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Cristo al primo posto Cardinale Carlos Amigo, Arcivescovo di Siviglia "Non avresti messo
desideri tanto grandi nel mio cuore se tu non fossi disposto a saziarli".
Queste parole di Sant' Agostino riflettono tutto quello che fu la vita di
Victoria Díez, della Beata Victoria Díez. Chi ha messo desideri tanto grandi nel mio cuore? Chi mi ha detto di andare dai più poveri e dimenticati a parlare di te? Chi suscitava questo desiderio di dare la mia propria vita per la vita di coloro che amo, perché Tu me li hai dati? C'è una sola ragione profonda, una sola motivazione che lo spiega: ho posto Dio al primo posto. Dio è la ragione profonda della mia esistenza. Perché cercate spiegazioni lì dove nessuna ragione può giustificare la vita di questa donna? Perché cercate spiegazioni del suo distacco, del suo darsi incondizionatamente, del suo martirio? Lo sappiamo molto bene: l'amore può tutto, appiana tutto, giustifica tutto l'amore e questo amore penetrò nel cuore di Victoria Díez; questo amore a Gesù Cristo Signore spiega ogni cosa. Senza questo amore non c'è nessuna spiegazione possibile. Perché questo desiderio fu Dio stesso che lo ha posto nel suo cuore, e che lei distribuì lungo la traiettoria della sua vita. Al braccio di Dio Victoria Díez mise la sua mano sul braccio di Dio ed era ben sicura che Dio era colui che sosteneva la sua vita. Mai Dio ti pone dove il suo braccio non ti può sostenere. Inoltre, le situazioni in cui viveva Victoria Díez non erano sicuramente molto facili, nemmeno era un sentiero tracciato da cose insignificanti. Aveva lasciato il calore della sua famiglia, l'ambiente tranquillo di Siviglia, per un paese diverso, e, in quel momento, con tanta povertà, con non poca, anzi, con molta ingiustizia, con molte incomprensioni. Lei sempre al braccio di Dio. È che il rapporto con Dio non amareggia mai, ce lo dice la Sacra Scrittura. Perciò in mezzo a tante difficoltà risplendeva in lei la gioia, la serenità, l'armonia in mezzo al lavoro che faceva, in altre parole, lo Spirito le era sempre vicino. Mentre stavamo leggendo questo salmo tanto bello "Il Signore è stato grande con noi e ci ha dato la gioia" ci chiediamo: ma quale grandezza, Victoria, era quella che Dio aveva riservato per te, se ti circondava di difficoltà, di povertà, di incomprensioni, molte volte di lacrime, di morte e di martirio? Dio è stato grande con me non perché le cose mi siano andate più o meno bene, ma perché il suo amore mi era vicino. Si diede senza riserve Questa è la grandezza di Dio che accompagna sempre quelli che con generosità si danno. Lei si diede senza misura, senza riservarsi nulla, al servizio dei più semplici, dei più poveri, di queste bambine, di questa gente, di quei suoi paesi dimenticati da tutti, tranne che da Dio. Perché fu lui colui che portò lì Victoria. Lei con la spiritualità di San Pedro Poveda, che diceva ai sacerdoti, ai catechisti: i poveri non sono tuoi, sono di Dio, ma Dio li ama tanto e confida tanto in te che li porta a casa tua affinché tu li assista. I malati non sono tuoi, sono di Dio, ma Dio li ama tanto e confida tanto in te, che te li mette al tuo fianco affinché tu ricopra le loro ferite di balsamo. E potremmo continuare: queste bambine, questa gente di questi paesi non sono tue, sono di Dio, ma Dio le amò così tanto che inviò Victoria Díez affinché le riempisse dell'amore di Pio. È sempre Dio colui che ha cura dei suoi ed è Lui che invia quelli in cui ha fiducia. Osservate, miei cari fratelli e sorelle dell'Istituzione Teresiana, come non ci si scioglie il cuore con questi pensieri. La scuola, le chiese, l'università, la cultura, gli studenti, tutto ciò è tanto caro a Dio, che consegna a te, in cui ha fiducia, tutti questi ambienti affinché tu li curi. E tu pensavi, forse, che fosse opera tua, pensavi che fosse una tua realizzazione personale, pensavi che fosse la linea o la realizzazione della tua professione e osserva, tutto ciò è di Dio e Dio lo ama, anche, se a volte, ci sembra incomprensibile. Dio ha bisogno di noi. Pensiamo a situazioni di allontanamento da Dio, di discordia, di guerra, di affronti, di incomprensioni, di vessazione di tutto il sacro. Invece Dio lo ama. Come non lo amerai! Se tutto ciò è costato il sangue del suo Figlio Gesù Cristo e con Lui di tutti i martiri. Te li invia. Perché? Perché ha fiducia in te, da chi va per essere aiutato? Ovvio, dagli amici, anche da te. Mi risuona molto la vostra spiritualità teresiana e quella di San Pedro Poveda, chi invia? Ovvio i suoi amici. E se tu non presti la tua mano a Dio, come farà Dio a rialzare chi è caduto? E se tu non presti i tuoi occhi a Dio come farà Dio a guardare con misericordia colui che sta al tuo lato? E se tu non presti le tue labbra e la tua parola, come potranno ascoltare chi parla del Regno di Dio, dell'amore, della giustizia, della pace? Dio ti ama e Dio ha bisogno di te ed è sempre Dio ad inviarti. Il segreto di Victoria E, allora, quale era il segreto di Victoria Díez per avere questa forza in mezzo alla debolezza? In un ambiente pieno di difficoltà in tutti gli aspetti, nei quali la donna non valeva quasi niente. Dove stava il suo segreto? Lei dice, in una delle sue lettere, a una compagna: Non ti stancare mai di guardare il Cristo. Questo era il segreto: "Non stancarti mai di guardare Gesù Cristo, poiché sono molte le difficoltà, gli inconvenienti, le indifferenze, le lacrime, tante e tante le difficoltà. Non stancarti mai di guardare Gesù Cristo e nel guardare Gesù Cristo deve, in tale modo, risplenderti il volto che, quando vai dai tuoi fratel1i essi vedano che tu hai parlato con Gesù Cristo, che le parole che dia sono quelle di Cristo, che i gesti che fai sono quelli di Cristo, che l'amore con cui ami gli altri è l'amore di Cristo. Non stancarti di guardarlo, di guardare Cristo ': Oggi noi celebriamo questi primi cento anni di Victoria Díez. La sua vita ci attrae in tal modo che in più di una occasione potremo ripetere gli uni agli altri quanto ci piacerebbe essere come Victoria! Quanto mi piacerebbe essere così unita a Cristo come lo fu Victoria! Questa è la memoria che celebriamo e che lei ratificò con il martirio. Alla fine, il martirio fu semplicemente la conseguenza della sua vita donata in modo tale che non so quale martirio fu più doloroso, se quello di un giorno di agosto, o quello di tutti i giorni che dovette passare nelle scuole di quei paesi. È questo martirio di semplicità, il dare la vita ogni giorno per gli altri e, quasi quasi, senza che si noti. Accendere la lampada. Quando vediamo esempi di spiritualità profonda tanto ammirabili, subito facciamo una specie di paragone con la nostra vita e ci dà l'impressione che sia avvenuto a noi come a quelle donne del vangelo, le vergini che aspettavano l'arrivo dello sposo: per la stanchezza, il sonno, l'indifferenza, si esaurì l'olio e rimasero come terra secca senza acqua. Ma tra le vergini prudenti, nessuna è più santa, nessuna più bella della Santissima Vergine, lei ha sempre la lampada ripiena di olio per darci tutto ciò di cui possiamo avere necessità. Per intercessione di Maria oggi si accenderà in tale modo la nostra lampada che, seduti alla mensa, scopriremo davanti a noi il volto risplendente di Cristo risorto. Insieme Notizie Anno 2004, n.2 |
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