Questa sovrabbondante
attività di viaggi, lettere – che oggi si contano a migliaia negli
archivi -, la creazione di centri, le relazioni sociali, l’esercizio
dell’evangelizzazione e della formazione spirituale attraverso i suoi
scritti, unita alla direzione dell’Opera…, tutto questo, messo
insieme, non esprime se non un grado dell’amore verso Dio: il più
esterno. Per amare Dio con tutte le forze della sua vita, Josefa
Segovia lo amò prima, infinitamente di più, con tutte le forze del suo
cuore, con tutta l’anima. Lo amò dal di dentro, in misura a noi
sconosciuta, anche se non ci mancano indizi sulla sua grandezza.
Amò Dio nella fedeltà
eroica alla vita interiore, di cui abbiamo una testimonianza nel suo
diario, nella pietà profonda e ricca, nell’esercizio e gusto della
preghiera della cui ricchezza sapeva rendere partecipi tutti coloro che
vivevano accanto a lei.
Amò Dio attraverso
nel la
sua Chiesa, incorporata alla sua vita nella gioia della celebrazione
liturgica, nella rinnovata ammirazione con cui partecipava al sacrificio
della messa o riceveva il sacramento della
confessione ; nella
lettura dei salmi, nell’estrema delicatezza di cui circondò sempre il
culto dell’Eucaristia, nella venerazione per i sacerdoti, nella
fedeltà al Papa.