Incontro a Firenze   

L'Istituzione Teresiana è un'Associazione di laici approvata da Pio XI nel 1924. E' presente in 30 Paesi

  Attività culturali ed educative       Collegi universitari       Impegno nel sociale        Spiritualità      Selezione di scritti di S. Pedro Poveda                          

 

Istituzione Teresiana

Chi siamo

Attività

 

______

 

San Pedro Poveda

Josefa Segovia

Victoria Diez

Ricordando Elisa

 

_______

 

Una finestra sull'Istituzione Teresiana nel mondo

Attività in Italia

 

______

 

Link

Mappa

 

_______

 

Attività culturali ed educative

Impegno nel sociale

Spiritualità

 

________

 

Con il Papa - Pentecoste 2006

 

____________________

 

 

MIT INTERURBANO

Il dialogo

 

Firenze, 1-3 dicembre 2006

Nonostante qualche difficoltà logistica (anche lo sciopero dei treni ci mancava!), il 1-3 dicembre 2006 si è svolto il secondo incontro del gruppo MIT interurbano, il cosiddetto MIB. La giovane "età" di questo gruppo non rispecchia certo la maturità e l’impegno che ciascun membro ha nel portare avanti questa sfida. Il tema di questo incontro era: La sfida epocale del Dialogo, tema al centro di grande discussione all’interno della Chiesa, proiettato sia in se stessa che al suo esterno.

Dopo l’accoglienza del venerdì sera, in attesa dei soliti ritardatari e in cui abbiamo dato il benvenuto a una nuova persona, ci siamo dilettati in cucina: infatti nei tre giorni trascorsi insieme ci siamo completamente autogestiti (bisogna a tal proposito ringraziare le presenze femminili che hanno garantito la sopravvivenza di tutti!) e anche questo aspetto della convivenza ha cementato il nostro rapporto creando un maggior affiatamento che si è respirato durante tutto il fine settimana.

Il sabato abbiamo iniziato i lavori. Molte sono state le questioni da affrontare, prima fra tutte la preparazione per l’assemblea estiva, con relativa programmazione sul cammino da svolgere all’interno del gruppo. Ma lo scopo principale dell’incontro era, come già detto, il dialogo; perciò, grazie all’aiuto di alcuni testi, ci siamo incamminati in un profondo deserto spirituale. Il punto di partenza, come suggerito nel brillante brano di Manuela Aguilera (La rivista Critica) è stato: "Assumere il dialogo implica riconoscere e accettare l’altro". Il dialogo come relazione nella quale entrare, come ricerca, insieme ad altri, della verità. E sempre nei brani proposti S. Pedro Poveda ci ha fatto capire come il dialogo parte da un atteggiamento personale, che è quello della mitezza, a partire dall’insegnamento che ha dato Gesù Cristo a ciascuno di noi: "vi invio come agnelli in mezzo ai lupi" (Lc 10,3). Suggerisce ancora il santo fondatore che lo stesso Gesù, di fronte all’incomprensione di chi lo mandava a morire, ha parole di misericordia "Padre, perdonali" (Lc 23,35). Ma dopo il deserto una strana discussione, innescata da un sogno bizzarro, ci ha portato a discutere della vita e dell’esistenza come maschera (quello che in sostanza diceva Pirandello) e della conseguente incomunicabilità tra le persone: ma il cristiano ha una sola vita e un solo volto, quello dell’amore a immagine e somiglianza del Creatore, per questo l’altro deve poter comunicare con noi, è Dio che ci parla attraverso l’altro.

Nella densissima giornata di sabato abbiamo avuto anche la fortuna di incontrare Paola Palagi che ci ha presentato alcuni volti del dialogo a partire dalle scritture.

Dialogo e creazione: il dialogo nasce da una gratuità che lo precede. Dialogo e amicizia: il dialogo non è possibile senza amicizia, è esattamente il contrario del dominio; per questo Dio rivela qualcosa di sé in relazione a noi, si rivela e si nasconde. Non domina il rapporto con le sue creature, ogni chiamata mette in relazione l’uomo con Dio, e in questo dialogo tra creature e Creatore c’è sempre una crescita verso la verità. C’è stato anche il tempo di parlare di Giorgio La Pira, testimone di una scelta cristiana autentica e al servizio dell’uomo, soprattutto dell’uomo più povero, più indifeso, quello in cui scoprire il volto di Dio.

La giornata si è quindi conclusa con la celebrazione della preghiera del vespro, che tra le altre cose inaugurava anche il nuovo anno liturgico e ci ha proiettati alla domenica: prima di avvento, nonché compleanno di S. Pedro Poveda. Chiaramente, a termine della preghiera ci sono stati cena e giro notturno per Firenze.

Domenica, come detto compleanno di S. Pedro, si è aperta con un momento di preghiera che ci ha introdotti nel nuovo anno liturgico. La meditazione, accompagnata da vari testi, è partita dall’avvento come momento di attesa, un’attesa che non è immobile, va incontro precisamente sulla strada che Dio indica: si attende camminando, tenendo presente che l’avvenire non è da attendere ma da costruire e i cristiani hanno una grossa responsabilità e devono avere coscienza della propria responsabilità.

Un momento di riposo

 

Il pranzo è pronto

 

Un momento in cucina

 

Con Paola Palagi

 

Firenze di notte
 

Ma l’attesa è fatta di silenzio, un silenzio che permette di metterci in ascolto di Dio: ogni ascolto nasce da un avvenimento che irrompe e che fora la nostra sordità. Ogni inizio viene da Dio, l’ascolto ha in lui il suo principio. E quando ascoltiamo Dio, lasciamo che la Sua parola ci parli, entriamo in relazione con Lui e questa relazione è Preghiera, la forza più importante per trasmettere il messaggio evangelico.

La Preghiera è anche il luogo della gioia, lo spazio in cui il cuore dell’uomo trova pace,

"Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto fin quando non riposa in te"(S. Agostino) . In questo clima ci siamo avvicinati alla celebrazione dell’Eucarestia, in cui poter vivere pienamente il dialogo con Dio.

Dopo pranzo abbiamo concluso la tre giorni con un momento di condivisione in cui sono emerse profondissime riflessioni sull’importanza del dialogo nelle relazioni personali e come fondamento per la preghiera, sul dolore purificante che è dentro il silenzio di Dio, sulla speranza che nasce dal vivere il dialogo come dono del Creatore.

È difficile riassumere tutto ciò che è successo e tradurre in parole le sensazioni, i sentimenti e i momenti che hanno caratterizzato questo incontro. A mio avviso l’aspetto più importante da sottolineare è la coesione, il carattere, la voglia di crescere, di confrontarsi, di far parte della stessa famiglia che il nostro gruppo sta dimostrando di avere.

 

Francesco Scigliano, Firenze

 

 

Sede Istituzione Teresiana - Italia: Via Cornelio Celso 1, 00161 ROMA                           

 mail: giovaniit10@yahoo.it