Prima
Pietra della Scuola "Pedro Poveda – Funddé" in Messico
LEON,
Guanajuato (Maggio 2007).- ‘Con un canto che nacque in comunità,
che acquista forza perché è proibito che qualcuno resti indietro’. Sono
le parole di una canzone ed esprimono i motivi che ci hanno condotto al
25 aprile, giorno in cui l’Arcivescovo José Guadalupe Martìn Ràbago,
di Leòn, in Guanajuato collocò e benedisse la prima pietra ed anche le
fondamenta di quella che sarà la Primaria
Pedro Poveda-Funddé.
Questa
voce risuona perché è nostra, una rete di solidarietà che cerca di
trasformare la realtà,
così continua la canzone che abbiamo ascoltato alla conclusione della
cerimonia a cui parteciparono i benefattori, la comunità scolastica e
le organizzazioni con le quali si articola il compito educativo, e i
bambini e le bambine che ne beneficiano.
Tutti
osservarono come si seminava, sotto la prima pietra, perché cresca e
dia frutto, la reliquia di San Pedro Poveda, la Proposta Socioeducativa
dell’Istituzione Teresiana per l’America Latina, cornice di
orientamento del compito educativo, e simboli dei lavori di padri e
madri di famiglia di questa comunità: un pezzo di cuoio ed un mattone.
In
maniera semplice il Vescovo dialogò con i bambini e le bambine e
benedisse la prima pietra e le fondamenta, con un riferimento alla prima
lettera ai Corinti: "nessuno può mettere un fondamento diverso da
quello che è stato già messo, e questo fondamento è Gesù
Cristo". Il Vescovo espresse la sua emozione e soddisfazione per il
fatto che si possano aiutare i bambini nella loro formazione educativa
con la creazione di scuole in zone che hanno poche risorse.
Fu
un’opportunità per fare conoscere, ai cittadini di Leòn, Guanajuato,
la necessità di provvedere per i suoi abitanti che sono in estrema
povertà, offrendo loro un’educazione integrale, inclusiva e valida
qualitativamente, come parte di un diritto che non può essere soggetto
alle possibilità economiche dei padri e delle madri di famiglia.
L’Istituzione
Teresiana, attraverso l’Istituto Maria Isabel Dondé, realizza il suo
lavoro educativo nella città di Leòn dall’anno 2005, sebbene in
strutture prestate, offrendo la sua attenzione a circa 88 bambini delle
colonie Los Castillos, La India, Nuevo Leòn e Ibarrilla, fra le altre.
La quota mensile che si richiede è minima. La scuola primaria inizierà
con un perimetro di 4.400 metri, che conterrà le istallazioni
educative.
L’evento
fu un momento molto importante per ringraziare e conoscere le fondazioni
che collaborano con risorse umane, economiche e di articolazione.
Fondazioni nazionali come: MetLife, Fundaciòn Dondé e Nacional, Monte
de Piedad ed altre fondazioni straniere come Aiuto in Azione, e i Fondi
della ONG InteRed che hanno collaborato con appoggio economico nella
costruzione di questa Prima Fase che comprende 6 aule e zona di bagni,
istallazioni necessarie perché in agosto si possa iniziare il nuovo
ciclo scolastico.
Loreto
Ballester, Direttrice dell’Istituzione Teresiana, si avvicinò a
questa realtà attraverso il suo messaggio, col quale incorporava in
questo evento festivo tutta l’Istituzione. Parlava in esso di Pedro
Poveda, dicendo che anche oggi egli guarda alla Colonia San Javier e che
Leòn, nel Messico, è un'altra Guadix, il posto dove egli iniziò il
suo lavoro socioeducativo con gli abitanti delle grotte della Sierra
Granadina.
Nel
suo messaggio immagina che San Pedro Poveda dica loro oggi che: " I
suoi occhi, le sue mani, la sua mente, il suo cuore…continuano ad
essere vivi nell’Istituzione Teresiana". E che "contando con
tutte voi, costruiremo una scuola che non è fatta solo di mattoni, ma
anche di amore, di gioia, di desideri che i bambini e le bambine che
saranno lì educati arrivino ad essere persone ‘complete’ e che
conoscano e vivano il Vangelo di Gesù come via per la felicità".
Dice di essere sicuro che "in quella scuola si lavorerà per la
dignità di ogni persona, di tutte le persone. In essa, in mezzo alla
sua semplicità, saranno impiegati i metodi migliori perché i suoi
figli e le sue figlie imparino".
In
questa stessa giornata di festa, tutti i partecipanti cantano a Pedro
Poveda e lo riconoscono come amico: "Vogliamo essere tuoi
amici", gli dicono ed esprimono gratitudine all’Istituzione
Teresiana che ha portato loro questo Santo. Concludono il loro messaggio
affermando che "San Pedro Poveda, nostro amico, ci dà la sua
benedizione".
Torna
a risuonare la canzone: "E’ un cuore solo che cerca , con
gioia e pronto alla lotta…". Con molta allegria ed
espressioni di gratitudine, le madri, i bambini, le bambine manifestano
a tutti quelli che sono lì i loro desideri per la scuola e la loro
riconoscenza. I motivi del ringraziamento sono molti e nell’esprimerli
aggiungono dati per la storia della scuola:
-
Perché
avremo la nostra scuola
-
Perché
essa sarà grande
-
Perché
è venuto il nostro Padre Vescovo
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Perché
ci hanno dato un donativo
-
Perché
IMAGINA, il pre-scolare che attualmente ci presta le sue strutture,
ci accoglie e continua questo stesso cammino
-
Perché
AMSIF forma le nostre mamme
-
Perché
siete state fra le prime organizzazioni a credere in questo progetto
-
Perché
il Centro di Diritti Umani Victoria Diez ci appoggia nella nostra
formazione ai diritti umani
-
Perché
con te avremo uno spazio dove poter apprendere, giocare, celebrare
-
Perché
ci hai inserito il laboratorio di tessitura
-
Perché
permetti che siano possibili il diritto e l’educazione
-
Perché
ci prendiamo cura della formazione di maestre e maestri.
Sono
più di trecento le persone che hanno preso parte a questo avvenimento,
varie organizzazioni, i mezzi di comunicazione sociale scritti e
televisivi, il governo municipale, e così si compie un desiderio: che
tutti e tutte si impegnino perché un’educazione dei bambini e delle
bambine che sia "di qualità" non dipenda dalla capacità
economica dei padri e delle madri di famiglia.
Per
concludere la cerimonia, prima di condividere una bibita fresca e un
pasticcino, la canzone Questa voce è nostra, di Cecilia Ribero,
fu intonata da alunni e alunne e dalla comunità, e fu espressione dei
sentimenti di tutti:
"La
missione comincia a risvegliarsi, perciò, non più rassegnazione, né
cieca ingenuità, né più passività, perché oggi siamo un cuore che
vuole amare come quello di colui che per primo si fece comunione".
Testo,
CECILIA VILLALBA
Foto:
Mariana Araiza e Carlos Gonzàlez
Traduzione
Maria Cimino
Testi
e foto originali nella pagina Web dell'Istituzione
Teresiana