Etica
del diritto ed etica della responsabilità: una relazione feconda
Fabrizia
Antinori, laureata in Filosofia presso l'Università di Roma, ha
insegnato nei Licei per vari anni. Vinta la cattedra a Venezia, ha
svolto parallelamente attività di ricerca e di insegnamento presso l'
Università di Padova, prima nel Corso di Laurea in Psicologia,
poi in quello di Scienze dell' Educazione, dove poi ha conseguito la
Cattedra di Pedagogia.
Ha
diretto per sei anni il Dipartimento di Scienze dell' Educazione,
promuovendo la ricerca nei vari ambiti dell'educazione e della
formazione, con particolare riguardo alla collaborazione con la
Scuola, con le attività del Territorio, con il Mondo del lavoro,
con alcune Università dell'America Latina e dell' Africa. Al di
fuori dell'attività accademica, ha dedicato la sua attenzione
soprattutto alle problematiche familiari, promuovendo scuole per
genitori, incontri con famiglie, a livello personale e di gruppo,
formazione per educatori professionali particolarmente impegnati nel
sostegno alle relazioni familiari.
Terminato
il suo servizio all'Università, dedica il suo tempo alle attività
del Centro Poveda, anche in collaborazione con altre associazioni che
condividono le stesse finalità e con le politiche sociali del
territorio in favore dei soggetti deboli.
La
prof.ssa Antinori ha iniziato l'incontro illustrando i concetti basici
del ciclo della vita, seguendo E.H. Erikson, con particolare riferimento
al momento della crisi, momento cruciale di vulnerabilità e
potenzialità, che si può affrontare secondo la logica
dell'identità (conservazione individuale, conservazione culturale)
o secondo la logica del cambiamento, lasciando emergere la forza
vitale per affrontare lo stadio successivo, che considera la differenza
da se stessi come appartenente all'esistenza stessa, non più minaccia
per la sicurezza, ma offerta di possibilità anche se rischiosa.
Si
è quindi soffermata nella descrizione dell'età adulta,
contrassegnata da cambiamenti e propri compiti evolutivi.
E'
il momento dello sviluppo di capacità che consentano di indirizzare la
pluralità di esperienze e di gestire il cambiamento soprattutto in
riferimento all'intreccio esistenziale con le altre generazioni.
Il
bisogno di cambiamento è avvertito in relazione a nuovi compiti
intrapsichici ed esistenziali.
Chi
cambia avverte il superamento della stagnazione dei precedenti stadi.
Concludeva
questa descrizione affermando che è adulto chi:
.
avverte il bisogno di realizzare qualche cosa di durevole;
.
avverte il senso della generatività, della procreatività, della
produttività, della creatività, della cura;
.
afferma il proprio potere autogenerativo;
.
è capace di intimità: sa interiorizzarsi e coinvolgersi in rapporti
con altri (amore e lavoro);
.
col passare del tempo avverte un senso di maggiore integrità, pienezza,
saggezza, e non di stagnazione e di perdita.
Adulti abbastanza integri da non temere la morte, generano giovani
fiduciosi che non temono la vita.
La
prof.ssa Antinori ha illustrato in seguito alcuni elementi della
"duplicità" umana (maschile e femminile), che manifestano due
modi di concepire la moralità, che percepiscono come pericoloso il
luogo che l'altro considera sicuro, due diverse modalità di azione e di
valutazione delle conseguenze delle scelte.
L'ultima
parte dell'incontro è stata dedicata a l'integrazione dei diritti e
delle responsabilità.