Modernità e pedagogia in Pedro Poveda   

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Modernità e pedagogia in Pedro Poveda

La Cattedra Pedro Poveda presenta un nuovo libro

MADRID (giugno, 2006). - La Cattedra Pedro Poveda si unisce alle celebrazioni del Centenario dell'arrivo del suo titolare a Covadonga, con la pubblicazione di un libro che sarà presentato giovedì 22 giugno nell'Università Pontificia Comillas, Madrid.

"Modernità e Pedagogia in Pedro Poveda. L'esperienza di Covadonga", è l'opera di Armando Pego Puigbò, professore nella Facoltà di Filosofia dell'Università Ramon Llull di Barcellona, che sarà presentato alle ore 19 nella Sala delle Conferenze dell'Università, situata in Via Alberto Aguilera 23, Madrid.

Parteciperanno alla presentazione:

  • Camino Cañon. Università Pontificia Comillas.
  • Cira Morano Rodriguez. Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche e Cattedra Pedro Poveda.
  • Gonzalo Tejerina Arias. Decano della Facoltà di Teologia dell'Università Pontificia di Salamanca (UPSA).
  • Armando Pego Puigbò, Università Ramon Llull.
  • Angel Galindo Garcìa. Direttore del Servizio di Pubblicazioni della UPSA.
  • Loreto Ballester Reventòs. Direttrice dell'Istituzione Teresiana.

Come ha indicato l'autore, il libro tratta del periodo trascorso dal Fondatore dell'Istituzione Teresiana nel Santuario di Covadonga (1906 - 1913), anni che egli considera decisivi per la politica educativa spagnola del secolo XX.

Fu allora che Pedro Poveda elaborò un programma di azione cristiana nel campo della pedagogia, a partire da una duplice convinzione: l'indifferibile necessità che i cristiani partecipino attivamente al processo di statalizzazione dell'insegnamento in una società sempre più secolarizzata e il ruolo profetico a cui sono chiamate le donne in questo contesto.

"Quest'opera è il frutto di un lavoro rigoroso di ricerca compiuto sulle fonti dirette dei testi di Pedro Poveda scritti in quest'epoca e completato da un lavoro ermeneutico, anch'esso scientifico", ha detto nel Prologo del libro, Cira Morano, Codirettrice della Cattedra e ricercatrice del CSIC.

Pego Puigbo

La Morano considera importante chiarire che l'autore "ha ripudiato volontariamente il genere agiografico, che persegue l'elogio e la glorificazione del personaggio senza giustificarne i motivi, e ha scelto di permettere che i testi parlino da sé, perché sia il lettore stesso a poter misurare la grandezza del protagonista".

Nonostante i suoi 36 anni, Pego Puigbò pensa che il suo libro è un'opera di "incipiente maturità". Perché, "prima ho scritto libri che contenevano tesi, proposte, interpretazioni… Ora mi sembra che ho apportato anche 'un modo di vedere' personale con uno stile in generale fluido e senza concessioni, cosa che ho sempre cercato e raramente ho conseguito".

Sposato con Cristina Soler e padre di Inés e Miquel, i suoi figli che hanno meno di tre anni, Pego Puigbò riconosce anche di essere cosciente che il libro può avere "i suoi punti deboli e i suoi aspetti discutibili". Ma anche così, si mostra soddisfatto di aver potuto dare un apporto, che egli crede importante, alla conoscenza della figura di Pedro Poveda. Per questo è grato in primo luogo al protagonista e poi all'Istituzione Teresiana che gli ha dato la possibilità di "realizzare il sogno di qualunque ricercatore: che la sua opera possa diventare un punto di riferimento".

Applicando i più recenti metodi storiografici, l'autore porta i lettori alla conclusione che, nella tappa di Covadonga, il giovane canonico, non solo assume una nuova coscienza della sua vocazione pedagogica, ma anche decide di modellarla e inserirla nelle correnti intellettuali più avanzate della sua epoca.

Come viene indicato nel retro copertina del libro, "il 'Saggio di Progetti Pedagogici' di Poveda non è soltanto un prodotto teso a rigenerare, ma un apporto rinnovatore nei piani della modernità spagnola, alla cui soglia si colloca grazie ad un'esperienza personale di portata ecclesiale". In questo senso, l'opera "studia le sue relazioni tanto con il modello di scuola di Andrés Manjòn quanto con il programma della Instituciòn Libre de Enseñanza".

Secondo Pego Puigbò "per mezzo di questo dialogo fra fede e cultura, che culmina con la fondazione dell'Istituzione Teresiana, si cerca di mettere in luce la profonda evoluzione che coinvolge il pensiero povedano fra la creazione delle Scuole del Sacro Cuore a Guadix e l'apertura delle prime Accademie nelle Asturie".

A modo di sintesi la Morano sottolinea che l'opera che ora vede la luce mette in rilievo "come i testi e le azioni di Pedro Poveda furono validi per aprire nuovi cammini alla fede in una società che era agli inizi di un processo di secolarizzazione".

A suo parere, "la contestualizzazione dei testi che in essa si fa e la loro reinterpretazione fanno risaltare come la virtualità degli stessi può superare la soglia del tempo e dello spazio, e illuminare donne e uomini di diverse epoche e società".

Pensa che i lettori di questo libro "potranno verificare da soli se il protagonista di quest'opera ha qualcosa da dire in una società come la nostra, già completamente secolarizzata".

ARACELI CANTERO

Traduzione Maria Cimino

Il testo originale in spagnolo alla pagina Web dell'Istituzione Teresiana

 

 

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