Chi si
avvicina a Josefa Segovia incontra una donna di Dio, che respira
quel qualcosa d’inconfondibile proprio di coloro che gli
appartengono. Il desiderio di santità è una costante nella sua
vita. Appare nelle sue lettere, nelle conversazioni, nelle
attività quotidiane, nella sua preghiera.
Comprese bene
che la vocazione alla santità è universale e che tutte le
vocazioni conducono ad essa: ognuno, realizzando la sua missione
secondo la sua peculiare vocazione, deve avanzare nel cammino
della santità.
Per Josefa
Segovia giungere ad essere santa era "una chiamata speciale,
concreta ed urgente". E per noi i suoi frutti risultano
inconfondibili: gioia, pace, carità, amore sacrificato… una
vita per gli altri, una vita di Dio.
"La gioia che si è sviluppata
nella mia anima: Con la fede e
la fiducia mi pare sia cresciuta nella mia anima, in questi ultimi tempi, la
gioia. Specialmente dall'ultima estate cerco di coltivarla molto. E mi dà buoni
risultati, non solo per me, ma per tutte le anime che sono in contatto o che
dipendono in certo qual modo da me.
... Una gioia che si frantuma
alla più piccola prova, che si incrina di fronte alla più piccola
contrarietà, non ha buone fondamenta, non è gioia vera, non è partecipazione
della gioia di Dio. Gioire quando ci lodano, ci ascoltano, ci onorano e ci amano
è abbastanza facile, non implica sacrificio, né probabilmente merito.
Quando la malattia ci visita e i dolori ci
affliggono, allora la gioia vera del cristiano è necessaria per accettare il
calice amaro con la pace nel cuore e il sorriso sulle labbra. Accettazione che
è una offerta e una preghiera sentita e amorosa. (15-6-1030)
Ci
liberi, Dio, dalla gente triste!
Le
persone tristi sono di solito scontente e seminatrici di
scontentezza. Non godono e non lasciano godere, non possedendo la
pace non la diffondono e, cosa dolorosissima, la mancanza di gioia
e di pace è comunicativa, come comunicativa e diffusiva è la
gioia sana. (15-6-1930)
La
gioia santa, la gioia vera è soave e comunicativa, dà sicurezza
e riposo, si basa sulla unione intima e stretta della nostra
povera volontà con la volontà del Signore. Ha la proprietà di
unire, di addolcire, di facilitare la virtù propria e quella dei
fratelli… (15-6-1930)
La
misura dell’amore sia la misura della tua gioia… (15-6-1930)
Amiamo
molto la croce "perché il coraggio di molto o di poco
soffrire è in proporzione all’amore", dice Santa Teresa.
Così i grandi santi passano per il mondo tanto compenetrati con
la croce, che nessuno si accorge che sono inchiodati ad essa.
(Anno 1928)
È
di Cristo chi porta il sigillo della carità e dell’amore… la
misura dell’amore è la misura della nostra unione con Cristo.
Più amore? Più Cristo. Meno amore? Meno Cristo.
Diamoci
dunque all’amore perché Cristo ci formi, ci unisca, ci
vivifichi. (7.10.1952)
Lanciatevi
all’amore, alla carità, perché ad essa può applicarsi ciò
che si dice della sapienza:"insieme con essa mi sono venuti
tutti i beni. (Sap. 7,11) " (7-10-1952)
Se
avessimo vera e piena fiducia e abbandono, saremmo santi…
perché una cosa è sentire in noi l’onnipotenza di Dio nel suo
agire, e altra cosa sentirci uniti attraverso la fiducia a questa
stessa onnipotenza"
Io
vorrei che dopo tante grazie ricevute, la vostra consegna fosse la
gratitudine però una gratitudine che non se ferma in se stessa,
ma che si trasforma in amore.
Sono
figlia di Dio!… Che impari, Signore, ad essere figlia, come Tu
mi sei Padre!
Mi
sembra, Signore, che oggi sia stato il giorno dell’incontro.
(8-11-1955)
Quando
la pace è vera si comunica a quelli che ci circondano anche senza
proporcelo. C’è tolleranza, flessibilità… c’è un
adattamento all’ambiente e alle persone… c’è quella gioia
santa che rende facile e gradevole il dovere, c’è uno zelo
attivo e intenso cha ha come suo alimento la preghiera…
(29-5-1929)
La
giustizia è una virtù che mi innamora. Dio è giustizia… La
giustizia non esclude la misericordia, giacché la misericordia
mai può essere ingiustizia…
Sii
molto giusta. Prima di giudicare da’ uno sguardo alla tua stessa
miseria e guarda soprattutto l’infinita misericordia di Dio.
(9-6-1928)
Per
conoscere la verità e poterla quindi insegnare, dobbiamo
spogliarci del nostro giudizio… e acquistare un criterio genuino
della scienza divina e di quella umana. (12-6-1030)
È
frutto dello spirito di verità riconoscere i meriti altrui,
apprezzare con giustizia le qualità e confessare apertamente cha
altri fanno ciò che noi non siamo capaci di realizzare.
(12-6-1930)
"Mi
recai immediatamente davanti a Gesù Eucaristia per dirgli che devo
essere santa" (1924)
"Questa
è la volontà di Dio: la vostra santificazione" (1 Tess 4,3). E potrebbe la volontà di Dio essere
una cosa impossibile? La santificazione è possibile malgrado le nostre
debolezze: è opera personale nonostante l’aiuto altrui, è opera di
tempo, di costanza, di fedeltà, di delicatezza. La santificazione non
è altra cosa che il corrispondere alla grazia" (1931)
"Padre, a cui devo il mio
essere! Padre che mi ami infinitamente! Padre che mi cerchi, mi chiami,
mi perdoni e non ti stanchi di me! Padre che sempre mi aspetti con le
braccia e il cuore aperti! Sono figlia di Dio! Lo sento nel più
profondo dell’anima mia... Che impari, Signore, ad essere figlia come
Tu mi sei Padre"" (1942)
"Credo che saranno santi coloro che tanto amo. Credo che sarò
santa anch’io" (1946)
FIAT (25
marzo 1957)
|