La
comunità di Palermo convoca amici: giovani e adulti per una giornata di
convivenza guidata da don Luigi Ciotti sul tema "Il cristiano non
evade dalla storia".
La
giornata è stata vissuta con grande intensità e don Ciotti ci ha
lasciato una riflessione molto profonda da vivere nel nostro quotidiano.
Dai
punti focali che ci stanno guidando estrapoliamo i seguenti per offrirli
ai lettori.
"Vi
auguro di essere analfabeti, siate analfabeti:
-
diffidate
di chi sa tutto;
-
attenti,
non chiudetevi a quanto accade attorno a voi, siamo chiamati a
metterci in discussione;
-
le
motivazioni al servizio non si danno mai per scontate: l’attenzione
ai bisogni, i progetti, le scelte sociali vanno rivisti;
-
sogno
che sparisca il volontariato… per me non si è cittadini se non si
è volontari: non sei cristiano se non servi l’altro;
Qual
è il metro per capire se dobbiamo cambiare rotta? Quando manca lo
stupore per quello
che
facciamo: dobbiamo interrogarci."
"Come
calarci nella storia ci oggi?
Percorrendo
la strada, vivendo nella e per la strada. Per ben 109 volte la strada è
presentata come la gran protagonista del Vangelo.
La
strada è il luogo della festa, della gioia, del dolore. Ieri, come
oggi, la strada deve essere il punto di riferimento, il luogo dell’annunzio;
Gesù è vissuto per la strada. Tutti ci dobbiamo confrontare con la
strada."
"Tra
l’800 e il ‘900 a Torino abbiamo avuto la fioritura di santi
sociali: don Bosco, il Cottolengo… hanno letto i bisogni della
società attraverso la strada; sono stati capaci di vivere la storia, di
capire il mondo… di abitare il tempo per vivere la collettività.
Diceva
don Bosco: buoni cristiani = onesti cittadini. Questa affermazione è
valida anche oggi: essere sale, essere lievito dentro la città perché
tutti possano vivere con dignità".
"
Dobbiamo impegnarci a creare situazioni di cambiamento: non basta essere
buoni, stare bene dentro. Gesù ci ha provocati con la croce: dobbiamo
convivere con l’inquietudine.
Il
nostro grido di giustizia non è perché io stia bene interiormente, il
morso del più deve appartenerci di più. Ognuno è chiamato a fare la
sua parte; il cristiano deve mettersi nella mischia.
Prendete
il Padre nostro: pregare non significa fare a Dio un elenco delle nostre
parole, ma renderci capaci di fare capaci le parole di Dio: tradurre in
realtà le parole di Gesù. La strada ci aiuta a saldare cielo e
terra."
"Unire
cielo e terra: il vangelo di Luca è illuminante: prima la strada, poi
il cielo.
Ricordiamo
tre episodi del Vangelo: la Samaritana (la strada), Marta e Maria (la
riflessione) il Samaritano (il Padre nostro in cui si unisce cielo e
terra).
Di
fronte ai problemi più difficili: usura, dopping, mafia, pizzo…i
mpegnarci, senza scoraggiarci, cercando di scoprire il mandorlo in
fiore. E soprattutto che non manchi mai la mia telefonata a Dio: ha il
telefono sempre aperto e chiamare non costa nulla".
"Non
mi interessa sapere chi sia Dio ma da che parte sta (don Tonino Bello ):
è il rapporto con l’altro che mi dice dove vado, cosa faccio.
G.Falcone:
non impegno di pochi ma di tutti.
Giudice
Livatino: non credenti ma credibili.
E’
il rapporto con l’altro che ci fa dire chi siamo, dove andiamo".
"Altro
augurio: abbiamo
bisogno del noi, non dell’io; IO E TU . Dobbiamo trovare la libertà
delle E che uniscono: il nostro gruppo e l’altro gruppo; nord e sud;
chiarezza e fermezza; libertà e solidarietà; ecclesialità e laicità;
fedeltà e creatività. LEGALITA’ SALDATURA TRA RESPONSABILITA’ E
GIUSTIZIA.
Anche
la denunzia è annuncio di salvezza. Dobbiamo fare alleanza con Dio che
mette il "suo pacchetto di azioni".