Pellegrinaggio a Vescovio   

L'Istituzione Teresiana è un'Associazione di laici approvata da Pio XI nel 1924. E' presente in 30 Paesi

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Con il Papa - Pentecoste 2006

 

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A VESCOVIO, serata di spiritualità e fraternità

27 maggio 2006

 

Da Roma e dai dintorni della località Vescovio (Comune di Torri in Sabina, prov. Rieti), si sono radunati, in buon numero, membri dell'Istituzione Teresiana e amici vecchi e nuovi, per partecipare alla serata di spiritualità organizzata presso l'antico Santuario della Madonna della Lode. Altre volte abbiamo parlato dell'origine antichissima di questo Santuario, che custodisce nella cripta le reliquie dei martiri della Sabina.

 

Sul sagrato e sull'ampio prato verde, a poco a poco si radunano tutti gli amici; poi da Roma arrivano un pulmino e alcune macchine: la compagnia è al completo e tutti si salutano festosamente.

 

Questa è proprio una costante: arrivare dalla città o dai paesi e ritrovarsi in questo luogo arioso e verdeggiante, con la prospettiva di una preghiera insieme, ai piedi della Vergine, fa venire allegria. La bella facciata della basilica, il campanile romanico, il suono delle campane, ci parlano della fede cristiana di tante generazioni che sono venute qui a pregare.

 

Ben presto inizia la celebrazione dell'Eucarestia; è la vigilia dell'Ascensione e qui tutto allude al Cielo: la liturgia, i canti del coro del Santuario, l'ampio orizzonte sereno della campagna. Al termine della Messa, la maggior parte dei pellegrini si ferma per un'ora di adorazione solenne. Era questo l'accordo.

 

Perché oggi è una giornata speciale.

 

Cento anni fa, un giovane sacerdote andaluso veniva mandato come canonico nelle Asturie, nel nord della Spagna, dove sorge, fra i monti, un Santuario dedicato alla Madonna: Covadonga. Per gli Spagnoli è un Santuario carico di storia e di significato. Molti pellegrini vi si recano, un po' in tutte le stagioni, malgrado il clima umido e piuttosto freddo.

 

Il prete che arrivava lì, giusto cento anni fa, proveniva da un paese andaluso, Guadix, dove aveva svolto un generoso apostolato, specialmente fra gli abitanti della vasta zona di grotte che si estendeva ai margini della città. Aveva lavorato senza risparmio di forze per l'elevazione umana, sociale e religiosa di quelle famiglie. Poi, strane circostanze, da lui impreviste, l'avevano spostato al nord, nelle Asturie, in mezzo alle montagne, appunto al Santuario di Covadonga. Vi passò circa sei anni, nei quali accolse pellegrini, pregò, trascorse ore in meditazione, chiarificò e approfondì nella sua coscienza tante esperienze fatte, mentre ne faceva di nuove. Perché non aveva perduto nulla del suo dinamismo, della sua vocazione di educatore, della sua attenzione al presente, con tutte le problematiche che presentava. Non lontano dalla sua nuova residenza sorge Oviedo, città interessante, abbastanza vicina ai confini con la Francia, dove lui poteva recarsi spesso e trovare strumenti per tenersi aggiornato. Inoltre ogni tanto tornava nella sua terra, l'Andalusia, e questo lo costringeva ad attraversare lentamente - dati i mezzi di trasporto dell'epoca - tutta la Spagna. In tal modo vedeva, valutava i segni di quei tempi incerti e soprattutto comprendeva il bisogno più urgente della gioventù spagnola: era bisogno di cultura ed educazione. Se non si fosse provveduto a questo, nessun cambiamento politico e sociale avrebbe potuto sollevare la situazione del popolo.

 

Fu così che ai piedi della "Santina" - delicato soprannome che gli Spagnoli hanno dato alla Madonna di Covadonga - questo sacerdote, che si chiamava Pedro Poveda e che adesso è venerato come Santo, concepì un'Opera che l'avrebbe aiutato in questa azione evangelizzatrice attraverso l'educazione e la cultura. A poco a poco l'idea divenne realtà e l'Opera prese nome "Istituzione Teresiana".

 

A questa Associazione ecclesiale di laici, che ora è estesa in quattro continenti e in trenta nazioni, appartengono uomini e donne che hanno compreso e accolto il carisma del Padre.

 

Padre Poveda riconosceva che tutto era nato lì, all'altare della Madonna di Covadonga.

 

Per riconoscenza e per fedeltà l'Istituzione Teresiana fece una specie di voto: ogni anno una rappresentanza dei suoi membri si sarebbe recata a questo Santuario portando un dono alla Madonna, in segno di gratitudine e per tenere accesa la consapevolezza delle origini mariane dell'Opera. 

 

La tradizione non ha avuto discontinuità, in questi quasi cento anni di storia: anche questa è una notevole grazia. Siamo nel 2006: l'arrivo di San Pedro Poveda a Covadonga avvenne nel 1906: questo centenario non doveva passare inosservato. E' per questo che nei giorni stessi in cui una nutrita rappresentanza dell'Istituzione Teresiana va pellegrina a Covadonga, in tanti diversi luoghi della terra i membri che vi risiedono si uniscono idealmente a quel pellegrinaggio, recandosi a loro volta a venerare e ringraziare la Madonna in un loro santuario mariano.

 

E' quello che abbiamo fatto noi, in questa tiepida sera di maggio, radunandoci qui, nel Santuario della Madonna della lode, accanto al quale da molti anni è nato un centro di spiritualità dell'Istituzione Teresiana. E' una gradevole casetta, a destra della Chiesa, un po' nascosta, dove si svolgono varie attività, sempre di tipo educativo e religioso.

 

I pellegrini, al termine della preghiera, si sono ritrovati lì, per una fraterna cena, in cui non sono mancati né i buoni prodotti del luogo, né uno spontaneo clima di allegria. Quando siamo usciti dalla casa era ormai buio, i grilli cantavano nella campagna addormentata e la facciata del Santuario, illuminata dal basso e dai lampioni, appariva ancora più suggestiva.

 

Maria Cimino

Foto MIT

 

Santuario di Vescovio
La Madonna della Lode
Interno del Santuario
Un momento della celebrazione
Mara e Magdalena
Un momento della preghiera
Maria Teresa e Rodolfo Grasso con Toni Paisani
Un momento della cena
 

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