Quando
una vita umana si fa incomprensibile per coloro che la guardano partendo
dalle circostanze storiche, quando incomincia a manifestarsi più
singolare, più feconda, più elevata, allora tale vita diventa un
"segno".
Qualsiasi
"segno" che si presenta dinanzi a noi sta lì, con il suo
contenuto inquietante, ricco di suggerimenti e, nello stesso tempo
difficile da capire. Dinanzi ad esso sono possibili due posizioni:
rifiuto per tutto ciò che contiene di enigmatico o lasciarsi afferrare
dal mistero fino a scoprirne il senso.
Cercando
di tracciare la biografia di J.S., non ho saputo evitare la domanda:
"Qual è il senso della sua vita, quale profonda realtà ha fatto
di lei un "segno"?
La
sua vita, infatti, come se sfuggisse alla forza di gravità della comune
maniera di essere
divenne
un interrogativo per i suoi compagni di lavoro, per la sua famiglia, per
i suoi alunni, per i suoi amici, per coloro i quali lavoravano insieme
con lei.