In
occasione dell’appuntamento ormai consolidato, la celebrazione della
festa di S.Teresa, quest’anno si è offerto uno spunto di riflessione
sulla"vita spirituale cristiana per l’oggi", grazie alla
semplice e completa esposizione di Alessandro Barban, monaco
camaldolese, in data 13 Ottobre 2006 presso la Parrocchia di Monteluce.
Le
argomentazioni al riguardo hanno toccato vari punti, tra cui la tematica
preghiera. Partendo dalla puntualizzazione che la preghiera è un fatto
particolarmente soggettivo, si è voluto chiarire che oltre ad andare a
messa per "parlare" col Signore,o per pensarlo o per affidarsi
a Lui in un momento di sconforto, si può cercare il suo sostegno in
qualsiasi momento della giornata ed è ovvio, in qualsiasi contesto. Ma
soprattutto, questo modo di rapportarsi a Dio, è indipendente dal ruolo
che ognuno di noi svolge nella società. Nel senso che il pregare per
esempio al mattino in consapevolezza di una giornata impegnativa va al
di là del personale modo di professare la fede, ogni persona a
prescindere dalla scelta di vita ha bisogno di coltivare il rapporto con
Dio.
E’
emerso, anche in conseguenza delle riflessioni fatte dalla platea
presente, che oggi trovare lo stimolo alla preghiera è impresa ardua,
intanto "perché non abbiamo tempo"; ritmi di lavoro, studio…
sono tutti fattori regolati dall’orologio per cui ogni ora, minuto,
secondo è impegnato nella "corsa frenetica" del tram tram
quotidiano; la preghiera si distacca dalla "corsa" e allora è
difficile che riesca a rientrare nella routine. Ma il cristiano ha il
dovere di dedicare il giusto tempo alla meditazione, alla riflessione,
magari aiutato da un ambiente idoneo, silenzioso.
La
preghiera è dedicare del tempo a sé stessi, come dice S. Teresa è un
confronto tra me e Colui da cui sappiamo di essere amati. La preghiera
comunitaria ha la sua importanza, ma mi piace pensare che ho la
possibilità di esprimere i miei sentimenti, ciò che in quell’istante
la mia anima sta provando, alzando gli occhi al cielo.
La
comunità I.T. di Perugia con piacere ha prolungato la serata offrendo
uno squisito buffet con noi ragazze del Collegio Universitario, i loro
amici, conoscenti, e i parrocchiani.
Questa
breve ma utile esperienza mi ha dato l’occasione di riflettere sul mio
modo di rapportarmi a Dio, conclude Maria
Lucia Suriano, studente
di Medicina Veterinaria, autrice dell'articolo.