non chiudetevi a quanto accade attorno a voi, siamo chiamati a metterci in discussione;

  3. le motivazioni al servizio non si danno mai per scontate: l’attenzione ai bisogni, i progetti, le scelte sociali vanno rivisti;

  4. sogno che sparisca il volontariato… per me non si è cittadini se non si è volontari: non sei cristiano se non servi l’altro;

Qual è il metro per capire se dobbiamo cambiare rotta? Quando manca lo stupore per quello

che facciamo: dobbiamo interrogarci."

 

"Come calarci nella storia ci oggi?

Percorrendo la strada, vivendo nella e per la strada. Per ben 109 volte la strada è presentata come la gran protagonista del Vangelo.

La strada è il luogo della festa, della gioia, del dolore. Ieri, come oggi, la strada deve essere il punto di riferimento, il luogo dell’annunzio; Gesù è vissuto per la strada. Tutti ci dobbiamo confrontare con la strada."

 

"Tra l’800 e il ‘900 a Torino abbiamo avuto la fioritura di santi sociali: don Bosco, il Cottolengo… hanno letto i bisogni della società attraverso la strada; sono stati capaci di vivere la storia, di capire il mondo… di abitare il tempo per vivere la collettività.

Diceva don Bosco: buoni cristiani = onesti cittadini. Questa affermazione è valida anche oggi: essere sale, essere lievito dentro la città perché tutti possano vivere con dignità".

 

" Dobbiamo impegnarci a creare situazioni di cambiamento: non basta essere buoni, stare bene dentro. Gesù ci ha provocati con la croce: dobbiamo convivere con l’inquietudine.

Il nostro grido di giustizia non è perché io stia bene interiormente, il morso del più deve appartenerci di più. Ognuno è chiamato a fare la sua parte; il cristiano deve mettersi nella mischia.

Prendete il Padre nostro: pregare non significa fare a Dio un elenco delle nostre parole, ma renderci capaci di fare capaci le parole di Dio: tradurre in realtà le parole di Gesù. La strada ci aiuta a saldare cielo e terra."

 

"Unire cielo e terra: il vangelo di Luca è illuminante: prima la strada, poi il cielo.

Ricordiamo tre episodi del Vangelo: la Samaritana (la strada), Marta e Maria (la riflessione) il Samaritano (il Padre nostro in cui si unisce cielo e terra).

Di fronte ai problemi più difficili: usura, dopping, mafia, pizzo…i mpegnarci, senza scoraggiarci, cercando di scoprire il mandorlo in fiore. E soprattutto che non manchi mai la mia telefonata a Dio: ha il telefono sempre aperto e chiamare non costa nulla".

 

"Non mi interessa sapere chi sia Dio ma da che parte sta (don Tonino Bello ): è il rapporto con l’altro che mi dice dove vado, cosa faccio.

G.Falcone: non impegno di pochi ma di tutti.

Giudice Livatino: non credenti ma credibili.

E’ il rapporto con l’altro che ci fa dire chi siamo, dove andiamo".

 

"Altro augurio: abbiamo bisogno del noi, non dell’io; IO E TU . Dobbiamo trovare la libertà delle E che uniscono: il nostro gruppo e l’altro gruppo; nord e sud; chiarezza e fermezza; libertà e solidarietà; ecclesialità e laicità; fedeltà e creatività. LEGALITA’ SALDATURA TRA RESPONSABILITA’ E GIUSTIZIA.

Anche la denunzia è annuncio di salvezza. Dobbiamo fare alleanza con Dio che mette il "suo pacchetto di azioni".

 

D. Luigi Ciotti

 

Durante la celebrazione liturgica

 

Con un gruppo dei giovani del MIT

 

Un momento della festa

 

Si festeggia con gli amici
 

" Quattro chiavi sintesi di quanto detto:

  1. incontrare le persone e affrontare i problemi;

  2. accompagnare e non portare;

  3. sì agli strumenti tecnici, ma ci vuole un’anima: cioè dar senso, ma prima trovare noi il senso;

  4. partire dai bisogni, non dai problemi:

    • guardarsi dentro perché i problemi non sono uguali per tutti,

    • comunicazione: dobbiamo recuperarla,

    • poter esprimere le proprie risorse,

    • dare significato alla vita.

     

    DIO LO DOBBIAMO TESTIMONIARE , NON PROCLAMARE.

 

 

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