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“DIALOGO TRA CULTURE, FEDI RELIGIOSE, VISSUTI SOCIALI”
CONVEGNO
INTERNAZIONALE, ROMA
8 – 9 MARZO
2008
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Meritevole
conclusione dell’anno commemorativo del 50° Anniversario
della morte di Maria Josefa Segovia Moròn, è stato il Convegno
Internazionale “DIALOGO
TRA CULTURE, FEDI RELIGIOSE, VISSUTI SOCIALI”
che si è tenuto in Roma, nei giorni
8-9 marzo 2008, presso la
sala Villa Ximenes della sede italiana dell’ Istituzione Teresiana.
Il
tema dell’incontro è stato focalizzato sulla centralità
educativa del Dialogo e intorno a questa attualissima intuizione
hanno ruotato le preziose
considerazioni dei relatori, tese ad illustrare due importanti percorsi:
il dialogo interculturale e
il dialogo interreligioso.
Per
attualizzare i due obiettivi sono stati indicati, come presupposti
fondanti, l’educazione all’intercultura e l’educazione
interreligiosa, specie se riferiti ad una società che riconosce una realtà
globalizzata in dinamica e costruttiva trasformazione.
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Il
convegno, organizzato dall’Istituzione e coordinato dalla professoressa
Anna Maria Donnarumma che spiega le ragioni della scelta di Roma come
modello storico di universalità, è stato aperto dalla Direttrice
Generale professoressa Loreto Ballester Reventòs
che nel suo indirizzo di saluto ha indicato tre aspetti fondanti
della personalità di Josefa Segovia:
donna inquieta, donna che crede nelle potenzialità della persona
umana, donna capace di integrare l’esperienza religiosa. Donna che,
conscia delle proprie caratteristiche, ha saputo dare risposte concrete
con l’impegno e lo studio, l’accoglienza, la coerenza, descritti in un
sintetico programma: pensare globalmente e operare localmente.
I
messaggi di piena adesione all’incontro pervenuti dalle autorità civili
e politiche e gli interventi di saluto dei rappresentanti dell’Unesco
(Giovanni Pugliesi), della Commissione Europea (Virgili Dastoli) e della
Unric di Bruxelles (Fabio
Graziosi) sono stati un utile premessa per comprendere l’attualità del
problema che, se segnato da condizioni negative,
va riscattato con i proficui strumenti a disposizione. Alla
crescente intolleranza, ai fenomeni di razzismo, ai conflitti di civiltà,
ai timori per una malintesa difesa della propria identità, è
indispensabile trovare validi presidi nella Carta dei Diritti,
nell’impegno dell’Europa per l’educazione, nella scuola,
nell’alleanza delle civiltà, nella gioventù. |

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Interessante
ancora il confronto con il centro di ricerca VASTI, presentata da
Raniero
La Valle
, in cui si approfondisce il
riconoscimento dell’altro come
fondamento per avviare il dialogo che evita il tentativo di un ritorno
alla revisione del pensare insieme per giungere alla condivisione, e
l’attualità dell’esperienza della Comunità Autonoma di Madrid
presentata dall’assessore Carmen
Castlla Elena che ha illustrato le strategie adottate per rispondere alle
problematiche sollevate dall’etereogenità degli studenti di Madrid.
Gli
ulteriori due interventi, dei docenti Aluisi Tosolini e Fabrizia Antinori,
hanno sintetizzato i percorsi per realizzare l’educazione
interculturale che porta all’indispensabile dialogo interculturale,
tramite azioni di integrazione interculturale e approfondimento dei
linguaggi condivisi. |

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La
professoressa Maria Antonietta Salvati ha moderato i lavori del
primo giorno dell’incontro che sono stati caratterizzati dal fondamentale
intervento della professoressa Graziella Giovannini che,
sviluppando un’analisi storico-funzionale delle esperienze nel campo
dell’istruzione, ha suggerito di fare
attenzione alle differenze (diversità
individuali, diversità di linguaggi, differenze culturali,
pluriappartenenze) offrendo
pari opportunità con una pedagogia multiculturale: … la scuola può
essere la struttura in cui apprendere a mediare i conflitti.
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La
psicologa Anna Paola Bini ha moderato i lavori
che sono proseguiti con largo numero di partecipanti nel secondo
giorno del Convegno. Erano in presentazione i temi relativi al dialogo
interreligioso e la indispensabile conseguente educazione interreligiosa.
L’esposizione
si è avvalsa dell’intervento strutturato di Brunetto Salvarani
che alla fine di una circostanziata analisi
ha individuato nell’abitare
al confine la condizione per sostare; riprendere a pensare per
dialogare in una realtà caratterizzata dal pluralismo religioso,
dal tempo della terza Chiesa, dall’affievolirsi del dialogo
interreligioso, dalle paure nei confronti delle filosofie dominanti.
Il
Pastore Valdese Paolo Ricca, con una
riflessione sostenuta da una lineare analisi storica del movimento
cristiano, individua nel
riconoscimento dell’identità la porta per aprirsi al dialogo ecumenico
con le Chiese e il dialogo con la cultura, perché esiste una Chiesa
trasversale in cui, rispettando un decalogo del dialogo, si possono
riconoscere i valori condivisi.
Infine
Francesco Compagnoni OP dell’Angelicum
di Roma che riconoscendo
l’inarrestabile processo di globalizzazione religiosa e delle
comunicazione avverte che lo
scontro delle culture si accompagna allo scontro delle religioni.
Secondo il relatore, per superare la crisi è necessario
ritrovare una rinnovata etica mondiale che porti a trattare
ogni essere umano con solidarietà, con tolleranza e serietà,
trasformando le coscienze, facendo rispettare i diritti, confrontando le
proprie credenze, riconoscendo la carta dei valori della cittadinanza.
Alla
conclusione dell’importante Convegno è stato affrontato il tema
dell’educazione interreligiosa con cui si sono date alcune risposte
concrete alla domanda di dialogo, con gli interventi di Paola Gabbrielli
Piperno del Dipartimento per le Politiche della Educazione del Comune di
Roma che ha illustrato le
strategie in essere in campo educativo, e l’intervento di Maddalena
Pievaioli che ha illustrato le proposte socio-educative dell’Istituzione
Teresiana.
E’
seguita, come degno coronamento del simposio, la presentazione a cura di
Anna Paola Bini dell’antologia di scritti
di Josefa Segovia che, sapientemente scelti da Francesca Cocchini
per ricordarne la pedagogia e la spiritualità, sono riuniti con il titolo
“Un ventaglio scritto” in
cui i titoli dei capitoli prendono
spunto dai pensieri annotati sulle stecche del
ventaglio della Segovia stessa.
Rodolfo
Grasso
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