Incontro estivo ACIT   

L'Istituzione Teresiana è un'Associazione di laici approvata da Pio XI nel 1924. E' presente in 30 Paesi

  Attività culturali ed educative       Collegi universitari       Impegno nel sociale        Spiritualità      Selezione di scritti di S. Pedro Poveda                          

 

Istituzione Teresiana

Chi siamo

Attività

 

______

 

San Pedro Poveda

Josefa Segovia

Victoria Diez

Ricordando Elisa

 

_______

 

Una finestra sull'Istituzione Teresiana nel mondo

Attività in Italia

 

______

 

Link

Mappa

 

_______

 

Attività culturali ed educative

Impegno nel sociale

Spiritualità

 

________

 

Con il Papa - Pentecoste 2006

 

____________________

 

 

 

 

Sulle orme del Samaritano, in dialogo e a servizio di ogni "prossimo" (Rossano, 25-30 agosto 2008)

 

L’Associazione Cooperatori dell’Istituzione Teresiana (ACIT) ha tenuto quest’anno il suo tradizionale incontro estivo dal 25 al 30 agosto, a Rossano Calabro, presso l’Azienda agrituristica “Valanello”, gradevolissima struttura ricettiva posta in mezzo agli uliveti tra l’abitato di Rossano Scalo ed il mare.

Nella scelta del tema gli attuali responsabili dell’Associazione – le cui comunità più numerose sono attualmente presenti in tre zone dell’Italia: Roma, Calabria (Rossano e Corigliano) e Sicilia (Palermo, Catania), con alcune presenze isolate in altre zone della Sicilia e a Milano – si sono richiamati ad uno degli impegni che la IX Assemblea dell’Associazione, tenutasi lo scorso anno a Foligno, aveva assunto per il successivo triennio: “Acquisire una formazione che favorisca il dialogo e il superamento di posizioni preconcette, per individuare in ogni sfida che ci si presenta l’atteggiamento più coerente con il messaggio evangelico”.

A Don Piero Frizzarin , sacerdote di origini venete ma già da molti anni residente in Calabria, consulente familiare, attualmente cappellano del carcere di Rossano, è stato chiesto di sviluppare la tematica, approfondendo in modo particolare i concetti di “dialogo” e di “coerenza”.

Roberto Jori , membro ACIT del gruppo di Roma, ha introdotto il tema, il primo giorno, con una relazione dal titolo: “... Invece un Samaritano (Lc 10,33). Un cammino di attenzione e dialogo con i nostri contemporanei”, nel quale – ricollegandosi anche ai più recenti documenti degli organi di governo dell’Istituzione Teresiana, nonché ai pensieri e agli scritti del fondatore, San Pedro Poveda – ha cercato di mettere in luce come Gesù stesso sia stato, coerentemente, nel corso di tutta la sua vita terrena, uomo di dialogo, lontano da ogni preconcetto, pronto a mettersi dalla parte degli ultimi, dei disprezzati, dei peccatori; fino ad additare un Samaritano – un membro, cioè, di un popolo, di una comunità, odiata e messa al bando dai Giudei – quale “esempio” di colui che davvero si fa “prossimo”, chinandosi – come Gesù stesso – sull’umanità sofferente per prendersene cura e fasciarne le ferite.

    La mostra della tessitura di Longobucco
   Celebrazione eucaristica. Santuario di S. Maria del Patire in Sila

A partire dal giorno seguente, Don Piero Frizzarin ha quindi cominciato a sviluppare il significato della parola “coerenza”, specificando preliminarmente come, per l’uomo di fede, tale concetto si riferisce inevitabilmente alla necessità di armonizzare soprannaturalmente ogni aspetto dell’io con lo Spirito del Signore, per lasciare spazio alla “manifestazione concreta e visibile dell’azione dello Spirito nelle nostre azioni quotidiane”. Valutare la coerenza (o la non-coerenza) dei nostri atteggiamenti con il messaggio evangelico, implica quindi, in primo luogo, compiere lo sforzo di “andare al cuore” del messaggio stesso, per “isolarne” gli elementi-cardine, i principi-base sui quali misurarci. Tali principi – secondo Don Piero – si possono così sintetizzare:

Ø       Dio è Amore. Un amore che si esprime nella relazione tra Padre, Figlio e Spirito Santo e che è talmente forte e profondo che le tre persone, pur essendo distinte, sono un solo Dio;

Ø       Gesù, come Figlio del Padre, è venuto a rivelarci il Suo Amore e a renderci, nel battesimo, suoi fratelli, come Lui figli del Padre e quindi fratelli tra di noi;

Ø       Gesù ha affidato e continua ad affidare alla Chiesa e ai singoli cristiani battezzati “la missione di continuare, nella universalità del tempo e dello spazio, la sua opera di rivelazione con le opere e le parole che Dio è Amore e ci ama”.

Essere coerenti con il messaggio evangelico significa dunque, in sintesi, essere docili all’azione dello Spirito per essere – nei diversi ambiti di vita, di lavoro, di “relazione” in senso lato – strumenti di quell’Amore; un Amore – come lo ha definito Don Piero – dialogante, intimo, fedele, generoso, tollerante, gratuito, misericordioso, tenero, universale, paziente, oblativo.

Nei giorni seguenti – avvalendosi della sua pluriennale esperienza di consulente familiare – Don Piero si è invece soffermato sugli aspetti del dialogo all’interno della famiglia, approfondendo – con il sussidio di un abbondante materiale preparato da lui stesso, frutto dei suoi studi e della sua esperienza – le problematiche legate alla comunicazione (necessità di creare, all’interno della famiglia, adeguati canali comunicativi); alla necessità di soddisfare i cosiddetti bisogni relazionali (bisogno di sicurezza, di accettazione, di conferma, di definizione, di esprimere amore...); all’importanza dell’ascolto; all’esigenza che ciascun membro della famiglia raggiunga il giusto livello di autostima, nella consapevolezza che il nostro essere figli di Dio ci rende comunque “buoni” ai Suoi occhi, indipendentemente e al di là delle nostre singole scelte o azioni spesso sbagliate...

Ai partecipanti è stato presentato un interessante modello di “Casa dell’Amore”, nel quale Don Piero ha utilizzato gli elementi fondamentali di una casa – fondamenta, muri, tetto, porte, finestre – per indicare quelle che devono essere le qualità fondamentali di una famiglia e, prima ancora, di una coppia (continuità, capacità di amare, di dare, importanza data alla “negoziazione” intesa come sforzo di venirsi reciprocamente incontro, per trovare modi comuni di gestire la vita familiare, rispettosi delle reciproche esigenze e delle rispettive specificità).

L’ultimo giorno, su invito di Don Piero, tutti i presenti hanno comunicato cosa, in modo particolare, “portavano a casa” dell’esperienza vissuta e in quale aspetto, tra i tanti affrontati, ciascuno riteneva di dover crescere, come coppia o come singolo all’interno della propria famiglia.

Parte integrante del programma – che come sempre ha permesso ai membri dell’associazione di rinsaldare i vincoli di amicizia e di fraternità, che la lontananza dei diversi luoghi di residenza non riesce a scalfire – sono state le visite guidate nel territorio, perfettamente organizzate dalla comunità rossanese, in veste di “ospite”, e che hanno permesso di fare la conoscenza con la celebre e ormai pluricentenaria fabbrica della liquirizia “Amarelli” di Rossano; con la multiforme e variegata realtà della vicina Sila, fatta di natura, cultura, gastronomia, lavoro artigianale (interessantissima la visita alla “Mostra della tessitura” di Longobucco”); con le austere forme del Castello Ducale della vicina Corigliano, risalente agli albori del Secondo Millennio.

Tutte le esperienze vissute – meditazione, riflessione, studio, condivisione, svago – hanno trovato ogni sera la loro naturale “sintesi” nella celebrazione dell’Eucarestia, nella quale i dubbi, le emozioni, le sensazioni, le esperienze della giornata si sono trasformate in “offerta” al Signore e lode per le grandi meraviglie che compie in noi.

Maura Mattei

 

 

 

Sede Istituzione Teresiana - Italia: Via Cornelio Celso 1, 00161 ROMA                           

 mail: giovaniit10@yahoo.it