Giornata
della solidarietà
a
Villa Ximenes
I
giovani del MIT di Roma hanno organizzato l’incontro annuale di
solidarietà, che permetterà aiutare il "Centro Victoria Diez"
a Kikwit.
Roma,
sabato 12 maggio 2007.
La
Giornata è stata organizzata quest’anno dai ragazzi del MIT di Roma
per lo più studenti universitari, ma alcuni già inseriti nella vita
lavorativa. Chi incaricato di recitare, chi di suonare, chi
semplicemente di assistere e unirsi, come tutti, ai canti in coro.
Chiara
Fanello, con Giaccopo Pulimante tenevano il filo della rappresentazione,
intitolata "Il sogno di Paola" (adattamento dell’opera
teatrale).
Con
un globo leggero e trasparente fra le mani, "Paola" intavolava
un discorso con i vari continenti che le passavano sotto gli occhi:
Europa, Asia, Africa, America, Oceania. Immagini di paesaggi tipici dei
vari luoghi venivano intanto proiettati su un grande schermo: belle
città, deserti, foreste, nevi, mari azzurri….
Paola
scopriva che in ognuno di questi continenti c’erano sofferenze di
innocenti e ingiustizie sociali, ne soffriva e sognava che questa
realtà potesse cambiare.
La
rappresentazione terminava con l’intervento di altri e con una certa
"morale" che invitava a fare qualcosa perché il sogno
diventasse realtà.
Dopo
un intermezzo musicale a carico di Marco Linari con il suo violino, è
stato presentato il "progetto" che quest’anno si voleva
particolarmente aiutare: era il "Centro Victoria Diez", già
esistente a Kikwit, Repubblica Democratica del Congo.
Il
Centro di Formazione Integrale Victoria Díez vuole offrire il suo
contributo al processo
di democratizzazione del Paese attraverso le sue differenti attività e
servizi che interessano essenzialmente la formazione degli studenti e
degli insegnanti e
la sensibilizzazione della popolazione ai valori di cui la società ha bisogno
in questo momento di cambiamenti.
Il
Centro, di una estensione di 100 mts x 115 mts, dispone di molti
edifici: la
biblioteca, una sala grande per la formazione e per lo studio, due
edifici per la Casa delle
studentesse, un ufficio di segreteria, la casa in cui abita l’équipe,
dei piccoli locali. Attualmente la
recinzione è fatta di canna, bambù e filo metallico che spesso viene tagliato
dai ragazzi o dagli adulti che vogliono entrare nell’area edificata.
Per
ragioni di igiene e di sicurezza si rendono necessarie alcune
infrastrutture che hanno un loro costo non indifferente.
L’esposizione
del progetto è stata aiutata da un power point che offriva sia le
immagini del Centro e dei suoi frequentanti, sia i grafici delle opere
di infrastrutture che diano al Centro maggiore funzionalità e sicurezza
per le studentesse della zona nella quale è situato.
Questa
"giornata della solidarietà", che è ormai un appuntamento
annuale a cui l’Istituzione Teresiana invita tanti amici, si è
conclusa con mercatino di oggetti etnici e cena – rinfresco. Due
grossi boccioni di vetro erano situati in posti strategici per le libere
offerte.
La
raccolta è stata abbondante. Il clima è stato simpatico e gioioso, a
dire dei partecipanti.
Estratto
dai testi di Maria Cimino e del progetto Victoria Diez
Foto
Marisabel Telleria e progetto Victoria Diez