Josefa Segovia: una donna, tre età   

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Josefa Segovia: Una donna, tre età.

Sognare, apprendere, azzardare

 

LEON, Spagna (Aprile 2007).- Josefa Segovia fu l’invitata d’onore nella Festa serale del Collegio Santa Teresa di Leòn, per la commemorazione del cinquantesimo anniversario della sua morte, il giorno 29 marzo. Non era questa la prima volta che visitava la città. Però questa volta, invece di una persona, ne arrivarono tre: Pepita, Pepa e M.Josefa.

La Comunità Educativa le accolse con grande sorpresa.

 

Già nello scenario, le tre donne dialogarono sui loro sogni, il loro apprendistato e la loro capacità di rischiare. "Sognare, apprendere, azzardare", era il lemma che incorniciava questa rappresentazione, come un’eco del manifesto che aveva orientato i lavori delle recenti Assemblee internazionali dell’Istituzione Teresiana nell’estate scorsa.

 

Alla giovane Pepita Segovia piaceva molto divertirsi e rendere felici gli altri. Così apparve sullo scenario: era tutta in quello sguardo allegro e positivo verso il futuro.

Pepa di qualche anno dopo apparve come la donna che aveva imparato ad essere adulta nel mondo in cui le era toccato vivere e aveva dato con fermezza diversi passi in un bellissimo sogno che aveva ricevuto da Pedro Poveda.

 

Maria Josefa, la donna matura, ricordava, riscopriva il suo mondo interiore, la sua vita rischiosa e donata. Ed anche sogna, e siccome non le basta la vita, distribuisce, distribuisce sogni.

 

Una stessa donna in diverse tappe della sua vita, rappresentata sullo scenario da tre donne. Tutte e tre distribuirono regali in questa festa di famiglia: globi, comete, stelle e lettere in bianco. Simboleggiavano il SOGNARE della giovinezza, l’APPRENDERE a volare dell’età adulta guardando la croce ed anche l’AZZARDARE che diede senso alla vita matura di Josefa Segovia.

 

Le alunne che avevano dato vita nello scenario a Josefa Segovia esprimono così quello che ha significato questa esperienza:

 

Maria Arrimada, del 3° anno di ESO (la tappa matura di M. Josefa)

"Rappresentare il ruolo di Josefa Segovia ha significato per me un’esperienza di riflessione profonda e interiore. Mi ha aiutato a comprendere il perché della sua vita e delle sue azioni. Ho appreso che uno deve lottare per raggiungere l’obiettivo che ha segnato la sua vita e che, se è costante e lavora instancabilmente, alla fine raggiungerà la sua meta e sarà ricompensato. Per finire, aggiungo che mi ha impressionato il fatto che l’amore di Dio possa giungere ad essere così grande, da generare la rinuncia a tutto ciò che è stato amato per CONTINUARE LA SUA OPERA".

 

Ana Señoràns, del 4° anno di Eso (Pepa, la donna adulta).

"Grazie a questa rappresentazione ho ottenuto di avvicinarmi a quella donna che permise che io abbia questa educazione. Sono riuscita a farla parte di me. Mantenendo il mio atteggiamento modesto, considero che l’ho fatta nascere, che inoltre ora ha visto il suo frutto. Questo avvicinamento a Josefa Segovia mi rende partecipe della sua vita, con sofferenze e gioie, però la sua".

 

Beatriz Muñoz, del 1° anno di ESO (Pepita, la fanciulla).

"Essere Josefa Segovia ha significato per me conoscere di più questa persona in un’epoca abbastanza difficile, quando ancora era una fanciulla . Risulta un po’ complicato rappresentare una persona di un’epoca differente dalla nostra e con una vita abbastanza dura. Sebbene sia stata una cosa piuttosto divertente".

 

José Luis Santos è professore del collegio e membro della Commissione della Festa serale. Alla fine della celebrazione si riferì a Josefa Segovia e disse che sempre gli hanno provocato "una profonda ammirazione tutte quelle persone che hanno molto chiaro qual è il loro ’fine’ in questa vita". Pensa che sono persone "di profonde convinzioni, senza tuttavia cadere, per questo, nel dogmatismo o nella rigidità. Di spirito indomabile, perché si sentono marcati da un destino che li chiamava irresistibilmente".

 

E crede che per questo "lo scoraggiamento e le avversità della vita li vedono come una piccola prova che devono superare perché la loro anima si riempia di nuovo di entusiasmo".

Per gli organizzatori, la festa preparata dal Collegio "è stata un’occasione per far conoscere la figura di questa donna e come si collocò nel suo tempo di fronte a questioni che oggi continuano ad essere questioni-chiave: la donna, il dialogo fede-cultura, la sua capacità di fiducia, la sua scommessa per l’educazione e l’interculturalità".

 

Josefa Segovia collaborò con San Pedro Poveda fin dagli inizi dell’Istituzione Teresiana e fu la sua prima Direttrice Generale. La sua causa di beatificazione è nella fase di attesa che la Chiesa riconosca che è avvenuto un miracolo per sua intercession

Mecedes Ávila e Pilar de Francisco

Traduzione Maria Cimino

Foto e testo originali nella pagina Web dell'Istituzione Teresiana

Josefa Segovia: una donna, tre età

 

Ana Senorans, Maria Armada e Beatriz Munoz

 

Beatriz Munoz, la giovane Pepita

 

Ana Senorans, come Pepa

 

Maria Arrimada, come Josefa Segovia

 

Un momento della rappresentazione

 

Alunni della scuola
 

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