La devozione mariana in Sabina   

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La devozione mariana in Sabina


 

Il 26 novembre scorso, da varie parti di Roma, da Perugia e da tutte le vicinanze di Vescovio, ci siamo mossi per radunarci nel centro di spiritualità che sorge accanto al bellissimo Santuario della Madonna della Lode, nella località Vescovio, comune di Torri in Sabina.

Eravamo stati invitati a trascorrere una giornata che si presentava molto allettante, per gli ingredienti che la caratterizzavano: la spiritualità, ma in clima di amicizia e gioia, la cultura, l’ambiente profondamente mariano, il pellegrinaggio, il momento conviviale, l’Eucaristia della sera, prefestiva della prima domenica di Avvento, presieduta dal Vescovo della Diocesi, Mons. Fumagalli.

Il freddo ventoso della mattinata ci ha indotti a svolgere tutta la preparazione storico-informativa, preparata dalla Prof. Maria Grazia Mara, a cui ha dato un valido aiuto la Prof. Francesca Cocchini, nel salone del centro di spiritualità, in modo da ridurre il tempo dell’esposizione sul posto, meta del pellegrinaggio, la chiesetta della Madonna della Noce.

Nella Sabina – ha detto la relatrice – esiste una rete veramente eccezionale di santuari e chiese dedicati alla Madonna, sotto i titoli più belli e significativi. Il Santuario più antico, sorto sull’antica "Forum Novum" è quello della Madonna della Lode, a Vescovio, visitato nei secoli da illustri personaggi e da santi. Sarebbe lungo elencare tutti questi santuari grandi e piccoli, sorgenti nei vari paesi oppure isolati in zone campestri, in mezzo a una vegetazione semiselvaggia. Così si presenta appunto la chiesetta della Madonna della Noce, che fa parte del comune di San Polo.

Narra una tradizione piuttosto fondata che nel 1505 – quindi 500 anni fa - in questo luogo ricco di alberi e di acque, una ragazzetta del luogo, che lavava i panni nel fiume Laia, ebbe prima la visione di un frate vestito come i Serviti e poi vide fra la chioma di un noce la Madonna, con un manto nero e segni di sofferenza fisica in varie parti del corpo. La Vergine le parlò con parole di dolore per la cattiva condotta degli abitanti di San Polo e la incaricò di portare il suo messaggio al parroco del posto e ai parrocchiani. Chiedeva la loro conversione e la costruzione di una chiesa intitolata a lei in quel luogo, dove si doveva in seguito fare pellegrinaggi di penitenza. La fanciulla obbedì, per parecchio tempo si insediò nei paraggi una comunità di Serviti e vi fu questo culto mariano volto anche alla correzione dei costumi.

Passarono i secoli, la comunità monastica lasciò il luogo, che a poco a poco fu dimenticato. La stessa chiesetta conobbe il degrado. La Prof. Mara, nei suoi studi di storia del Cristianesimo, perlustrò la Sabina, coadiuvata da un appassionato cultore delle antichità cristiane della sua regione, Don Carmelo Cristiano, che fu a lungo parroco in alcuni paesi della Sabina. La Madonna della Noce attrasse la loro attenzione; fra l’altro scoprirono che sotto una strato di calce che ricopriva l’arco del portone d’ingresso della chiesa, affioravano interessanti bassorilievi antichi. La calce venne rimossa accuratamente e apparvero i simboli del culto del dio Mitra, un culto che si era diffuso a Roma, proveniente dall’oriente, circa un secolo prima dell’affermarsi del cristianesimo. Su questo importante ritrovamento fu fatta una dotta pubblicazione.

Terminata l’esposizione di tutto questo "antefatto" riguardante la Madonna della Noce, ebbe inizio il pellegrinaggio a questo luogo estremamente suggestivo, sia per la sua storia, sia per l’ambiente solitario e silvestre che lo circondava.

Al ritorno al centro di spiritualità, i pellegrini fecero onore con un certo entusiasmo agli ottimi cibi della Sabina e, dopo un piacevole intrattenimento, visitarono il vicino Santuario di Vescovio, dedicato alla Madonna della Lode, con la guida esperta della Prof. Mara. Alle 18 arrivò il Vescovo, che celebrò la Messa nel santuario: un coro molto ben preparato aiutò i presenti a pregare con un fervore che non venne meno, neppure fra il fragore dei tuoni e lo scroscio dell’acquazzone che accompagnarono i pellegrini fino al ritorno alle rispettive case: ritorno felice, senza alcun inconveniente per nessuno. La Madonna della Noce li aveva protetti.

Maria Cimino

 

             La madonna della Lode a Vescovio

 

 

            L'Annunciazione. Santuario di Vescovio

Il santuario di Santa Maria in Vescovio sorge isolato, in una zona verde, fra cipressi.  Bella à la sua torre campanaria sviluppata su cinque ordini. Ha un unico portale preceduto da un cortile quadrangolare al quale si accede da una porta del S. XVI. 
La parte più antica della costruzione è quella che si deve far risalire all'VIII-IX secolo.  Probabilmente nel XII secolo, la chiesa fu sopraelevata, fu costruito il campanile e ristrutturata la cripta ad oratorio; infine, nell'ultimo decennio del Duecento, Santa Maria in Vescovio ebbe la sua sistemazione definitiva.

Durante le invasioni saracene, la "Cattedrale sabina" dovette essere abbandonata e trasferita.

L'interno è a croce latina, a unica navata monoabsidata. Le pareti sono affrescate con Storie dell'Antico e del Nuovo Testamento e, sulla controfacciata con un giudizio universale. Si tratta di affreschi del XII secolo.

 

 

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