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Elisa, una di noi: aperta a Isnello (PA) la causa di Beatificazione
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L’intero
paese di Isnello (PA), si è stretto intorno alla famiglia di Elisa
Giambelluca, e ai numerosi membri dell’Istituzione Teresiana, amici,
conoscenti, simpatizzanti, giunti per l’occasione, in occasione della
cerimonia di apertura del processo diocesano di Beatificazione e
Canonizzazione, tenutasi – come preannunciato in un articolo precedente
– domenica scorsa, 29 marzo.
Un’accoglienza calda,
semplice, familiare, generosa ha immediatamente colpito tutte le persone,
venute da varie parti d’Italia e anche del mondo. Davvero i cittadini di
questo ameno paese incastonato in una valle delle Madonie,
nell’entroterra di Cefalù, hanno voluto dare all’evento tutto il
risalto che meritava, riaffermando – come recitava il titolo (“Elisa,
una di noi”) dato alla presentazione della cerimonia, tenutasi la
sera della vigilia della stessa, sabato 28, nella chiesa della SS.
Annunziata – che Elisa era “una di loro”.
La lettura del suo
profilo biografico – predisposto dall’Istituzione Teresiana,
intervallato dai canti e dagli inni sacri tradizionali proposti dal coro
locale “Anima Gentis”, mentre su uno schermo posto in fondo
all’abside scorrevano le immagini della vita di Elisa e dei luoghi dove
la stessa si era dipanata – ha del resto fatto percepire con chiarezza
ai numerosissimi presenti che Elisa è stata “una di noi” anche per la
categoria degli insegnanti, essendosi dedicata con amore e con passione
durante tutta la sua vita all’educazione dei giovani.Ed è stata “una
di noi” anche, e soprattutto, per l’Istituzione Teresiana, dalla cui
spiritualità fu conquistata durante la sua permanenza nella Casa dell’Universitaria
di Palermo(mentre frequentava la facoltà di matematica presso
l’Università del capoluogo siciliano), e alla quale ha consacrato la
sua vita sin dal 1965, con la modalità tipica dell’Istituzione: una
associazione laicale i cui membri scelgono di stare nel mondo come il sale
che dà sapore e come il lievito che fa fermentare la pasta.
Insomma, in una vita
così “normale”, ma talmente “piena di Dio” da essere, allo stesso
tempo, assolutamente “straordinaria”, le tante persone che hanno
conosciuto Elisa durante la sua vita terrena e anche dopo la sua morte
hanno potuto intravvedere i germi della santità.
Una santità che – come lei stessa scrisse nel suo diario – “non
è un lusso”, ma è anzi un “dovere” per tutti coloro che hanno
scelto di prendere sul serio la loro vocazione battesimale. Una santità
che ha toccato gli abitanti di Isnello, ed in particolare coloro che hanno
voluto costituirsi nell’associazione Amici
di Elisa, presieduta da Maria D’Anna, per promuovere la causa
insieme all’Istituzione Teresiana. Ha colpito Don Domenico Sideli,
Rettore del Seminario della Diocesi di Cefalù, che da anni si sta ormai
dedicando con passione alla causa di Elisa e che ne ha scritto la
biografia – Elisa Giambelluca,
eroica semplicità (Ediz. “Il pozzo di Giacobbe”, Trapani) – in
collaborazione con Vita Orlando. Ha affascinato molti giovani sacerdoti
della diocesi, a cominciare da Don Alessio Corradini – che proprio il
giorno 29 ha festeggiato il suo primo anno di sacerdozio – che M.
Encarnaciòn Gonzalez, membro IT e Postulatrice della causa, ha voluto
designare come Vice-postulatore. Ha, infine, affascinato lo stesso Mons.
Francesco Sgalambro, Vescovo di Cefalù, |
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che fin dal 2004
ha visto in Elisa un modello di vita cristiana da additare a tutta la
Chiesa, e che ha presieduto l’Eucarestia di domenica 29, celebratasi
nella “Chiesa Madre” di Isnello gremita di fedeli e animata dai
giovani del MIT (Movimento Istituzione Teresiana) di Palermo.
Al termine dell’Eucarestia,
alla presenza degli stessi fedeli e della Direttrice Generale
dell’Istituzione Teresiana, Loreto Ballester, si è tenuta nella stessa
“Chiesa Madre” la sessione di apertura del Processo di Beatificazione
e Canonizzazione, che ha visto costituirsi il Tribunale formato dallo
stesso Vescovo di Cefalù, dalla Postulatrice e dal Vice-postulatore, dal
Cancelliere, dal Notaio... Sono stati ripercorsi i passaggi, anche formali
e “legali”, che hanno portato all’apertura della causa; la
Postulatrice ha letto, tra l’altro, il cosiddetto “supplice libello”
indirizzato alla Pontificia Congregazione per le Cause dei Santi, con il
quale chiese a suo tempo l’avvio del processo, ed è stata data lettura
del successivo nulla-osta della stessa Congregazione. La “Commissione
storica” presieduta da Don Sideli ha consegnato il già copioso
materiale raccolto (scritti di Elisa, testimonianze delle persone che
l’hanno incontrata nei diversi luoghi dove ha trascorso la sua breve
vita terrena...). Tutti i membri del Tribunale hanno prestato sui Santi
Vangeli giuramento di adempiere con fedeltà al loro ufficio.
Ma, soprattutto, ciò
che è rimasto, nel cuore di tutti i presenti, di questo “atto” così
particolare, e più in generale degli eventi vissuti in queste due
intensissime giornate, è stato un generale sentimento di gioia e di
gratitudine per la vita di questa donna che – come ha scritto la
Direttrice Generale ai membri dell’Istituzione Teresiana presenti in
Italia – ha saputo “colmare la misura del disegno di Dio su di lei”.
Elisa – prosegue Loreto Ballester nel suo messaggio – è un simbolo
dei tanti membri dell’Istituzione che “hanno
portato a termine la missione che il Signore aveva
loro affidato e che già Lui ha portato con sé”. E, soprattutto,
tutta la sua vita – “pienamente umana e tutta di Dio” – è un
invito a rispondere con entusiasmo e creatività alla sfida dell’emergenza
educativa – recentemente sottolineata con forza dallo stesso papa
Benedetto XVI – per dare impulso a processi formativi di giovani ed
educatori che facilitino l’incontro con Dio.
Come
Elisa – la Serva di Dio Elisa Giambelluca, appartenente ormai non solo
all’Istituzione Teresiana, non solo a Isnello, non solo alla Diocesi di
Cefalù, ma a tutta la Chiesa – ha sempre fatto nella sua vita, con
gioia, con semplicità, con umiltà, con Amore.
Roberto Jori
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