Veglia
di preghiera
in
preparazione all'incontro dei movimenti e nuove comunità
con Sua
Santità il Papa Benedetto XVI
Roma,
Venerdì 2 maggio 2006
Parrocchia
di San Giuseppe al Nomentano
L'Istituzione Teresiana ha organizzato
questo momento di preghiera in preparazione all'incontro in Piazza San
Pietro dei movimenti e delle associazioni laicali con il Papa Benedetto
XVI nella veglia di Pentecoste. Nello stesso momento in molte altre
Chiese piccole e grandi di Roma, diversi gruppi convocati anche da
associazioni, movimenti e nuove comunità laicali, invocavano la venuta
dello Spirito Santo
All'incontro erano presenti membri
dell'Istituzione provenienti da vari paesi del mondo, gruppi di giovani
del MIT di Palermo, di Rossano e di Roma e un buon numero
di fedeli della parrocchia di san Giuseppe.
Dopo un canto iniziale di invocazione
allo Spirito e il saluto del parroco, don Franco, la Direttrice Generale
dell'Istituzione Teresiana, Loreto Ballester, ha spiegato il senso e il
significato del momento, mentre Roberto Iori, Presidente di ACIT in
Italia, ha illustrato lo svolgimento della celebrazione.
Loreto Ballester ha ricordato la sua
partecipazione al Congresso tenutosi i giorni precedenti a Rocca di
Papa, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici, al quale ha
preso parte a nome dell'IT, con Maddalena Pievaioli e Carmen Aparicio,
assieme ai rappresentanti di oltre 100 movimenti e nuove comunità di
tutto il mondo.
Il tema del Congresso è stato: La
bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo.
"E' stata una esperienza di
Chiesa, esperienza di comunione nella diversità, esperienza di
conoscenza di doni diversi; conoscere di più per stimare e apprezzare
il dono dell'altro; esperienza ricca di vita, di entusiasmo, di presenza
dello Spirito", ha detto Loreto.
Ha ricordato, poi, alcuni brani del
messaggio che il Papa ha inviato al Congresso: "... Portate la luce
di Cristo in tutti gli ambienti sociali e culturali in cui vivete. Lo
slancio missionario è verifica della radicalità di una esperienza di
fedeltà sempre rinnovata al proprio carisma che porta oltre qualsiasi
ripiego stanco ed egoistico su di sé. Illuminate l'oscurità di un
mondo frastornato dai messaggi contradditori delle ideologie! Non c'è
bellezza che valga se non c'è una verità da riconoscere e da seguire,
se l'amore scade a sentimento passeggero, se la felicità diventa
miraggio inafferrabile, se la libertà degenera in istintività. Quanto
male è capace di produrre nella vita dell''uomo e delle nazioni la
smania del potere, del possesso, del piacere! Portate in questo mondo
turbato la testimonianza della libertà con cui Cristo ci ha liberati (Cfr.
Gal 5,1)".
Loreto ha finalizzato la sua
introduzione invocando le parole di San Pedro Poveda. "Così ci è
stato dato lo Spirito: Per Maria e con Maria. Preghiera, unione,
perseveranza, compagnia di Maria" .
La preghiera, poi, è stata iniziata
con un testo di San Pedro Poveda che convocava tutti nel Cenacolo
insieme a Maria e dal passo del profeta Isaia che evoca lo Spirito del
Signore con i suoi sette "attributi", che oggi chiamiamo
Doni. Per ciascuno di essi, su un libretto preparato per
l'occasione, si trovava una breve spiegazione del suo significato,
accompagnata da una citazione di uno dei Padri della Chiesa.
Ogni dono ha costituito un piccolo
"capitolo" della veglia, che includeva la lettura di un brano
della Scrittura, l'accensione di una candela situata accanto ad un'icona
della Pentecoste, e una meditazione.
In conclusione, con il canto del
"Veni Creator" sono state accese le candele dei presenti dalla
fiamma dei Sette Doni, a significare il desiderio di ricevere lo Spirito
e, dopo la benedizione finale, il canto di saluto ha voluto essere una
lode al Signore che dona lo Spirito e un impegno ad andare per il mondo
ad annunciare il Suo Amore.
Foto MIT