La Morano considera
importante chiarire che l'autore "ha ripudiato volontariamente il
genere agiografico, che persegue l'elogio e la glorificazione del
personaggio senza giustificarne i motivi, e ha scelto di permettere che
i testi parlino da sé, perché sia il lettore stesso a poter misurare
la grandezza del protagonista".
Nonostante i suoi 36
anni, Pego Puigbò pensa che il suo libro è un'opera di
"incipiente maturità". Perché, "prima ho scritto libri
che contenevano tesi, proposte, interpretazioni… Ora mi sembra che ho
apportato anche 'un modo di vedere' personale con uno stile in generale
fluido e senza concessioni, cosa che ho sempre cercato e raramente ho
conseguito".
Sposato con Cristina
Soler e padre di Inés e Miquel, i suoi figli che hanno meno di tre
anni, Pego Puigbò riconosce anche di essere cosciente che il libro può
avere "i suoi punti deboli e i suoi aspetti discutibili". Ma
anche così, si mostra soddisfatto di aver potuto dare un apporto, che
egli crede importante, alla conoscenza della figura di Pedro Poveda. Per
questo è grato in primo luogo al protagonista e poi all'Istituzione
Teresiana che gli ha dato la possibilità di "realizzare il sogno
di qualunque ricercatore: che la sua opera possa diventare un punto di
riferimento".
Applicando i più
recenti metodi storiografici, l'autore porta i lettori alla conclusione
che, nella tappa di Covadonga, il giovane canonico, non solo assume una
nuova coscienza della sua vocazione pedagogica, ma anche decide di
modellarla e inserirla nelle correnti intellettuali più avanzate della
sua epoca.
Come viene indicato nel
retro copertina del libro, "il 'Saggio di Progetti Pedagogici' di
Poveda non è soltanto un prodotto teso a rigenerare, ma un apporto
rinnovatore nei piani della modernità spagnola, alla cui soglia si
colloca grazie ad un'esperienza personale di portata ecclesiale".
In questo senso, l'opera "studia le sue relazioni tanto con il
modello di scuola di Andrés Manjòn quanto con il programma della
Instituciòn Libre de Enseñanza".
Secondo Pego Puigbò
"per mezzo di questo dialogo fra fede e cultura, che culmina con la
fondazione dell'Istituzione Teresiana, si cerca di mettere in luce la
profonda evoluzione che coinvolge il pensiero povedano fra la creazione
delle Scuole del Sacro Cuore a Guadix e l'apertura delle prime Accademie
nelle Asturie".
A modo di sintesi la
Morano sottolinea che l'opera che ora vede la luce mette in rilievo
"come i testi e le azioni di Pedro Poveda furono validi per aprire
nuovi cammini alla fede in una società che era agli inizi di un
processo di secolarizzazione".
A suo parere, "la
contestualizzazione dei testi che in essa si fa e la loro
reinterpretazione fanno risaltare come la virtualità degli stessi può
superare la soglia del tempo e dello spazio, e illuminare donne e uomini
di diverse epoche e società".
Pensa che i lettori di
questo libro "potranno verificare da soli se il protagonista di
quest'opera ha qualcosa da dire in una società come la nostra, già
completamente secolarizzata".
ARACELI
CANTERO
Traduzione
Maria Cimino
Il
testo originale in spagnolo alla pagina Web dell'Istituzione
Teresiana