Victoria, donna e laica   

L'Istituzione Teresiana è un'Associazione di laici approvata da Pio XI nel 1924. E' presente in 30 Paesi

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Victoria, donna e laica nella Chiesa e nel mondo

Vita Orlando

Victoria Díez (1903-1936) è stata beatificata come martire, da Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1993 a Roma. La sua è stata la vita breve di una giovane maestra della scuola pubblica spagnola; nata in un secolo tormentato visse totalmente inserita come laica nelle realtà del contesto sociale, culturale, politico e religioso della Spagna di inizio secolo. Scelse di appartenere all'Istituzione Teresiana, un'Associazione di Laici, fondata dal sacerdote Pedro Poveda (1874-1936), il quale, ai suoi seguaci propose un ideale di vita che incidendo nel mondo da cristiani, li abilitasse a diventare trasparenza di quel Dio che continuamente si incarna nella storia. "L'Incarnazione ben intesa, la persona di Cristo, la sua natura e la sua vita offrono a chi lo comprende, la norma sicura per arrivare ad essere santo con la santità più vera, rimanendo al tempo stesso umano dell'umanesimo vero": Victoria incarna in pieno tale ideale; vive inserita nella realtà a lei affidata, totalmente immersa nella spiritualità e nel carisma del Fondatore della sua Associazione.

Insegnante statale 

In particolare dal 1928 in poi, ottenuto l'incarico di insegnante statale ad Homachuelos, un paesino della Sierra Morena di Cordova, negli otto anni che vi opera, organizza e dà impulso alle realtà presenti: insegna in pluriclassi numerose (fino a 70 alunne!), programma corsi serali per donne che lavorano e una biblioteca per ex-alunne; apre per la sua scuola un nuovo locale in sostituzione del primo, non adeguato alle esigenze delle classi; intreccia ottimi rapporti con le famiglie delle sue alunne, specialmente quelle più povere; cerca e ottiene aiuti per chi ha bisogno. Viene anche nominata all'unanimità Presidente del Consiglio Locale delle Scuole Elementari e lotta perché sia riconosciuto il diritto di potersi non iscrivere alla Casa del Popolo (di chiara matrice socialista ed anticlericale). Quando, poi, viene approvata la legge che proibiva ai maestri delle scuole pubbliche l'insegnamento della religione, si fa aiutare da sua madre e da altri per poter continuare le lezioni di catechismo. In parrocchia, inoltre, organizza il catechismo per ragazzi e adulti; dà impulso alla creazione della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e diventa stretta collaboratrice del parroco.

Terreno di scontro politico

L'istruzione pubblica, in quel periodo, diviene terreno di scontro politico e strumento per poter esercitare una reale influenza nel sociale. E' di quegli anni ancora la ricerca faticosa di affermazione da parte della donna che comincia ad affacciarsi sulla scena della partecipazione politica. Infatti, è nel 1933 che le donne, per la prima volta in Spagna, avranno la possibilità di votare e di poter dare il proprio contributo nelle elezioni politiche nazionali.

Alla fine del 1934 i vari avvenimenti politici preannunciano già ciò che di lì a poco sarebbe avvenuto: il processo di secolarizzazione, l'anticlericalismo e le varie sommosse di gruppi ormai privi di controllo, sono il preludio della guerra civile del 1936.

Tempo di persecuzione

Nell'atmosfera tesa che regnava nei primi mesi del '36, Victoria ascolta bene le parole che Pedro Poveda indirizza ai membri dell'Istituzione Teresiana: "Mai come ora dobbiamo approfondire la vita dei primi cristiani per imparare come comportarci in tempo di persecuzione, come confessavano Cristo, come si preparavano al martirio, come pregavano, come perdonavano, come amavano";"Dovete confondervi con la gente comune, essendo estremamente semplici, ma interiormente singolarissimi per la singolarità dello Spirito di Dio" ;" Voi siete chiamati ad essere crocifissi viventi ! ".

I tempi erano già maturi: 1'11 agosto di quello stesso anno Victoria viene arrestata e all'alba del giorno seguente (dopo una faticosa marcia di 12 km per sentieri sassosi, con il parroco ed altri 16 uomini), giunge alla miniera, luogo scelto per l'esecuzione. Victoria, unica donna, assiste alla morte per fucilazione di tutti i suoi compagni. Salvarsi sarebbe stato facile! Invitata a rinnegare la sua fede, senza vacillare risponde: "Non posso dire quello che mi chiedete".

Victoria muore martire a soli 33 anni. Nei suoi appunti personali, dove annotava i sentimenti più profondi nel dialogo con il Signore, scrive: 'Questo paese è il mio paese. Quello che Tu mi hai affidato. Chiedimi un prezzo'.

Il riscatto umano, religioso, culturale e politico del paese a lei affidato, di Hornachuelos, aveva riempito il cuore e la mente di Victoria, tanto da fargli chiedere un prezzo. La trasformazione della Città in lei trovava le radici in Cristo, nell'assunzione (nella propria carne!) del Mistero della Redenzione, in una perfetta imitazione di Lui, identificazione che raggiunse il culmine nell'offerta piena della sua vita nell'ora del martirio.

Alcuni tratti essenziali della sua spiritualità

Donna spirituale, laica, cosciente del proprio battesimo, che nel Mistero dell'Incarnazione di Cristo trovò la radice più profonda per la trasformazione sua e della Città. Capace di stare nel mondo con l'intelligenza della fede, ebbe capacità critica, lucida e trasparente per una lettura seria dei segni dei tempi, una scioltezza interiore equilibrata che la fece agire correttamente e la libertà dei figli di Dio che la rese totalmente disponibile per la costruzione del Regno.

Donna interiore: persona di fede, con particolare esperienza di unità, di soggettività e di interiorità del rapporto con Cristo, come sorgente per il servizio ai fratelli. Sull'esempio di Teresa di Gesù, sapeva che l'intimità andava costruita tramite l'esercizio prolungato del silenzio, della solitudine, della riflessione, dell'ascolto e che l'essenziale era la carità, il dono di sé ai fratelli in un impegno storico concreto di liberazione umana e di umanizzazione delle cose.

Persona spirituale che visse con lo stile dei primi cristiani. Con il vissuto di una fede sobria, vissuta senza declamazioni, che solo attraverso il modo di essere e di fare, non voleva creare uno spazio cristiano nel mondo, ma entrare da cristiana nello spazio del mondo.

Donna incarnata con la forza della denuncia: modello profetico. Il profeta è colui che parla in nome di Dio e che ricorda ciò che si è dimenticato, invitando alla "conversione". Per Victoria questa conversione non fu mai solo un atto interiore, ma divenne dinamismo di cambiamento della realtà umana in cui operava.

Persona con il vissuto esistenziale della corresponsabilità e della complementarietà, ricercatrice dell'assoluto. Cosciente che l'Assoluto andava costruito tramite il relativo, il quotidiano, il pezzo dopo pezzo, fece la propria piccola e povera parte, lavorando con gioia sul pezzo che le era toccato di costruire nella comunità che aveva scelto e nel paesino che le era stato assegnato.

Persona spirituale che visse aperta alla speranza, nella logica del "già e non ancora". Tutto ciò che sembrava impossibile: la liberazione, la giustizia e la fraternità universale diventavano possibili anche se in forme parziali e provvisorie, nell'impegno educativo quotidiano di formazione, di crescita, di riscatto dei bambini e dei giovani a lei affidati e di tutti coloro che la circondavano.

Donna nuova nella radicalità della "Sequela Christi" in un vissuto di celibato, come verità ed intenzionalità interiore, mediante una vita di preghiera, di attesa, di vigilanza; intenzionalità interiore, che trovò la sua versione esistenziale nell'apertura di un cuore povero che non volle possedere niente per sé, in una completa donazione ai fratelli fino all'offerta piena della vita.

Da Insieme Notizie Anno 2004, n.2

 

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