JAEN,
(Dicembre). – Il ricordo di quasi 100 anni di storia, un passato
comune e gratitudine per l’educazione ricevuta, sono alcuni dei tratti
che hanno contrassegnato l’incontro di ex alunni ed alunne del
Collegio "Pedro Poveda" di Jaén, al quale erano state
convocate le promozioni degli ultimi dieci anni.
Alcuni
di questi ex alunni ed alunne delle generazioni più giovani hanno
iniziato già la vita professionale, altri stanno concludendo o
iniziando gli studi universitari e le ultime due promozioni frequentano
il "bachillerato" o studi equivalenti.
Alle
17,30 del 18 novembre, giorno in cui erano stati convocati, la hall di
ingresso del Centro Josefa Segovia, si animò col risuonare dei saluti e
la sorpresa del ritrovarsi con i compagni e le compagne e con il corpo
docente del Collegio. Da quel momento, "l’ambiente traboccava di
cordialità e affetto, come se la pedagogia dell’amore, tanto di ieri
come di oggi, continuasse ad essere installata in questo scenario, dopo
che la tappa scolastica di questi ragazzi e ragazze era già
superata", commentava Encarna Molina.
I
presenti poi passarono al salone delle cerimonie, dove la Direttrice del
Collegio, Mayra Serrano, diede loro il benvenuto e li invitò ad
assumere responsabilmente il compito della loro formazione in questa
tappa così importante della loro vita. Subito dopo, Molina parlò loro
di San Pedro Poveda, dell’attualità del suo messaggio per i giovani.
Si
trattava di evocare, di riportare alla memoria gli aspetti chiave di un
messaggio che era stato il fondamento dell’educazione ricevuta nel
Collegio, e che ora, nelle nuove circostanze vissute da ciascuno, era
necessario attualizzare, in modo che continuasse a motivare e a dare
senso alla loro vita. Nella sua esposizione, si appoggiò in ogni
momento sui pensieri del Poveda e formulò questioni che potevano
aiutarli a metterli in pratica nel modo di impostare la propria vita. L’umanesimo
cristiano, il dialogo fede-scienza e la presenza dei laici nella
società furono i punti chiave del messaggio del Poveda che la
conferenziera sottolineò.
La
relazione, che fu seguita con attenzione e interesse dai convenuti, si
concluse col seguente messaggio: "Facciamo memoria. Evochiamo le
esperienze che abbiamo vissuto". Il viaggio nel passato iniziò con
una breve allusione ai quasi cento anni di storia del Collegio, a San
Pedro Poveda che lo fondò nel 1913 e a Josefa Segovia che fu la sua
prima Direttrice. Nell’evocare i ricordi dei loro anni di collegio
attraverso le fotografie delle promozioni lì riunite e delle attività
più significative delle diverse tappe, cominciò lo scambio di
impressioni e ricordi: "Dove sono io in questa foto?",
"Quello là sono io !", "Sei tu!", "Guarda,
quel professore!", "Come ce la siamo spassata! Ti
ricordi?"
Durante
un momento di convivenza e rinfresco, nella sala da pranzo del Collegio
Maggiore, i professori, nel manifestare le loro impressioni su questo
incontro, rilevarono che la allegria e la cordialità fu la nota
dominante in ogni momento. "Lungo tutta la serata, abbiamo visto i
giovani molto contenti…C’era molta allegria nell’ambiente…Credo
che abbiano goduto molto nell’incontrarsi con i loro professori e
compagni. Alcuni di loro non si vedevano da tempo", diceva Luisa
Hurtado.
"Mi
sono emozionata nel vedere tanti giovani di cui sono stata insegnante
quando erano piccoli. Si avvicinavano a salutare con molto affetto e
raccontavano piccoli episodi di quel periodo, che ancora
ricordavano", commentava M. Dolores Molina.
Forse
quello che più sorprendeva i docenti era il vedere come apprezzavano l’educazione
ricevuta nel Collegio e come ne erano grati. Questa è l’impressione
che ha messo più in rilievo la Direttrice del Centro. Lo ha confermato
la Molina, dicendo che l’impressione dominante era "la forza del
ricordo grato, del riconoscere che conversazioni o episodi,
apparentemente insignificanti sul momento, ora li consideravano decisivi
nella loro formazione".
Aggiunse
che "altri ricordavano esperienze educative, meno occasionali e
valide per il futuro. Tutti e tutte si riconoscevano in un passato
comune, più o meno immediato, grato e fruttuoso".
José
Luis Lomas fece pure un’allusione alla gratitudine, nella sintesi
delle sue impressioni: "Serata di incontro, di saluti e ricordi, di
commenti ed espressioni di gratitudine. Espressioni di riconoscenza
reciproca: alunni e docenti", disse.