Costruiamo insieme la speranza   

L'Istituzione Teresiana è un'Associazione di laici approvata da Pio XI nel 1924. E' presente in 30 Paesi

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Con il Papa - Pentecoste 2006

 

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Con la mente e il cuore nel momento presente

Come "pietre vive", costruiamo insieme la speranza.

 

Contrada Valanello-Rossano

16-21 luglio 2006

 

Settimana di studio e vacanza, programmata dall’Istituzione Teresiana, per giovani coppie nell’agroturismo di Valanello 16-21 luglio – a Rossano, si è realizzata con con la partecipazione di coppie,  giovani con studi terminati e studenti appena rientrati dalle rispettive città universitarie.

La finalità dell’incontro era costruire speranza in un mondo che vive delusioni, conflitti, lacerazioni, soprusi…. oggi, qui, ora.

Sul tema della speranza si era seguito durante l’anno, un percorso formativo biblico, patristico, teologico, come risposta al documento preparato dalla CEI, in vista del Convegno Ecclesiale di Verona: ottobre 2006, a quarant’anni dalla celebrazione del Concilio Vaticano II.

Questa settimana conclusiva voleva affrontare il quinto ambito: La Cittadinanza; in particolare il ruolo del laico credente nella costruzione di una società nuova.

Laico: richiama l’autonomia delle realtà temporali; credente: di chi sa che i valori del vangelo sono per l’uomo e non contro l’uomo; di chi sa che il cristiano può e deve portare un supplemento d’anima nel vissuto di ogni giorno.

Il titolo è mutuato da una affermazione di S. Pedro Poveda – fondatore dell’Istituzione Teresiana:"….Io che ho la mente e il cuore nel momento presente"… traduce il suo collocarsi, l’atteggiamento assunto nella storia del suo tempo; l’impegno per ascoltarne le "voci"; la preparazione culturale per comprenderne i fenomeni, gli strumenti per rispondere alle sfide del tempo: formazione per promuovere l’uomo, tutto l’uomo: "mente e cuore".

Il suo è un vedere particolare che gli fa adottare una prospettiva determinata: l’educazione e la cultura come chiave di umanizzazione e cambiamento sociale secondo i valori del Vangelo.

"Come pietre vive" 

La lettera che Pietro scrive alla prima Comunità cristiana, conduce sul versante della preghiera, della relazione con Dio, alla Sorgente della vita e dell’impegno.

Pietro scrive: "anche voi venite impiegati come pietre vive": è la qualità, lo stile, l’impegno del cristiano – pietra viva – che genera vita.

"Come " un come che oltre ad appartenere alla sfera personale di una coscienza illuminata e competente, chiama a raduno le forze disponibili e creative di una comunità, noi: attori locali della società civile chiamati a dare ragioni della speranza, comprensibili culturalmente e con capacità di far valere proposizioni e valori nei fori secolari; persone capaci di vivere e situarsi in questo modo nel mondo.

L’articolazione delle giornate ha visto i partecipanti impegnati nell’ascolto, nello studio, nella discussione, nel confronto, nello svago – mare e arte …. nel creare relazioni e legami arricchenti e, alla sera, dare senso al tutto con l’accoglienza della Parola che vivificava il vissuto. La Parola pregata, assaporata, - guidata da don Piero Frizzarin - l’unica capace di far risplendere la verità, di far risplendere la vita, e fare di noi "pietre vive" per una costruzione umana e spirituale, personale e comunitaria, di una società nuova, di un mondo diverso.

Si è iniziato con la riflessione della professoressa Annapaola Bini: "Un’ottica di lettura: l’impegno del laico testimone di Gesù Risorto , speranza del mondo".

Dopo una panoramica sintetica dei vari ambiti della testimonianza, come dal documento preparatorio al Convegno di Verona, la riflessione si è concentrata su come essere,oggi, uomini e donne impegnati nel mondo, cosa significhi essere laici credenti e quali siano gli elementi caratterizzanti di una spiritualità laicale.

Nella "Lumen Gentium" si individuava che ciò che caratterizza la vocazione e la missione dei laici è la secolarità: "I laici per il loro essere nel mondo e agire nel mondo, devono animare con lo spirito evangelico le realtà temporali, rispettandone pienamente l’autonomia ."

Le immagini del vangelo: sale, luce, lievito, mettono in risalto l’inserimento profondo degli stessi nella comunità umana. Su queste basi, sul loro status e sul ruolo che svolgono si fonda la loro spiritualità.

Attraverso le immagini del brano evangelico dell’amico importuno (Luca 11,5-8) e della vigna (Matteo 20,1-7) sono stati sottolineati altri aspetti della spiritualità laicale.

"Situazioni nuove - dice la Bini - sia ecclesiali che sociali, economiche, politiche e culturali, reclamano oggi, con una forza del tutto particolare, l’azione dei fedeli laici. Se il disimpegno è sempre stato inaccettabile, il tempo presente lo rende ancora più colpevole. Non è lecito a nessun rimanere in ozio".

Alla 2° parte della convivenza, l’ambito della Cittadinanza, sono stati dedicati gli interventi della prof.ssa Anna Maria Donnarumma.

Si è ragionato di cittadinanza locale e globale; di cittadinanza e trasformazioni epocali; di cittadinanza attiva e cittadinanze, di prospettive di cambiamento.

Nel trattare gli argomenti vengono offerti precisi riferimenti storico-giuridici ed antropologici, sia nell’ambito dello spazio europeo, che nel contesto italiano, definendo criteri e regole della nostra cittadinanza.

Illuminanti le considerazioni della cittadinanza come cammino di auto-educazione, un’operazione da compiere da parte di ciascun uomo/donna, istituzioni e strutture, mirante a garantire diritti umani per tutti, e come finalità politica: lo spazio in cui trovare le risposte come singoli e associati, e la cittadinanza: un progetto di vita, una scoperta di identità, che presuppone un’appartenenza a una famiglia, a un contesto sociale, a un territorio, a uno Stato,con caratteristiche culturali ed elementi antropologici propri e con i quali ci costruiamo. Una identità che chiede di essere riconosciuta attraverso un percorso di responsabilità.

Sono state giornate di studio, di riflessione, di chiarificazione, ma, soprattutto, giornate di crescita in umanità.

Si è fatta esperienza del binomio che stava tanto a cuore a San Pedro Poveda: Fede e Scienza. "Dimostrare - sono parole sue - con i fatti che la scienza si coniuga bene con la santità della vita."

Testo elaborato con materiale scritto da Elvira Bauleo

 

 

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