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Il laico
cristiano nella società civile
Roma,
23 febbraio 2007. A Villa Ximenes, in Via C.Celso 1, per iniziativa dell’Istituzione
Teresiana Italia, Associazione Culturale, si è tenuta la prima
conferenza sulla laicità. Lo stesso tema sarà trattato in altri due
incontri, nei quali relatori diversi affronteranno aspetti complementari
di esso. Date dei prossimi incontri sono il 5 e il 25 marzo 07.
Oratore
di questa prima conferenza, dal titolo Il laico cristiano nella
società civile, è stato il Prof. Pietro Scoppola, dell’Università
La Sapienza di Roma.
La
Prof. Maria Grazia Mara, docente emerita della stessa Università, lo ha
presentato agli uditori: professore di storia contemporanea, è stato
molto presente nella vita politica come laico cattolico impegnato.
Punti
essenziali della conferenza sono stati:
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"Laico
cattolico": i due termini non sono contrapposti, ma dobbiamo
tenere presente che c’è stato uno sviluppo del concetto di laico,
sia nelle storia, sia nei diversi paesi del mondo cristiano.
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Nei
secoli trascorsi la Chiesa si occupava di molte necessità di tipo
sociale, anche a causa delle vicende e delle condizioni delle varie
nazioni: si occupava dell’istruzione, della sanità, dell’anagrafe.
A queste necessità ora fa fronte lo Stato, e nei paesi democratici
ne discutono i parlamenti, mentre i laici cattolici sentono spesso
il dovere di entrare nella politica, nei parlamenti e in tutte le
strutture esistenti, per dare il loro contributo, come fermento.
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Può
essere interessante vedere com’è intesa la laicità dello stato,
negli Stati Uniti d’America. Gli U.S.A. nascono dall’incontro di
tante persone, per lo più perseguitate, nella loro patria d’origine,
per motivi religiosi. Pertanto la Costituzione che si sono data
afferma che lo Stato non può legiferare in campo religioso e che le
persone possono seguire le loro convinzioni religiose e morali. A
ben considerare, qui si apre il pericolo del fondamentalismo
religioso, a cui però può mettere riparo qualche altro articolo
aggiunto in seguito nella stessa Costituzione.
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In
Francia invece la laicità è intesa come l’ideologia dello Stato.
Sulla base del pensiero di Rousseau, si ritiene che il cittadino non
può essere diviso in se stesso, seguire contemporaneamente la legge
della religione e quella dello Stato.
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Nella
Costituzione Italiana non c’è la parola, ma ci sono le
caratteristiche della laicità, mentre lo Stato riconosce il valore
delle religioni che a poco a poco formano il tessuto etico dei
cittadini.
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Per
quel grande "laico cattolico" che fu Lazzati, la laicità
nasce dalla concezione stessa della creazione, secondo la Bibbia: il
mondo creato è cosa diversa dalla divinità. E infine la frase
evangelica "Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio
quello che è di Dio" esprime l’insegnamento di Gesù, che
non abolisce, ma conferma la stessa visione. Se consideriamo che la
laicità nasce in mondo cristiano e non, per esempio, in Asia, ci
convinciamo che il pensiero di Lazzati è molto valido.
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Nel
mondo cattolico, il Concilio Vaticano II ha segnato un’evoluzione
profonda: nasce il concetto di Chiesa come "Popolo di
Dio", mentre in precedenza era diffuso il pensiero del
Bellarmino: Chiesa come "società perfetta". L’insegnamento
stesso dei "novissimi" ha una presentazione diversa: si
accentua il cammino, da un "adesso" a un "non
ancora". E’ la storia della salvezza e la Chiesa è fermento
nella storia. Durante il pontificato di Paolo VI, in linea con lo
sviluppo di queste nuove acquisizioni, fu promossa una nuova
evangelizzazione come premessa della promozione umana.
Dopo
altre acute analisi dei tempi più recenti, il Prof. Scoppola osserva
che la democrazia non è più capace di autoriprodursi, perché è
diventata garante della parte abbiente della popolazione, sia su piano
nazionale, sia su piano mondiale, per cui ci si chiede come farà il
mondo democratico a far fronte ai gravi problemi che ci si presentano:
la povertà, l’ecologia… E’ compito dei laici cattolici parlare,
rompere il silenzio, far rinascere il dibattito fra le voci cattoliche.
Accogliere il segno positivo della riscoperta della Bibbia e di un modo
diverso di credere, più libero.
Essere
in piedi per servire meglio:
è questa la frase lapidaria con cui si conclude la relazione, seguita
da un lungo applauso.
Segue
un dibattito. La sala è molto più piena del solito e l’attenzione è
stata vivissima.
Maria
Cimino
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