La
Chiesa dedica ogni anno una settimana - dal 18 al 25 gennaio – alla
preghiera, alla riflessione e a gesti concreti per promuovere l’unità
di tutti i cristiani, dai cattolici agli anglicani, ai riformati, agli
ortodossi.
La
divisione fra tutti questi milioni di credenti in Cristo è certamente
dolorosa per molti ed è contraria al desiderio espresso da Gesù stesso
nel suo ultimo discorso prima della sua passione: "Io
non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo e io vengo a Te.
Padre santo custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché
siano una cosa sola (ut unum sint), come noi." (Gv.17,11).
Nel
quadro delle molte iniziative si è inserito l’invito dell’Istituzione
Teresiana Italia ad una conferenza tenutasi la sera del 21 gennaio 2006
nella sala "Villa Ximenes",
Via Cornelio Celso 1, Roma. Argomento: "Ecumenismo oggi". Il
Conferenziere, P.Alfio Filippi, Direttore editoriale delle Edizioni
Dehoniane Bologna, è persona competentissima sul tema suddetto. Non
sarà possibile riportare in questa pagina tutta la sua esatta e
completa esposizione, ci limiteremo ad alcuni punti che ci sembrano di
grande interesse.
P.
Filippi ha ricordato dapprima alcuni gesti significativi del Pontificato
di Giovanni Paolo, gesti forti e numerosi, dei quali per lo più Egli
non ha potuto vedere i risultati. Nell’Anno Santo ha aperto la porta
santa di San Paolo fuori le mura accompagnato da esponenti delle chiese
cristiane separate; ha indetto la giornata dei martiri di tutte la
confessioni cristiane, ha visitato chiese che sembravano inaccessibili,
ha per primo affrontato il tema dell’ecumenismo in un’enciclica:"Ut
unum sint". Ha dato un impulso straordinario a quello "spirito
di Assisi" che ha visto riuniti a pregare per la pace non solo
cristiani, ma anche esponenti di religioni non cristiane.
In
seguito si sono formate commissioni teologiche, che, esaminando punti
dottrinali che costituivano problema per l’unità dei cristiani, hanno
raggiunto alcuni consensi. Tuttavia vi è stata poi la difficoltà di
passare al pratico, di ottenere un riavvicinamento.
Giovanni
Paolo II aveva abbandonato la visione di Paolo VI che vedeva la Chiesa
Anglicana come chiesa-ponte e ha scelto invece l’ampio mondo dell’ortodossia.
L’Europa doveva ricominciare a respirare con i suoi due
polmoni: l’Occidente e l’Oriente. Ma nell’Oriente
ortodosso i problemi esistenti, soprattutto di contese interne, si sono
inaspriti e alcune chiese si sono irrigidite maggiormente nei confronti
del primato romano. Altra difficoltà che il problema ecumenico ha
incontrato, con le Chiese della Riforma, è la divaricazione sempre più
accentuata nel campo dell’etica. Queste ultime, inoltre, risentono
fortemente per l’accentuata secolarizzazione della società, in mezzo
alla quale vivono.
Vi sono
state riunioni a livello internazionale da parte di movimenti, come
"Fede e vita" e "Fede e costituzione" e si è giunti
ad un punto preciso, condiviso: Gesù è uomo e Dio. Le chiese
partecipanti si ritrovano "alleate" su questo primo punto e la
Chiesa Cattolica entra nell’alleanza. Solo cercando Gesù troveremo l’unità,
e la via sarà la carità. Si potrà anche comprendere meglio come il
primato del Vescovo di Roma può essere esercitato in modi diversi, come
storicamente è già avvenuto. Sempre più si dovrà comprendere che la
diversità è un dono, come si afferma nell’enciclica "Ut unum
sint" di Giovanni
Paolo II: con la diversità e l’unione si
mettono insieme dei tesori.
Alla
dotta e insieme lineare conferenza è seguito qualche intervento del
pubblico, che, dimostrandosi molto interessato e convinto, ha chiesto
solo l’approfondimento di qualche punto. E il conferenziere si è
dimostrato assolutamente preparato e disponibile a rispondere.