Pedro Poveda educatore   

L'Istituzione Teresiana è un'Associazione di laici approvata da Pio XI nel 1924. E' presente in 30 Paesi

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Con il Papa - Pentecoste 2006

 

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San Pedro Poveda educatore, attento al momento presente.

Nel 1974 Pedro Poveda è stato riconosciuto dall'UNESCO

 come umanista e pedagogo.

 

Dotato di una particolare capacità di percepire la necessità urgente, e ciò che "qui" e "ora" può far progredire il presente verso un futuro migliore, Pedro Poveda si mostra come uomo umile, paziente, che sa sperare, disposto a far di tutto per suscitare negli altri la speranza affinché le idee e i progetti si trasformino in realtà concreta.

 

Sua caratteristica è cogliere il punto preciso, quello spiraglio che trasforma le certezze in motivazioni e i desideri in veri impegni per l'azione.

 

Poiché ha voluto avere, come lui stesso afferma, "la mente e il cuore nel tempo presente", ha fatto progetti dinamici, idonei a rispondere alle richieste di circostanze e luoghi diversi; poiché si è proposto di "cominciare facendo" ha inciso nella storia in modo coraggioso e audace. E ancora, poiché ha saputo dire a ognuno: "tu devi essere sempre te stesso", ha suscitato nuove e maggiori possibilità di quelle che uno da solo avrebbe potuto mettere in atto.

 

A Covadonga si dedicò alla formazione umana e cristiana dei pellegrini del Santuario, consapevole che la mancanza di cultura era la peggiore delle povertà. Nel momento in cui i nuovi regimi di tendenza democratica iniziavano a favorire il protagonismo delle maggioranze, e mentre nasceva anche la pedagogia scientifica, cominciò a intuire che la questione educativa era il problema sociale più urgente la cui soluzione non si poteva rimandare.

 

 

Prologo a "Proyectos pedagogicos" ] La problematica educativa del secolo XX ] Atene e Gerusalemme, una proposta di incontro. ]

Pedro Poveda si rivolse ai maestri con opuscoli e articoli di stampa. "Potete rimanere indifferenti?" "Se foste capaci di unirvi! Se la solidarietà fosse patrimonio vostro! Attenzione, è il momento opportuno, è l'epoca critica, l'occasione buona. Domani? Non so se, rimandando al domani, arriverete in tempo. Oggi è il giorno; dopo, chi lo sa!" Voleva che fossero professionalmente ben preparati, responsabili della propria fede e capaci di coordinarsi.

 

Pedro Poveda avvertiva la necessità di organizzare un "corpo insegnante virtuoso e sapiente" che adottasse "i migliori metodi pedagogici per l'educazione e istruzione della gioventù". Era convinto che questo fine "potrebbe essere conseguito facilmente se si unissero le iniziative e gli sforzi personali di tutti coloro che si sentono chiamati a tale genere di apostolato". Era questa la proposta dell"'Ensayo de un Proyecto Pedagogico" (1911), poiché, come era evidente, "non ci preoccupiamo molto della preparazione del corpo insegnante laicale". Da ciò nasce un progetto con i professori e per "mantenere, con tutti i mezzi possibili e con gli sforzi maggiori, il loro spirito cristiano e l'unione professionale".

 

La creazione di Accademie, centri pedagogici e riviste offrì vari mezzi di formazione. Il progetto di organizzare un'Istituzione aprì strade, dalla prospettiva personale a quella associata, a percepire la stessa vocazione e missione.

"lo vi chiedo un sistema nuovo, un nuovo metodo e procedimenti tanto nuovi quanto antichi", avrebbe scritto in seguito. E anche: "Bisogna dimostrare con i fatti che la scienza si coniuga bene con la santità di vita".

 

Nei dibattiti del momento che accentuavano gli aspetti antagonici dei binomi già distanti nel tempo, come fede-scienza, Chiesa-mondo, preghiera-azione, io-noi, semplicità-cultura, prese di posizione praticamente inconciliabili, Pedro Poveda si appellò alle opere. Solamente i fatti, la testimonianza incontestabile dell'esperienza vissuta di entrambe le realtà avrebbero potuto fare confluire le apparenti antinomie in una proposta tanto nuova come ispirata all"'lncarnazione bene intesa", fonte dell'"umanesimo vero".

 

La preghiera, la riflessione e i progetti di azione di Pedro Poveda a Covadonga presuppongono la conoscenza del momento presente che egli studio con attenzione, interesse e profondità:

.   Una Spagna in fase di transizione verso la modernità che presenta i problemi peculiari di una società in evoluzione e in crescita irregolare.

.  La crisi della cultura tradizionale è di ordine sociologico e spirituale. La coscienza spagnola si interroga sulla struttura stessa della propria forma di vita e di pensiero. Il modo nuovo di pensare si ripercuote soprattutto nell'ambito dell'educazione.

.  La pedagogia scientifica mette in discussione i metodi educativi, proponendo non solo modi nuovi di apprendere, ma perfino una reinterpretazione del concetto di persona e di società.

.  I cattolici adottarono posizioni diverse di fronte ai conflitti sociali che si manifestarono. Molti si fermarono su posizioni di difesa della precedente struttura; altri considerarono che la formazione delle coscienze era l'unico modo di presenza responsabile in un mondo avviato al pluralismo ideologico, religioso e culturale.

.  Anche Poveda, come alcuni suoi contemporanei, cominciò a pensare che il problema sociale si poneva in termini pedagogici e che da un'adeguata soluzione di questo dipendeva il futuro di tutta la nazione.

 

 

 Un'impostazione educativa che presuppone la formazione permanente degli insegnanti e il loro coordinamento professionale:

"Lo stare insieme, lo scambio di idee e di iniziative risvegliano slanci e sviluppano energie che sono presenti, ma non si traducono in opere, e restano, tutt'al più, allo stato latente" (Simulacro pedagogico, 1912).

"In questi centri... potranno gettare le basi per creare nuovi organismo a favore dei docenti e stabilire una vera solidarietà. Da ciò nasceranno competenza, prestigio, rappresentatività, risorse e tutto ciò di cui la funzione docente ha bisogno" (Simulacro pedagogico, 1912).

 

 Un'antropologia che si fonda sulla pienezza del senso della vita:

"Formeremo... uomini di virtù e di scienza; saranno quelli che, a loro volta formeranno i maestri dei quali dovrà dipendere la formazione culturale della generazione futura" (Proyecto pedagogico, 1910).

"Se conoscendo ciò che dovete fare non lo mettete in pratica, che tipo di fede è la vostra?" (Consejos, 1912).

 

Un progetto di istituzione:

"L'Istituzione fonderà accademie, centri pedagogico, scuole e quanto è necessario per formare professionisti esemplari, per influire nell'insegnamento pubblico, per mantenere lo spirito cristiano e l'unione professionale in tutti i suoi membri" (Diario di una Fundacion, 1912).

 

Con il gruppo che più condivideva i suoi ideali spirituali ed educativi, a partire delle accademie, organizzo l'Istituzione Teresiana.

Questa si costituì come opera complessa articolata in diversi gruppi, presente attivamente nei vari settori della cultura e della società:

"Un'Opera chiamata a incidere nel mondo, per portarlo a Gesù Cristo, la prima qualità che deve avere è quella di essere attraente" (1912).

 

 

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