La famiglia in trasformazione   

L'Istituzione Teresiana è un'Associazione di laici approvata da Pio XI nel 1924. E' presente in 30 Paesi

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Con il Papa - Pentecoste 2006

 

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La famiglia come relazione unica e insostituibile

Incontri con le famiglie, con i giovani e con quanti sono interessati alle dinamiche delle relazioni familiari

Sala Villa Ximenes. Via Cornelio Celso 1 (Piazza Galeno) ROMA

 

 

Fabrizia Antinori, laureata in Filosofia presso l'Università di Roma, ha insegnato nei Licei per vari anni. Vinta la cattedra a Venezia, ha svolto parallelamente attività di ricerca e di insegnamento presso l' Università di Padova, prima nel Corso di Laurea in Psicologia, poi in quello di Scienze dell' Educazione, dove poi ha conseguito la Cattedra di Pedagogia.

Ha diretto per sei anni il Dipartimento di Scienze dell' Educazione, promuovendo la ricerca nei vari ambiti dell'educazione e della formazione, con particolare riguardo alla collaborazione con la Scuola, con le attività del Territorio, con il Mondo del lavoro, con alcune Università dell'America Latina e dell' Africa. Al di fuori dell'attività accademica, ha dedicato la sua attenzione soprattutto alle problematiche familiari, promuovendo scuole per genitori, incontri con famiglie, a livello personale e di gruppo, formazione per educatori professionali particolarmente impegnati nel sostegno alle relazioni familiari. 

Terminato il suo servizio all'Università, dedica il suo tempo alle attività del Centro Poveda, anche in collaborazione con altre associazioni che condividono le stesse finalità e con le politiche sociali del territorio in favore dei soggetti deboli.

            Nei due primi incontri, il 10 dicembre 2005 e l’11 febbraio 2006, la prof.ssa Fabrizia Antinori ha sviluppato due argomenti del programma "Le relazioni familiari come costitutive di ogni relazione umana: una questione da chiarire". Nel primo incontro si è fermata sull’identità sessuale e il problema della differenza; nel secondo ha sviluppato il tema della relazione di genere e il rapporto di coppia.

        Per la prof.ssa Antinori, è necessario comprendere la qualità specifica di quella relazione che chiamiamo "famiglia", che non può essere sostituita da nessun’altra relazione. La sfida del futuro, di "personalizzare la persona", è affidata alla famiglia.

         La famiglia è un principio di relazioni: principio di reciprocità tra i sessi e tra le generazioni. Nessun essere umano può neppure pensare (spesso neppure sopravvivere) senza il codice familiare.

         La relazione familiare è multidimensionale: è dono - intenzionalità - reciprocità - affettività ed è una realtà interrelata, in quanto ciascuna dimensione non esiste senza le altre.

         La modernità è stata un’epoca di svuotamento della famiglia. Infatti l’individualismo, l’esaltazione dell’individuo, provoca una continua distruzione delle relazioni. E la società deve continuamente rigenerare relazioni che continuamente distrugge. Dobbiamo riprendere in cura le relazioni che sono uniche, originarie, a priori.

 

           Illustrando il concetto di differenza, la prof.ssa Antinori faceva riferimento anche ad altri specialisti in materia. Tra questi L. Irigaray, che nel suo libro "Essere due" sottolinea che occorre riconoscere l’altro come legittimo altro, come un insormontabile, un mistero, una libertà, una soggettività che non sarà mai mia. E’ proprio l’invisibile dell’altro che attira, finché l’altro rimane altro, verso cui andare come verso una trascendenza, consentendo di divenire, rimanendo se stessi. L’etica della differenza rileva l’insufficienza antropologica: la propria vita e interiorità si riceve anche dall’altro e diviene feconda nell’incontro in cui ciascuno rimane fedele a se stesso.

 

          Dalla disuguaglianza e interconnessione del rapporto uomo-donna, genitori-figli, deriva sia l’etica dei diritti che l’etica della responsabilità:

. sono due modelli di relazioni umane distinti, in tensione reciproca, che testimoniano la situazione umana;

. possiamo conoscerci come individui separati solo nella misura in cui viviamo la connessione con gli altri;

. possiamo avere l’esperienza del rapporto solo nella misura in cui impariamo a differenziare l’altro da noi.

Questo implica il passaggio ad una cultura non riducibile ad un solo genere o a una sola età, cioè riconoscere l’altro: tu non sei il tutto e io non sono il tutto.

 

Foro MIT

 

 

Prof.ssa Fabrizia Antinori
Partecipanti all'incontro
Partecipanti all'incontro
Partecipanti all'incontro
 

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