Dibattito di giovani a Bogotà   

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Con il Papa - Pentecoste 2006

 

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Dibattito di giovani sul "Trattato di Libero Commercio". Forum organizzato dal Liceo "Segovia" di Bogotá.

BOGOTA’, Colombia (Dicembre 2006). Con la partecipazione di rappresentanti della Commissione Interecclesiale di "Giustizia e Pace, Pablo Calá"¸ quella di Gustavo Petro, senatore della Repubblica del Polo Democratico, alunni e alunne dei Collegi, Santa Rosa, Emmanuel D’Alzón e del Liceo Segovia, dell’Istituzione Teresiana in Bogotá, Colombia, il 30 ottobre ebbe luogo un Forum per dibattere questioni sul Trattato di Libero Commercio (TLC).

 

Il Forum ebbe luogo nel LICEO SEGOVIA e fu preparato per diverse settimane con materiali offerti attraverso l’Internet del Collegio. Assistettero al Forum altri Collegi invitati, come l’"Emmanuel D’Alzón", il "Collegio Santa Rosa", il "Collegio dello Spirito Santo" di Villavicencio.

 

La realizzazione del Forum traeva ispirazione dalla Proposta Socioeducativa dell’Istituzione Teresiana in America Latina,"Educare in tempi difficili", che costituisce un invito a camminare uniti e unite con "la mente e il cuore fissi sul momento presente" della realtà latinoamericana che cerchiamo di cambiare. E’ anche l’opportunità per invitare altri a sognare e realizzare questo sogno condiviso di un’educazione che ci formi come cittadini, e cittadini rispettosi dei diritti umani e ci faccia suoi difensori e promotori in qualunque luogo in cui ci troviamo.

 

La direttrice del centro, Manoli Rey, si espresse con le seguenti parole: "Questa voce pluralistica è stata molto presente nel LICEO SEGOVIA che, in consonanza con la stessa Proposta, promuove la formazione di soggetti integrati, critici, attivi, creativi, attenti alla realtà, autonomi e capaci di costruire con altri e di proporre nuove idee con forte incidenza sociale".

 

E’ per questo che gli alunni e le alunne del COPES (Comité de Participación Estudiantil Segoviano) convocarono a un Forum, predisposto per il LICEO SEGOVIA e altri Collegi invitati. Gli studenti passarono giorni, settimane, mesi cercando informazioni, preparando relazioni, leggendo, domandando, discutendo.

 

"Come giovani impegnati in una realtà ineludibile del nostro paese, ci siamo riuniti per scambiare impressioni intorno al TLC, Trattato Commerciale che genera ambienti speciali per l’intercambio commerciale di due paesi, in questo caso Stati Uniti e Colombia", disse l’alunna Ximenas Guzmán nelle parole di apertura. "Ma, qual è il vantaggio, nella firma di questo trattato, per ciascuna delle nazioni? Chiediamo di comprendere quanto di questo è verità e quanto non lo è del tutto", aggiunse.

Dai lavori realizzati durante il Forum emersero alcune conclusioni.

· Malgrado che il TLC sia nominato già come un fatto avvenuto, appoggiandoci alla resistenza civile, possiamo generare cambiamenti.

· La disinformazione e l’ignoranza sociale rappresentano un problema in più, davanti al quale è necessario prendere posizione.

· Dobbiamo, in un certo modo, adattarci in maniera intelligente di fronte al TLC, per poi unirci, unire forze e sviluppare tecnologia e offrirla alla gente, per non lasciarci vincere tanto facilmente.

· Cambiare le mentalità e trarre profitto dalla difficile situazione che si avvicina può contribuire a ripensare e riflettere sulle cose che avvengono giornalmente.

· Ma, anche così, adattarsi non è sufficiente, non possiamo accettare alla leggera le situazioni, se ci proponiamo delle mete, dobbiamo ottenere qualcosa.

· Dobbiamo rompere con quello che gli Stati Uniti ci impongono ed essere capaci di prendere le nostre proprie idee e decisioni.

· Data la situazione, è impossibile pensare che un povero è povero perché lo vuole: è povero per le situazioni politiche, sociali, economiche e culturali che lo sottomettono; allo stesso modo è impossibile affermare che un povero vorrà continuare ad essere ancora povero e non vorrà ottenere una vita più comoda.

 

"Abbiamo concluso che in un processo di negoziazione, come lo è questo tipo di trattato, le variabili non sono solo di tipo economico e politico, ma anche di indole sociale, culturale e umana", disse l’alunna Alejandra Cardona, segretaria del FORUM.

 

"Le conseguenze di questi accordi, in maggioranza, sono evidentemente nocivi e dannosi, poiché obbediscono a interessi alieni a quelli del comune denominatore della nostra società", aggiunse.

 

"E’ evidente anche che uno degli aspetti che sono emersi dall’inizio del Forum è stato il volto umano e culturale espresso a causa dello sradicamento di quelli che sono bianchi rispetto alle nostre radici e identità colombiane", sottolineò.

 

Inoltre restò chiaro che "è ovvio che la nostra arma migliore per contrarrestare gli effetti di questo trattato è l’educazione".

 

I professori manifestarono la convinzione che ai partecipanti come a tutti gli studenti del Forum "siamo debitori sia dell’idea iniziale sia della motivazione che ci viene dal riflettere sui processi che nella ‘nostra America’ colpiscono in grado diverso la popolazione che la abita e la rende viva, richiamando quella frase di Pedro Poveda di ‘avere la mente e il cuore nel momento presente’, come disse Fredy Duarte, insegnante del LICEO SEGOVIA."

Il senatore Gustavo Petro risponde alle domande

 

Un momento dei lavori

 

Santiago Martinez e Juan Manuel Calpa

 

Una pausa nel lavoro

 

Manoly Rey e Samuel Nossa

 

Alunni della scuola Santa Rosa

 

Paola, Liliana del Pilar y Alejandra


Per un’altra delle professoresse, Angelica Suárez, il tema del Forum fu un buon pretesto per incontrarci e fare un dibattito sui contesti che ci soffocano, ci limitano e ci contrappongono". Disse che "quando vediamo i nostri studenti che dibattono, espongono, parlano, i nostri cuori si riempiono di orgoglio, poiché questi giovani manifestano le loro posizioni, i loro criteri, con una veemenza che può essere data solo da una formazione nell’autonomia e nella capacità critica; una speranza travolgente che serve da impulso ad essere diversi; un motivo, poggiato su più profondi fondamenti, per continuare il nostro compito di educatori-educatrici e uno stimolo per tradurre in vita, nel quotidiano, la Proposta Socioeducativa".

 

Spiegò che "questo diventa più manifesto nel vedere i giovani protagonisti di questo dibattito…perché loro sono il presente, sono l’OGGI della nostra America Latina, sono l’Oggi che svela i nostri timori come adulti; essi ci obbligano a camminare al loro lato per rompere la storia che ci deruba fino alla idiosincrasia".

La professoressa Yamile Ordóñez parlò dell’esperienza vissuta con alunni e alunne del sesto grado della secondaria del Liceo Segovia, che realizzarono una lettura degli articoli sui fondamenti basilari del libero commercio, discussioni e conversazioni intorno alle implicazioni per la Colombia di questo trattato."Fu cosa arricchente, nell’ottica del confronto fra studenti impegnati nella revisione di un tema di attualità".

 

"Tutto questo continua ad essere una sfida nel processo di ‘risignificazione’ della scuola, come spazio della costruzione di una cultura trasformatrice", disse, ed è convinta che "l’attuale sistema economico ha prodotto squilibri ambientali irreversibili, alti livelli di povertà e disuguaglianza sociale".

 

Da parte sua, la Direttrice del LICEO SEGOVIA comunicò che il Centro vuole continuare ad essere attento ad una saggia espressione di Pedro Poveda, ‘con la mente e il cuore nel momento presente’, per continuare a rendere realtà "una pedagogia situata, costruttrice di identità, trasformatrice, collaborando nella ricerca per la Colombia di una cultura di pace, solidarietà, diritti umani; rendendo vita qualcosa del carisma dell’Istituzione Teresiana: "la promozione umana e la trasformazione sociale mediante l’educazione e la cultura".

 

 

Con materiale e foto inviati da Manoly Rey

Traduzione, Maria Cimino

Originale nella pagina Web dell'Istituzione Teresiana

 

 

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