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E’ stata la Calabria quest’ anno la regione sede del
campo scuola dei Giovanissimi del MIT. Ad ospitare circa cinquanta
persone, tra ragazzi provenienti da Rossano, Palermo e Roma, dai 12 ai 20
anni, animatori e membri dell’IT, dal 27 al 31 luglio, sono stati i
Padri Dehoniani, in una delle loro strutture, situata a Briatico, sulla
costa occidentale della Calabria, vicino alla più famosa Tropea.
Il tema che si è deciso di affrontare in quei giorni, dal
titolo: “IO … MA GLI ALTRI?” voleva proporre una riflessione sul
problema delle relazioni. L’ attenzione è stata rivolta soprattutto a
tre tipologie di relazioni, con se stessi, con gli altri (amicale e di
coppia), con Dio, approfondita ciascuna in una giornata.
Ad accompagnare, spiritualmente e non solo, i ragazzi in
questi giorni di “scoperta” di sé, oltre ai membri ACIT
(Cooperatori) ed AP (Associazione Primaria), che seguono i
rispettivi gruppi durante l’anno, è stato un sacerdote di Rossano,
Don Piero Frizzarin
, profondo conoscitore del mondo adolescenziale e delle dinamiche
familiari, che con vigore ed entusiasmo ha trascinato l’ intero gruppo
in un’ intima introspezione, “sommergendolo” di fogli e power point
che stimolassero la riflessione personale e mettendosi a disposizione di
tutti per colloqui e confessioni.
A permettere la riuscita degli incontri, oltre alle
capacità di Don Piero, è stata una buona organizzazione degli stessi ad
opera dei diversi gruppi locali, ciascuno dei quali si è preoccupato di
preparare una intera giornata, dalla preghiera del mattino all’
animazione serale, con giochi e canti che coinvolgessero ed aiutassero ad
amalgamare il gruppo. E a guardare i volti dei ragazzi, dopo la messa
conclusiva dell’ultimo giorno, non si può certo dire che l’ obiettivo
non sia stato raggiunto.
Un clima di festa e di allegria si percepiva già dalla
sera in cui, attorno ad un falò mentre si cercava di tessere il filo
della memoria dei quattro giorni, i ragazzi si sono lasciati andare all’
esternazione dei propri sentimenti e delle emozioni provate durante il
campo. E nelle lacrime e nei sorrisi dei ragazzi sulle immancabili note
della “GIOIA”, nei legami
che si sono creati si è potuto notare che il MIT sta crescendo, che
riesce ad infondere ancora, in coloro che lo vivono, quel “magico”
entusiasmo che lo ha sempre caratterizzato.
Da qui un’ accorata richiesta, da parte di coloro che
hanno vissuto il campo in prima persona, di non perdere ciò che si è
riusciti a seminare a Briatico, di raccogliere da subito i frutti di
questa esperienza per costruire qualcosa di duraturo, che assicuri ai
tanti ragazzi che lo vogliano la possibilità di partecipare ad incontri
di questo genere, che riescono a conciliare il relax e il divertimento
(come non approfittare dello splendido mare calabrese?) con momenti di
profonda riflessione e di preghiera, personali e di gruppo, che
contribuiscono alla crescita individuale e favoriscono il sorgere di un
senso di appartenenza alla grande famiglia teresiana.
Sonia Graziano
Lorenzo
Jori
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