Il Progetto Filippide nasce
dall'esperienza ventennale dell'Associazione Sport e Società
nell'ambito dell'attività sportiva per disabili mentali.
In particolare dopo le brillanti e
positive esperienze sportive vissute da Alberto Rubino, unico atleta
autistico in Italia a correre la Maratona inserendosi nelle classifiche
assolute con un personale di 3h 24' alla Maratona di Roma,
l'Associazione ha dato vita al Progetto Filippide, che ha come scopo
quello di avviare alla pratica sportiva, e nello specifico alla corsa di
lunga distanza ragazzi affetti da conclamata sindrome autistica o con
patologie con un'alta incidenza di autismo, quali la Sindrome della
X-fragile, la Sindrome di West, la Sclerosi Tuberosa.
Affiancano Alberto negli allenamenti
quotidiani altri due ragazzi autistici:obiettivo è la Spitzbergen
Marathon, la Maratona che si corre oltre il Circolo Polare
Artico,80° latitudine Nord, nelle Isole Svalbard, le più a Nord del
Mondo.
La scelta di una località così
estrema non è casuale, ma dettata dalla collaborazione nata con il
Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha individuato nei Poli
un'"area remota estrema" dove, a causa dello stress cui è
sottoposto l'organismo (luce nelle ventiquattro ore, temperature in
media intorno allo zero, monocromaticità), si crea uno stato fisico e
psicologico tale da permettere l'esaltazione di alcuni dati
particolarmente rilevanti per lo studio dell'adattamento umano a tali condizioni.
Qui Alberto Rubino ha percorso la mezza
maratona, km 21,195 in 1h 47' 44",classificandosi 110 assoluto.
In tale occasione è stato realizzato,
a cura del CNR, un documentario sull'impresa di Alberto Rubino dal
titolo "I ragazzi della luna".
Nell'anno sportivo 2001-2002 entrano
a far parte del Progetto Filippide alcuni atleti affetti da Sindrome
della X-fragile, con l'obiettivo finale la partecipazione della squadra
alla Spitzbergen Marathon del 7 giugno 2002, dove hanno corso 6 atleti
del Progetto
Nell'anno sportivo 2002-2003 la
squadra del Progetto Filippide si arricchisce di nuovi partecipanti e
nuove sindromi, di nuove figure professionali che si affiancano agli
istruttori di atletica.
Nasce il Centro Pilota che
gestisce, sul modello dei college americani, per un'intera giornata un
gruppo di 11 ragazzi, compresi nella varie patologie autistiche, che si
allenano allo stadio "Paolo Rosi", praticano nuoto nella
piscina del Centro di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti",
mangiano presso la mensa del CONI insieme con gli altri atleti anche di
livello nazionale che vivono presso il Centro, usufruiscono delle Aule
della Scuola dello Sport per svolgere un'attività ludico-didattica
volta alla comunicazione, verbale e/o scritta delle proprie emozioni,
infine rifiniscono la preparazione atletica presso la palestra del CCS
Vigne Nuove.
Durante l'anno la squadra partecipa a
diverse corse e maratonine.
Nell'anno sportivo 2003-2004 il
Progetto Filippide ha raddoppiato i suoi utenti, inserendo nel Centro
Pilota un gruppo di 12 ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 13 anni.
Attualmente la squadra è composta di
23 atleti disabili, tre istruttori Fidal, quattro istruttori FIN, uno
psicoterapeuta, una psicologa,una logopedista, un operatore
professionale, un operatore domiciliare, un'assistente sociale, (figure
professionali solo in parte retribuite) e un gruppo di volontari di
varia estrazione ed età, per un totale di 50 persone. La sezione di
Viareggio è composta da 5 atleti e due istruttori. E'
in fase di avviamento una sezione del Progetto Filippide ad
Acireale-Catania ed in un futuro imminente
anche a Ragusa.
Nell'anno sportivo 2004/2005 il
Progetto Filippide ha fatto un ulteriore salto di qualità, aprendosi
nell'ultimo trimestre di attività al gruppo dei piccolissimi (sotto i
10 anni) inseriti nell'attività del
Il mese di giugno tutto il Progetto
Filippide partecipa alla Spitzbergen Marathon nelle Isole Svalbard. Gli
atleti quest'anno sono 23, l'equipe professionale al gran completo si
arricchisce della presenza di un medico anestesista e le nostre mascotte
quest'anno sono 6 bambini sotto i 10 anni, figli di operatori del
progetto.
Al nostro seguito il giornalista di
Repubblica Corrado Sannucci che poi scriverà un bellissimo articolo
sulla nostra esperienza.
La
carica dei 101 al Polo Nord
Anche questa esperienza, come le altre,
se pur ripetuta, è stata unica: sono cambiati l'ambiente, le
temperature, il paesaggio che abbiamo avuto attorno e a livello sociale
sono cambiate le persone che abbiamo incontrato, il gruppo con il quale
le persone affette da queste malattie rare hanno dovuto necessariamente
rapportarsi per lo svolgimento della moltitudine di attività che sono
state svolte assieme. La convivenza, forzata, di gruppo è stato si un
piacevole momento di vita comunitaria ma che "obbliga" alla
condivisione continua degli spazi, del tempo e delle regole.
La nuova sfida al Polo Nord è stata,
dal Progetto Filippide, accettata, fatta e vinta. Attraverso la corsa a
lunga distanza bambini, ragazzi ed adulti affetti da autismo e sindromi
ad esso collegate, hanno nuovamente
affrontato nuove barriere, raggiungendo nuovi livelli di adattamento,
autonomia e di socializzazione.
L'attività fisica, per noi la corsa su
lunga distanza ed il nuoto, hanno permesso la diminuzione di numerosi
atteggiamenti iperattivi e stereotipati tanto da portare un maggior
controllo di se stessi ed una percezione personale e del gruppo più
reale. Inoltre, in alcuni casi, ci ha consentito di giorno di
permanenza. La gara, per quanto non miri al risultato finale, è ed è
stata vissuta dagli atleti proprio come prova e certamente esame di
quanto sperimentato nel corso dell'anno: è stato un momento di forte
stress
GIUGNO 2005
L 'Equipe del Progetto Filippide