VALENCIA (Luglio, 2006) - L'Istituzione Teresiana si è
fatta presente nel Congresso Mondiale delle Famiglie con circa 450 persone
giunte da diversi luoghi della Spagna e con due "Stands" che
mostravano la varietà dei progetti, attività e pubblicazioni.
"L'allegria, la festa, il colore e l'accoglienza
sono state le manifestazioni che Valencia ha avuto con le migliaia di
pellegrini arrivati da tutto il mondo", ha detto Guadalupe Pérez,
direttrice del Settore Levante Sud dell'Istituzione Teresiana e anche una
delle partecipanti all'avvenimento.
José V. Ferrando, presidente della Federazione ACIT di
Spagna, fu colpito dalla collaborazione di tutti "nel farsi
conoscere, con la sorpresa, da parte nostra, che siamo più conosciuti di
quello che pensavamo".
Inoltre pensa che "il contatto con altri carismi,
il loro modo di farsi presenti come cristiani, la vicinanza con il senso
di Chiesa universale, la prossimità con quelli che erano sconosciuti
prima dell'incontro… anima per altri incontri", perché è sua
opinione che "è necessario percorrere un cammino lungo di
comprensione, offerta e lavoro congiunto".
"Vi porto nel mio cuore", disse il Papa,
nell'accomiatarsi dalla città di Valencia, dopo due giorni intensi,
circondato dal fervore e dall'affetto di più di un milione di persone dei
cinque continenti.
La Messa conclusiva del V Incontro Mondiale delle
Famiglie fu celebrata domenica 9 luglio alle 9,30 del mattino, fra
l'entusiasmo di intere famiglie, dalle persone anziane fino ai bimbi di
appena qualche giorno.
A un lato dell'altare era stata posta l'immagine di
Nuestra Señora de los Desamparados, patrona di Valencia.
Le coppie che celebravano le nozze d'oro avevano un
posto distinto, dietro l'altare, decorato con 6000 fiori che avevano i
colori bianco e giallo della bandiera vaticana.
Vicino al Papa, sull'altare, c'erano 50
cardinali, 450
vescovi e 3000 sacerdoti.
"Siamo qui per Giovanni Paolo II e per Benedetto
XVI", disse nel suo saluto l'Arcivescovo di Valencia, Monsignor
Agustìn Garcìa Gasco. "Siamo qui per le famiglie, la pace e il
futuro dell'umanità", aggiunse.
In questa celebrazione il Papa utilizzò il Santo
Calice che si venera nella Cattedrale di Valencia, una reliquia
considerata il calice stesso che adoperò Gesù nell'Ultima Cena.
Fra il pubblico, numerosi cartelloni, con frasi di
saluto al Papa:
Uno di questi diceva "Istituzione Teresiana".
Lì c'era il gruppo dell'Istituzione, che si aggiungeva a quel milione e
più di persone accorse all'appuntamento,
Il Settore IT Levante Sud, col suo equipaggiamento per
campeggi estivi, partecipò all'Eucaristia del Papa, con centotrenta
persone, alunni e docenti dei collegi "El Armelar" di Valencia e
"Santa Teresa" di Alicante.
Si erano spostati da Ademuz a Valencia, la vigilia, per
stare vicini e poter arrivare a tempo alla "città delle
scienze", posto in cui ci fu la celebrazione.
Ferrando descrive l'incontro
dell'Eucaristia della
domenica come qualcosa di "caratteristico delle moltitudini e
splendido per la partecipazione di gente di fede, calmo e senza nessuna
cosa stridente".
Dice che vedere il Papa "che celebra l'Eucaristia,
dà l'impressione che si sta sentendo un po' più a suo agio fra le
moltitudini".
Egli sentì "l'incontro intorno all'altare come
pervaso da uno spirito di raccoglimento, seguito da vicino da tutti, pur
nella lontananza fisica, attraverso schermi giganti". Ricorda che
dava la sensazione che fossimo tutti a poca distanza dal celebrante; mai
ci fu un movimento di masse spettacolare, con il fine di mettere in mostra
la capacità di convocatoria della Chiesa. Questa è la cosa strana, che
anche in questi grandi eventi, il dialogo con Dio avviene sempre in una
vicinanza personale, in mezzo e con gli altri".
Ferrando sottolinea fra le parole dell'omelia quelle
che si riferivano alla famiglia, quando disse che essa "è fondata
sul matrimonio indissolubile fra uomo e donna", insistendo
sull'importanza che hanno i genitori per trasmettere la fede, "che
non è una mera eredità culturale, ma un'azione continua della grazia di
Dio". I genitori, disse, sono chiamati "a dare una testimonianza
credibile della loro fede e speranza cristiana". E per questo è
fondamentale che si preghi in famiglia.
Precedentemente, i pellegrini della IT avevano
organizzato nel Collegio "El Armelar" una veglia con i genitori
e questi avevano preparato per loro la cena, unendosi in questo modo
all'incontro della Famiglia.
Loreto Ballester, Direttrice Generale dell'Istituzione,
è stata anche con questo gruppo, celebrando la famiglia Istituzione
Teresiana.
Durante i giorni dell'Incontro Mondiale la Direttrice
convocò nella sede di Valencia tutta la famiglia IT che stava
partecipando al VEMF. Giunsero persone da vari luoghi della Spagna e da
altri paesi.
"Fu un momento per sentirsi uniti in un incontro
ecclesiale e condividere le esperienze di questi giorni", commentò
Pérez. "Ella ci invitò a lavorare con la famiglia e a partire da
essa, come luogo per trasmettere la fede, a lavorare con gli altri, a
cercare modi nuovi di arrivare ai giovani".
L'incontro del gruppo terminò con una bevuta di "horchata",
tipica della terra valenciana.
"Abbiamo avuto anche un momento di incontro a San
Giovanni Bosco, parrocchia vicina alla sede di Valencia", sottolineò
Ferrando. Lì si condivisero "esperienze, aneliti e lavori",
disse. "Ci siamo fatti presenti da Valencia, Alicante, Murcia,
Madrid, Barcellona, insieme a quelli che erano venuti per l'occasione da
fuori di Spagna, tenendo vicini anche gli altri".
Nella festa Internazionale della Famiglia, lo stand
dell'Istituzione esponeva i suoi progetti: fra questi la ONG di Sviluppo,
InteRed, la rivista Critica, progetti di Famiglia e Giovani, e altre
attività che portiamo avanti.
Più di centomila persone visitarono il recinto e molti
si avvicinavano per guardare e fare domande e, secondo Pérez, "è
stato un momento per far conoscere il carisma e la missione
dell'Istituzione". Disse, fra l'altro, che gli opuscoli informativi
del Segretariato hanno reso possibile far conoscere Pedro Poveda, Josefa
Segovia e Victoria Diez.
In un secondo stand, Narcea Ediciones presentava le
diverse pubblicazioni di particolare interesse ai partecipanti a questo
avvenimento.
Al Congresso di Pastorale della Famiglia ha partecipato
un gruppo di trenta persone dell'Istituzione Teresiana, fra cui la
Direttrice Generale Loreto Ballester, Cora Mateo del Consiglio di Governo
e Nenita Tenefrancia del Consiglio di Cultura. Il totale delle iscrizioni
è stato di 9.200 partecipanti nei tre congressi che si sono svolti
all'interno di esso, quello Teologico-Pastorale, quello dei figli e quello
dei nonni.
Secondo le statistiche degli organizzatori, un 54%
degli iscritti ai congressi provenivano dalla Spagna; il 16% da altri
paesi d'Europa; l'11% dall'America Latina, il 10% dall'America del Nord;
il 5% dall'Africa; il 3% dall'Asia e circa l'% dall'Oceania.
Dopo quattro giorni di lavoro, il Congresso Teologico
Pastorale affermò nelle sue conclusioni provvisorie che "la famiglia
che trasmette la fede è una garanzia e una speranza per il futuro
dell'Umanità e della Chiesa".