Madrid
(Maggio 2006) – Una scultura dedicata a San Pedro Poveda, in cui un
bambino gli mostra la palma del martirio e una bambina un libro aperto,
presiede dal 27 aprile scorso la cripta della Chiesa – sede della
Confraternita del Rifugio, di cui Poveda fu membro dal 1930.
L’immagine
fu benedetta al termine di una Eucarestia solenne nelle Chiesa di Sant’Antonio
degli Alemanes, nel cuore di Madrid, a cui assistettero molte persone
che partecipano del carisma del Poveda e membri della Santa, Pontificia
e Reale Confraternita del Rifugio, fondata nel 1615.
Durante
l’omelia, il Vescovo Ausiliare di Madrid, Mons. Fidel Herràez, mise
in risalto aspetti della figura di San Pedro Poveda come uomo di fede e
di speranza che seppe farsi, come San Paolo, "tutto per
tutti".
Il
vescovo raccontò che, giungendo alla chiesa per una via sbagliata,
aveva potuto constatare come si svolge il lavoro di aiuto ai bisognosi
che continuano a bussare alle porte della Confraternita del Rifugio,
lavoro che gli aveva fatto ricordare il Poveda, che in due scritti
autobiografici del 1934, fa il resoconto della sue visite domiciliari e
dell’aiuto temporale a persone inferme, come membro della
Confraternita.
E
siccome lo fu, e siccome la Confraternita del Rifugio ha voluto onorare
uno dei suoi membri, di cui la Chiesa ha riconosciuto pubblicamente la
santità nel 2003, per questo ha avuto luogo l’atto per benedire una
cripta e collocare un’immagine del Santo per la venerazione dei
fedeli.
Lo
scultore, Pedro Requejo Novoa, fu presente all’atto, insieme alla sua
famiglia. Spiegò che gli era piaciuto usare il bronzo, perché dà all’immagine
"calore, dolcezza e un tono familiare".
Dopo
aver letto testi sulla vita del Poveda ed anche aver visitato Guadix,
luogo in cui Poveda iniziò la sua missione evangelizzatrice, lo
scultore decise di utilizzare la palma come simbolo del suo martirio e
il libro aperto come simbolo della preoccupazione del Poveda per l’educazione
e la cultura. Egli pensa che la scultura, che è alta 1 metro e 23 cm.,
sebbene sia composta di tre figure, non risulta eccessiva, ma agile e
adeguata al disegno e alle dimensioni della cripta.
"Grazie,
è la prima espressione che viene spontanea questa sera, al termine dell’Eucaristia
ora celebrata", disse Loreto Ballester, durante le brevi parole
pronunciate dall’ambone, alla fine dell’atto.
La
Direttrice dell’Istituzione Teresiana espresse la sua gratitudine per
la presenza del Vescovo e per le sue parole "perché ci rende
presente la Chiesa di Madrid, in cui San Pedro Poveda visse anni così
intensi della sua esistenza.".
Riconobbe
anche la stretta collaborazione fra la Confraternita e l’Istituzione
Teresiana, e il "profondo significato di questo atto che dà inizio
ad una presenza speciale di San Pedro Poveda, il nostro Santo, in questa
chiesa di Sant’Antonio degli Alemanes ed anche nelle azioni che in
questo secolo XXI la Confraternita continua a realizzare in fedeltà ai
suoi fini".
Sottolineò
che tutto l’atto era un’evocazione "della presenza di San Pedro
Poveda in queste strade di Madrid, strade che egli percorreva molte
volte pensieroso, cercando di immaginare quali modi di azione farebbero
possibile che la fede in Cristo Gesù penetrasse le ansie di ricerca
della società del suo tempo e le offrisse nuova luce".
Disse
che sono anche "strade in cui egli parlò e agì, offrendo proposte
concrete per la gioventù studentesca del suo tempo, per gli educatori,
per i laici inquieti di allora".
E
strade in cui "continuò ad avvicinarsi ai poveri e ai bisognosi,
una costante nella sua vita, da Guadix in poi, costante che si innestava
direttamente negli impegni della Confraternita".
Ricordò
il suo martirio e disse che sono "strade che percorse pure la sera
e la notte del 28 luglio, il percorso per dare l’ultima testimonianza
della sua fede con il dono della sua vita".
Non
omise un ricordo per lo scultore a cui espresse riconoscenza per aver
dedicato tempi concreti per incontrarsi con la persona e l’azione di
Pedro Poveda, e per aver rappresentato "un Pedro Poveda in
compagnia".