L'Istituzione
Teresiana con il Papa
durante la Veglia di Pentecoste 2006
Benedetto XVI
incontra in Piazza San Pietro
i Movimenti ecclesiali e le nuove Comunità
Città del Vaticano. 3 giugno 2006
Membri dell'Istituzione Teresiana venuti da tanti Paesi
di Asia, di America e di Europa hanno vissuto
insieme con oltre 450.000 persone, membri di altre associazioni e
movimenti laicali, l'esperienza dell'incontro con Benedetto XVI nella
preghiera del Vespro della Pentecoste.
Da Castel Sant'Angelo, per Via
della Conciliazione sino a Piazza San Pietro, i membri dei movimenti in
un'armonia di colori, di voci e di suoni hanno manifestato la diversità
e la molteplicità dei carismi del Popolo di Dio intorno al Papa.
I giovani del Movimento
dell'Istituzione teresiana mostravano il suo striscione con gioia ed
entusiasmo.
Come sommerso in un fiume di giovani e adulti che pregavano e
cantavano, Benedetto XVI prima di raggiungere il Sagrato ha voluto
percorrere la Piazza e Via della Conciliazione per salutare tutti.
Una "festa" del Movimenti ha preparato l'incontro con il
Papa, tra testimonianze e inni.
Dopo un primo saluto del Papa i presenti si sono raccolti in
preghiera per dare inizio alla celebrazione del vespro di Pentecoste.
Durante il secondo momento dedicato alla memoria del Sacramento della
Confermazione, Loreto Ballester, Direttrice dell'Istituzione Teresiana,
con altri sei rappresentanti di Associazioni laicali attingevano dal
fuoco da una torcia accesa davanti al Santo Padre, la fiamma per
accendere i sette bracieri che richiamavano i sette doni dello Spirito
Santo, dislocati ai piedi del Sagrato, mentre i presenti ripetevano
cantando: Veni Sancte Spiritus.
Quando Loreto
raccontava la sua esperienza ai membri dell'IT, manifestava che al
momento di accendere il suo cero aveva voluto farlo a nome di tutti gli
associati, del carisma che l'Istituzione Teresiana desidera offrire al
mondo lasciandosi prendere da Cristo, volendo arrivare fino al cuore di
ogni realtà umana.
Durante il momento della preghiera dei fedeli, Loreto, in spagnolo,
pregava: "Tu che hai formato l'uomo a tua immagine e gli hai dato
un anima immortale" e l'Assemblea rispondeva "Manda lo Spirito
Santo alla tua Chiesa, perché configurata a Cristo diventi l'anima del
mondo".
Benedetto XVI, nella sua omelia ha voluto spiegare chi è lo Spirito
Santo, come possiamo riconoscerlo, in che modo andiamo a Lui ed Egli
viene a noi. Prendendo spunto dall'Inno "Vieni, Spirito Creatore", ha
detto: "Proprio chi, come cristiano, crede nello spirito creatore,
prende coscienza del fatto che non possiamo usare ed abusare del mondo e
della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; che
dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la
distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino
dell'uomo".
"Lo Spirito Santo,
attraverso il quale Dio viene a noi, ci porta VITA e LIBERTA'", la
vera vita e la libertà dei figli di Dio.
Lo Spirito Santo
"soffia dove vuole. Lo fa in modo inaspettato, in luoghi
inaspettati e in forme prima non immaginate. E con quale multiformità e
corporeità lo fa!. Ed è anche proprio qui che la multiformità e
l'unità sono inseparabili tra di loro. Egli vuole la vostra
multiformità, e vi vuole per l'unico corpo, nell'unione con gli ordini
durevoli, le giunture, della Chiesa, con i successori degli apostoli e
con il successore di San Pietro... Prendete parte all'edificazione
dell'unico corpo!"
Foto MIT