Presentata la biografia di Josefa Segovia   

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Con il Papa - Pentecoste 2006

 

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Presentata la biografia di Josefa Segovia. 

Un capitolo nel laicato contemporaneo.

MADRID (Ottobre 2006). Il libro Pasión por la Santidad. Biografía de Josefa Segovia, pubblicato nel mese di giugno, narra la vita di una delle prime donne che ebbero accesso, al loro tempo, a titoli accademici e professionali di cultura superiore e che, come ha detto l’autrice, "costituisce un capitolo della storia del laicato nel mondo contemporaneo"; così sottolineò Pablo Cervera, direttore della Biblioteca di Autori Cristiani (BAC), nel presentare l’opera, scritta da Encarnación González.

 

Nel salone delle cerimonie del Collegio Maggiore Padre Poveda, recentemente ristrutturato, davanti ad un numeroso pubblico, ebbe luogo la presentazione, a cui parteciparono il Direttore della BAC, Pablo Cervera, la Direttrice dell’Istituzione Teresiana, Loreto Ballester, Joaquín Luis Ortega, ex Direttore della BAC e M. José Rivera, Direttrice del Collegio Maggiore Poveda, che ricevette i partecipanti e moderò gli interventi del gruppo.

 

Il libro si fonda su una importante ricerca iniziata nel 1986 dalla González, la quale spiegò che "a motivo della istruzione della Causa di Canonizzazione di Josefa Segovia, frutto di una evidente fama di santità, si dovettero riunire tutti i suoi scritti: quelli di carattere più intimo o personale, quelli richiesti dalle sue molteplici attività, gli originali delle sue pubblicazioni e quelli che, inviati da lei, erano tenuti da altri"; le testimonianze raccolte lungo il processo di beatificazione completano le fonti utilizzate.

 

Cervera mostrò la compiacenza della BAC per la pubblicazione ed espresse la convinzione che "risulta di vitale importanza la proposta di grandi figure, uomini e donne del secolo XX, che servano a svegliare dal letargo i nostri animi, a volte addormentati". Aggiunse che "la caduta delle ideologie e il pensiero occidentale oggi così stanco fanno sì che i veri testimoni dell’assoluto siano quasi l’unico esempio capace di trascinare le persone di oggi", chiaro riferimento a Josefa Segovia, prima Direttrice dell’Istituzione Teresiana, la cui causa di beatificazione è in avanzato processo.

 

"Toccò alla protagonista vivere un cambio di secolo, la crisi della restaurazione nella Spagna, la dittatura di Primo de Rivera, la guerra civile, il franchismo e due guerre mondiali. Tutto questo impressiona vivamente la sua persona. Era molto immersa nella sua realtà, e la realtà ebbe un’incidenza su di lei. Questi avvenimenti fanno parte della sua biografia", ricordò il direttore della BAC.

 

La Direttrice dell’Istituzione Teresiana evocò la protagonista del libro come "una donna di fede che aprì nuove strade al laicato, una donna che seppe amare e prodigare attenzioni, una donna che studiò, conobbe per esperienza il mondo dei professionisti e promosse l’inserimento professionale di donne competenti in campi non ancora percorsi da loro".

 

Risaltò l’azione da lei condotta nella presentazione dell’Istituzione Teresiana alla Santa Sede a Roma, nel 1924, per la sua approvazione come Associazione di laici, "quando le nuove prospettive del Concilio Vaticano II erano ancora molto lontane; notevole fu il suo coraggio nel continuare l’Opera iniziata, dopo il martirio del fondatore San Pedro Poveda, la capacità di portare l’Istituzione a nuovi paesi dell’America, alla Terra Santa, alle Filippine, agli Stati Uniti e al Giappone".

 

Un altro tratto messo in rilievo dalla Ballester fu la capacità della protagonista del libro di gestire "relazioni umane, come dimostra nell’esercizio delle responsabilità di governo, che sono impregnate della qualità di saper curare la vita, qualità difficile da mantenere in modo permanente, e che noi indichiamo come "farsi carico". Aggiunse che "nelle nostre società non è facile ‘amare a fondo perduto’, meno facile ancora è "farsi carico dei deboli, degli ‘insignificanti’: amiamo quello che è redditizio, che dà fama e risultati".

 

Joaquín Luis Ortega, durante la cui gestione fu decisa la pubblicazione del libro, disse che "Passión por la santidad si adattava alla tradizione dell’editoriale come un prodotto tipico della casa, per apertura storica e importanza spirituale e culturale".

 

Ricordò che l’autrice ha pubblicato nella BAC uno studio critico sopra il testo ‘Jesús maestro de oración’ di San Pedro Poveda. E definì il fondatore dell’Istituzione Teresiana e Josefa Segovia "testimoni e profeti del loro tempo, con la vocazione a dire e a fare".

 

Pedro Poveda la autenticò con la sua vita martiriale e Josefa Segovia si dedicò a delineare il carisma teresiano, cosa che richiese "audacia e novità, scommessa sulla laicità, la femminilità, la professionalità dell’insegnamento e la cultura, generando uno stile nuovo di incarnazione del Vangelo nella Chiesa e nella società". Considerò il "suo contributo solido e benefico per la società spagnola e la Chiesa".

         
Encarnacion Gonzalez e Joaquin Luis Ortega
Loreto Ballester, Pablo Cervera, M. Joasé Rivera
Joaquin Luis Ortega, Angeles Galino, M. José Rivera
Encarnacion Gonzalez firmando libros
Un momento durante la presentazione

Ugualmente disse che nel libro "si percepisce che è un storia indagata e narrata da una storiografa che ha bevuto a fonti primarie, e che ha concepito l’opera e l’ha scritta dal punto di vista di Josefa Segovia, la quale si presenta a noi viva", per cui si rende possibile una riflessione sull’origine dell’Istituzione Teresiana, con il senso che San Bernardo indicava: "una Chiesa con gli occhi davanti e dietro. Cioè, aperta alle novità del suo tempo, ma attenta al suo passato e alla storia".

 

Quando ebbe la parola, la González riferì le tappe attraversate dalla elaborazione dell’opera: "Dovetti indagare in molti archivi pubblici e privati e cercare nuove fonti: non era sufficiente una documentazione pur così copiosa. E, seguendo gli avvenimenti e la cronologia, feci migliaia di schede con un’informazione molto abbondante.. Mi ci volle molto tempo per giungere al momento della comprensione e della sintesi. Solo quando portai a conclusione una ricerca esauriente fino in fondo, quando conseguii di possedere del tutto l’arco della sua appassionante traiettoria biografica, quando considerai che lo schema dei dati era completo e coerente, solo allora, potei lanciarmi a pensare all’inizio, perché è necessario situarsi nell’età matura, e anche nella fine della vita (di Josefa Segovia) e, di conseguenza, nella comprensione che ella stessa aveva della sua propria esistenza, per poter scrivere la prima riga del primo capitolo".

 

L’autrice spiegò anche che "non si trattava di raccontare una storia che si può trovare nei libri, ma di prospettarsi in che modo Josefa Segovia percepì il proprio contesto e in che misura esso influì su di lei, e in che misura lei influì nell’ambiente in cui visse". E trattandosi della biografia di una donna di fede, si domandò: "Come tracciare la storia del piano di Dio che confluisce nella libertà umana, come giungere al senso più profondo di ciò che è apparentemente banale?", giacché per l’autrice, la vita della Segovia, "la complessa trama di circostanze, motivazioni, attività, esiti felici, desideri non realizzati, relazione con se stessa e con gli altri, nel suo caso è attraversata e ordita da una intensa spiritualità".

 

E a maniera di sintesi disse che "quando si incrociano i dati e le riflessioni, quando arriva questo momento meraviglioso e quasi magico che gli storiografi chiamano "comprensione" e la storia non è costituita da fatti, né giudizi, né racconti asettici, è allora che i risultati si impongono per sé stessi, che si ha la sensazione non di stare facendo, ma di stare accogliendo la storia, e non c’è altro da fare che scrivere quello che si percepisce con evidente chiarezza. Allora emerge come per incanto la citazione opportuna, il testo chiave, il riferimento certo che contiene in sé tutti gli altri".

 

La González ha il dottorato in Storia Moderna, ha la Licenza in Diritto Canonico ed è Direttrice dell’Ufficio per le Cause dei Santi della Conferenza Episcopale Spagnola.

Alla cerimonia parteciparono familiari della Serva di Dio di tre rami: i Torres Segovia, i Pestaña Segovia e i Velásquez Segovia, oltre a numerosi membri dell’Istituzione Teresiana, antiche alunne e amici. Nel corso di essa fu ricordato che l’anno scorso il Papa Benedetto XVI riconobbe in nome della Chiesa le virtù eroiche vissute da Josefa Segovia, e questo fu un passo importante nel processo di Beatificazione.

 

Testo e foto di LAURA MORENO

Traduzione Maria Cimino

Originale nella pagina Web dell'Istituzione Teresiana

 

 

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