Giardini dedicati a San Pedro Poveda   

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Con il Papa - Pentecoste 2006

 

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Giardini dedicati a Poveda, a Puertollano. 

Impegno del Collegio San Josè e del Consiglio Comunale

 

 

PUERTOLLANO, Spagna (Maggio 2006).

Pedro Poveda ritorna a stare vicino ai bambini, in un giardino dedicato alla sua memoria. Nel fare questa dedica , mentre veniva scoperta una lapide col volto del Poveda, il Sindaco di Puertollano, Joaquin Hermoso Murillo, sottolineò il profilo umanista del fondatore dell’Istituzione Teresiana e il suo lavoro con la gioventù, la famiglia e la donna.

 

"Voleva una gioventù capace di apprezzare i valori di un vivere serio, ottimista", disse, davanti ad un pubblico di centinaia di persone, che partecipavano all’atto, lo scorso 4 maggio.

"Voleva giovani preparati, solidali, capaci di conquistare il mondo con la loro giovinezza, con la loro preparazione culturale, col loro saper ascoltare".

 

Durante l’atto, prima della benedizione dei giardini situati di fronte al centro scolastico, il Sindaco ed altre autorità cittadine, della Chiesa e dell’Istituzione Teresiana, intervennero per ricordare la vita di San Pedro Poveda e la sua semina educativa, anche a Puertollano, dove l’Istituzione Teresiana è presente dal 1950 e dove, dal 1967, anno in cui fu fondato questo gruppo scolastico diocesano dal Parroco Jesùs Jimenes Ortiz, essa ne porta la Direzione e la gestione amministrativa e pedagogica.

 

"Che dire di Pedro Poveda che già non abbia detto l’Istituzione stessa che egli fondò?", disse il Sindaco. Affermò che "attualmente nessuno mette in dubbio il lavoro pionieristico che questa Istituzione Teresiana ha realizzato nella nostra città…che ha formato le nostre giovani ed ha inculcato in loro il rispetto, la solidarietà e l’educazione ai valori".

 

Il salone del Collegio di San José era pieno di seguaci di Poveda, professori, alunni e famiglie. Un dipinto del Sobborgo delle Grotte di Guadix, luogo in cui il giovane Poveda aveva iniziato la sua evangelizzazione, decorava la scena, dietro il tavolo della presidenza. Maria Teresa Dominguez, direttrice del Collegio, diede inizio all’atto dando il benevenuto e presentando quelli che presiedevano.

 

Lei stessa spiegò che l’idea di dedicare dei giardini a Poveda era venuta dall’Associazione di Padri e Madri del Collegio. All’inizio si chiese di dare il nome di Pedro Poveda alla strada, ma poiché essa aveva già un nome, nel giugno del 2005, la Giunta del Governo Locale di Puertollano approvò che il piccolo parco che si trova di fronte al Collegio portasse il nome di Pedro Poveda, Fondatore dell’Istituzione Teresiana.

 

"Pedro Poveda nei giardini di Puertollano", è il titolo con cui Marisa Rodìguez Abancens, iniziò il suo profilo di San Pedro Poveda.

 

Parlò di Puertollano: luogo di miniere e di cielo azzurro e di Pedro Poveda, nei giardini, nella strada, dove a lui piaceva sempre stare…"lui si troverà a suo agio lì…rimane con la veduta rinfrescante di un parco che sa di erba fresca e di risate di bambini".

 

Con le sue parole percorse i luoghi dove Poveda "lavorò sul presente e portò il Vangelo alla vita". Lo definì come un grande credente e umanista educatore, che si fece sacerdote. Aprì accademie e scuole. Unì scienza e fede… e fondò l’Istituzione Teresiana. Amò tanto la Chiesa che diede la vita per essa.

 

Disse di lui che fu un uomo in cui si incontrarono aspetti contrapposti…, era tutto bontà e avvicinarsi a lui significava anche sentire il gusto della battuta spiritosa, della simpatia, significava vederlo vivere ogni giorno donandosi per rendere la vita gradevole agli altri. Essere sale, dare sapore a ciò che è insipido, è una grande sfida oggi, sottolineava. Un sale che riconcilia con la vita, che rende amabile il lavoro a tutti.

 

Disse che, malgrado la violenza e la povertà di oggi, Poveda accoglierebbe i gesti di umanità che oggi esistono; guarderebbe il mondo con speranza e simpatia, cederebbe a molte cose, essendo un uomo pacificatore. Studierebbe e rifletterebbe per difendere la democrazia, la non esclusione, animerebbe tutti a trascorrere la vita facendo il bene…

 

Il sindaco di Puertollano e Loreto Ballester nell'inaugurazione
I giardini dedicati a San Pedro Poveda
Un momento dell'inaugurazione
Il pubblico presente alla cerimonia
I bambini della scuola diventano attori

La presenza di Poveda nei giardini di fronte alla scuola, disse, sarà un ricordo, un invito ad essere acqua e sete per l’umanità, a vivere la cultura della speranza. "Alza le tue mani, Padre, portaci in alto…" disse, ricordando un canto. "Solleva Puertollano più in alto perché possa guardare questo mondo con occhi di pace, per conservare sempre l’utopia che ci mantiene vivi".

 

Il Vicario Episcopale di Ciudad Real, Padre Tomàs Villar Salinas, che rappresentava il Vescovo, sottolineò tratti della vita di San Pedro Poveda e ricordò le parole di Giovanni Paolo II nell’omelia della canonizzazione, tre anni fa, dicendo di lui che "captò l’importanza della funzione sociale dell’educazione e realizzò un compito importante, umanitario ed educativo, fra gli emarginati e i privi di risorse".

 

Ringraziò i membri dell’Istituzione "per aver fatto giungere fino a noi l’azione tesa ad armonizzare la fede e la ragione, in questo tempo in cui alcuni presentano la fede cristiana come irrazionale e cercano di mettere in disparte il cristianesimo, bollandolo come antiumanista".

 

Anche la Direttrice dell’Istituzione Teresiana evocò il giorno della canonizzazione del Poveda, a Madrid, nella Plaza Colòn e disse che "di nuovo Pedro Poveda ci convoca in una piazza pubblica: tre anni fa a Madrid. Oggi in una piazza con giardini, di fronte ad una scuola".

Per lei "tutto questo è un simbolo di un uomo che volle vivere con la gente e fra la gente. Interpellato dai suoi problemi e commosso per i suoi problemi di vita".

Riferendosi al Collegio, di fronte ai giardini, sottolineò che la cultura che Padre Poveda promuove "non è elitaria né cerca la propria soddisfazione e convenienza. L’educazione e la cultura per lui sono la buona notizia che bisogna portare alla società per fare crescere le persone, per creare fraternità, per migliorare i popoli e trasformare il mondo".

 

Gli adulti lasciarono il posto ai bambini e sullo stesso scenario fu presentata la drammatizzazione di

"Una vecchia foto: San Pedro Poveda a Guadix"

Davanti al cartellone dipinto con il sobborgo delle Grotte appariva un giovane Poveda e i bambini, e parallelamente si proiettava la foto originale.

 

"Vi racconterò come giunsi a Guadix", cominciava il giovane Poveda. E in un dialogo dinamico e grazioso, che riscuoteva gli applausi degli spettatori, i bambini interrompevano e raccontavano la propria versione dei fatti.

"Ci vedeva giocare e subito ci invitava e lo accompagnavamo alla Ermita…Poi era subito nostro amico, e ottenne perfino che andassimo alla catechesi…, che imparassimo a leggere".

 

Il teatro lasciò il posto al ballo, quando un gruppo di alunne interpretò la "rumba a Poveda", che gli spettatori potevano accompagnare in coro, perché le parole erano scritte sul programma.

Per la seconda parte, tutti ci dirigemmo ai giardini di fronte al Collegio, dove fu scoperta la lapide dedicata a Poveda, su disegno di un gruppo di Professori del Centro, insieme a Miguel Colomo. La lastra di bronzo, applicata sulla pietra di granito, è opera dell’artista di Burgos, Cristino Dìez.

 

Tutte le spese sono state a carico del Consiglio Comunale di Puertollano, eccetto la lastra di bronzo che è stata pagata con gli apporti dei docenti e degli amici dell’Istituzione Teresiana.

 

Dopo un forte applauso di tutti i presenti si procedette alla benedizione della lapide, da parte del Vicario della Diocesi, mentre il coro dei bambini, gli stessi attori del teatro, tornarono a cantare la rumba a Poveda. Prima che gli spettatori si dirigessero a brindare con vino spagnolo, le parole della "rumba" risuonarono come un ulteriore messaggio del giorno:

 

Tu che fosti un uomo sognatore, lasciami sognare la tua idea

Tu che rendesti il sogno realtà, lasciami lottare per la tua idea

Lasciami sognarla, lasciami viverla, lasciami cantarla, lasciami morire per essa.

 

 

Testo, Carmen GOÑI

Foto, Carmen Goñi e Collegio di San José

Originale in spagnolo nella pagina Web dell'Istituzione Teresiana

Traduzione, Maria Cimino

 

 

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