Pedro
Poveda si rivolse ai maestri con opuscoli e articoli di stampa.
"Potete rimanere indifferenti?" "Se foste capaci di
unirvi! Se la solidarietà fosse patrimonio vostro! Attenzione, è il
momento opportuno, è l'epoca critica, l'occasione buona. Domani? Non so
se, rimandando al domani, arriverete in tempo. Oggi è il giorno; dopo,
chi lo sa!" Voleva che fossero professionalmente ben preparati,
responsabili della propria fede e capaci di coordinarsi.
Pedro
Poveda avvertiva la necessità di organizzare un "corpo insegnante
virtuoso e sapiente" che adottasse "i migliori metodi
pedagogici per l'educazione e istruzione della gioventù". Era
convinto che questo fine "potrebbe essere conseguito facilmente se
si unissero le iniziative e gli sforzi personali di tutti coloro che si
sentono chiamati a tale genere di apostolato". Era questa la
proposta dell"'Ensayo de un Proyecto Pedagogico"
(1911), poiché, come era evidente, "non ci preoccupiamo molto
della preparazione del corpo insegnante laicale". Da ciò nasce un
progetto con i professori e per
"mantenere, con tutti i mezzi possibili e con gli sforzi maggiori,
il loro spirito cristiano e l'unione professionale".
La
creazione di Accademie, centri pedagogici e riviste offrì vari mezzi di
formazione. Il progetto di organizzare un'Istituzione
aprì strade, dalla prospettiva personale a quella associata, a
percepire la stessa vocazione e missione.
"lo
vi chiedo un sistema nuovo, un nuovo metodo e procedimenti tanto nuovi
quanto antichi", avrebbe scritto in seguito. E anche: "Bisogna
dimostrare con i fatti che la scienza si coniuga bene con la santità di
vita".
Nei
dibattiti del momento che accentuavano gli aspetti antagonici dei binomi
già distanti nel tempo, come fede-scienza, Chiesa-mondo,
preghiera-azione, io-noi, semplicità-cultura, prese di posizione
praticamente inconciliabili, Pedro Poveda si appellò alle opere.
Solamente i fatti, la testimonianza incontestabile dell'esperienza
vissuta di entrambe le realtà
avrebbero potuto fare confluire le apparenti antinomie in una proposta
tanto nuova come ispirata all"'lncarnazione bene intesa",
fonte dell'"umanesimo vero".
La
preghiera, la riflessione e i progetti di azione di Pedro Poveda a
Covadonga presuppongono la conoscenza del momento presente che egli
studio con attenzione, interesse e profondità:
.
Una Spagna in fase di transizione verso la modernità che presenta i
problemi peculiari di una società in evoluzione e in crescita
irregolare.
.
La crisi della cultura tradizionale è di ordine sociologico e
spirituale. La coscienza spagnola si interroga sulla struttura stessa
della propria forma di vita e di pensiero. Il modo nuovo di pensare si
ripercuote soprattutto nell'ambito dell'educazione.
.
La pedagogia scientifica mette in discussione i metodi educativi,
proponendo non solo modi nuovi di apprendere, ma perfino una
reinterpretazione del concetto di persona e di società.
.
I cattolici adottarono posizioni diverse di fronte ai conflitti sociali
che si manifestarono. Molti si fermarono su posizioni di difesa della
precedente struttura; altri considerarono che la formazione delle
coscienze era l'unico modo di presenza responsabile in un mondo avviato
al pluralismo ideologico, religioso e culturale.
.
Anche Poveda, come alcuni suoi contemporanei, cominciò a pensare che il
problema sociale si poneva in termini pedagogici e che da un'adeguata
soluzione di questo dipendeva il futuro di tutta la nazione.
Un'impostazione
educativa che presuppone la formazione permanente degli insegnanti e il
loro coordinamento professionale:
"Lo
stare insieme, lo scambio di idee e di iniziative risvegliano slanci e
sviluppano energie che sono presenti, ma non si traducono in opere, e
restano, tutt'al più, allo stato latente" (Simulacro
pedagogico, 1912).
"In
questi centri... potranno gettare le basi per creare nuovi organismo a
favore dei docenti e stabilire una vera solidarietà. Da ciò nasceranno
competenza, prestigio, rappresentatività, risorse e tutto ciò di cui
la funzione docente ha bisogno" (Simulacro pedagogico, 1912).
Un'antropologia
che si fonda sulla pienezza del senso della vita:
"Formeremo...
uomini di virtù e di scienza; saranno quelli che, a loro volta
formeranno i maestri dei quali dovrà dipendere la formazione culturale
della generazione futura" (Proyecto pedagogico, 1910).
"Se
conoscendo ciò che dovete fare non lo mettete in pratica, che tipo di
fede è la vostra?" (Consejos, 1912).
Un
progetto di istituzione:
"L'Istituzione
fonderà accademie, centri pedagogico, scuole e quanto è necessario per
formare professionisti esemplari, per influire nell'insegnamento
pubblico, per mantenere lo spirito cristiano e l'unione professionale in
tutti i suoi membri" (Diario di una Fundacion, 1912).
Con
il gruppo che più condivideva i suoi ideali spirituali ed educativi, a
partire delle accademie, organizzo l'Istituzione Teresiana.
Questa
si costituì come opera complessa articolata in diversi gruppi, presente
attivamente nei vari settori della cultura e della società:
"Un'Opera
chiamata a incidere nel mondo, per portarlo a Gesù Cristo, la prima
qualità che deve avere è quella di essere attraente" (1912).